Omicidio di Nada Cella, Marco Soracco di nuovo a processo per false dichiarazioni: le accuse al commercialista
pubblicato:Marco Soracco avrebbe mentito al pm sul delitto di Nada Cella: il nuovo iter giudiziario dell'ex commercialista

A distanza di trent'anni dal delitto che ha segnato la cronaca di Chiavari, il drammatico caso dell'omicidio di Nada Cella si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. La vicenda legata alla morte della giovane segretaria torna al centro delle aule di tribunale con importanti sviluppi che riguardano le testimonianze del passato e la posizione di Marco Soracco.
Il nuovo processo a Marco Soracco
Come riportato da Genova Today, il commercialista chiavarese dovrà comparire di nuovo davanti al giudice il prossimo 26 gennaio per rispondere di una specifica contestazione formale. La decisione si inserisce nel più ampio contesto investigativo legato al delitto di Nada Cella, avvenuto il 6 maggio 1996 all'interno dello studio professionale di via Marsala.
In base a quanto ricostruito da Il Secolo XIX, il professionista è già stato destinatario di una condanna in primo grado a due anni di reclusione per favoreggiamento nei confronti di Anna Lucia Cecere. Quest'ultima è stata indicata come la responsabile dell'aggressione mortale ed è stata giudicata dalla Corte d'Assise nel quadro della riapertura delle indagini, condannata a 24 anni di reclusione per omicidio volontario.
Secondo quanto evidenziato da Repubblica, la Procura di Genova ha scelto di separare le posizioni processuali scindendo la vicenda in due fascicoli. Questa scelta ha consentito di giungere prima al verdetto sul favoreggiamento e successivamente di procedere con la nuova citazione in giudizio relativa alla condotta testimoniale tenuta dall'uomo durante gli interrogatori.
Di fronte alle accuse mosse dai magistrati, l'imputato ha sempre respinto ogni addebito sostenendo la propria estraneità a qualsiasi tentativo di depistaggio. Attraverso il suo legale Andrea Vernazza, l'ex datore di lavoro della vittima ha ribadito di essere stato a lungo il principale sospettato e di non aver mai avuto alcun interesse nel deviare l'attenzione dalle ricerche della verità.
L'ipotesi di false dichiarazioni al pm
Il fulcro della nuova fase dibattimentale risiede nei presunti elementi mendaci che l'uomo avrebbe offerto alla pm Gabriella Dotto quando fu sentito come semplice testimone. Le false dichiarazioni contestate riguardano in particolare gli orari del ferimento e la precisa tempistica relativa al ritrovamento della vittima all'interno dell'ufficio.
Un ulteriore elemento riguarda la ricostruzione del contenuto di una conversazione telefonica registrata, intercorsa tra la madre del professionista e una donna rimasta a lungo ignota. L'accusa ritiene che su questi punti siano state fornite versioni distanti dalla realtà, ostacolando il corretto accertamento dei fatti da parte degli investigatori.
La posizione della madre di Soracco
La posizione dell'anziana madre Marisa Bacchioni, inizialmente coinvolta nelle medesime accuse, era stata stralciata dal processo per motivi legati all'età e alle precarie condizioni di salute. Tuttavia, la magistratura sta attualmente svolgendo nuove valutazioni sanitarie per verificare se la donna possa sostenere un'eventuale azione separata.
Mentre la difesa lavora al ricorso in appello contro la prima condanna, la data del 26 gennaio rappresenterà uno snodo rilevante per la definizione delle responsabilità della testimonianza.