Auto: acquisti sul settore in Europa, ma non mancano le fragilità

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Indicazioni miste da Mercedes che abbassa i target sulle vendite, Renault rinviata a giudizio per il Dieselgate, Stellantis vende il car sharing: non mancano le novità. Tutti perdono quote di mercato in Cina, come Volkswagen, basteranno gli altri mercati a riequilibrare i bilanci?

Auto: acquisti sul settore in Europa, ma non mancano le fragilità
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Non è una seduta negativa per il settore automobilistico europeo e anzi i maggiori titoli del settore guadagnano terreno. Eppure non mancano le fragilità dei singoli gruppi e dell'intero settore, a partire dalla Cina, che non pesa soltanto per l'attacco ai mercati domestici UE, ma anche per la sua contrazione del mercato interno che sottrae cespiti a tutti i grandi gruppi attivi nella Repubblica Popolare. Volkswagen ha già compartimentato produzione e vendita tra Cina ed Europa per correre ai ripari, ora anche Mercedes invia un allarme su quel fronte.

Mercedes, i dati misti e la previsione di un anno in calo non spaventano il mercato

Eppure non sono brillanti i dati di Mercedes che ha salvato la trimestrale con servizi finanziari, van e proventi dalla vendita del leasing di Athlon. I ricavi dei tre mesi del gruppo cedono il 3,3% a 32,06 mld (consensus S&P GMI € 31,89 mld), la divisione auto cede il 7,9% dei volumi e il 4,9% dei ricavi (22,98 mld).

E' ottimo invece l’ebit in balzo del 22% a 1,5 mld: si avvantaggia appunto di veicoli commerciali, performance dei servizi finanziari e della vendita di Athlon, ma non ha raggiunto gli 1,6 mld del consensus di Visibile Alpha.

Nel trimestre comunque l'utile cresce del 13,5% a 1,08 miliardi di euro ed è un segnale positivo da tenere fermo, ma alcuni analisti si aspettavano di più. L'utile per azione (eps) è cresciuto del 20% da 0,95 a 1,14 euro, ma

Non è invece un buon segnale la revisione al ribasso della guidance: da vendite stabili per l’auto e il gruppo nel 2026, ora la casa di Stoccarda si aspetta un leggero calo annuale su entrambi i fronti. Pesa anche il -30% delle vendite di automobili in Cina (ma +4% in Europa e +10% negli States) nel secondo trimestre.

Il titolo Mercedes snobba le indicazioni di debolezza e guadagna il 2,5% a 46,44 euro dopo un gap up e un primo allungo a 48 euro.

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Auto, acquisti oggi sul settore, nonostante segnali non sempre incoraggianti: serviranno conferme

Insomma, sarà forse il calo delle quotazioni del petrolio greggio con il Brent a 86,69 dollari al barile (-1,89%) e Trump che apre di nuovo al negoziato, mentre in Italia è stato annunciato ieri un taglio delle accise sul diesel da 17 centesimi, ma oggi le quattro ruote europee mantengono ottimismo e recuperano terreno, nonostante non manchino le sfide di scenario.

L’indice di settore EURO STOXX Automobiles & Parts guadagna l’1,49% Ma va detto che questo benchmark settoriale ampio ha perso più del 15% solo dallo scoppio della crisi iraniana e oltre il 28% dai massimi del febbraio 2025.

Il settoriale, se si includono nel conteggio anche le società in perdita ha un P/E degli ultimi 12 mesi molto negativo (-17,7x segno che prevalgono le perdite in termini di fondamentali) e un P/E projected di 9,5x (poco più della metà del generale Eurostoxx).

Non ci sono graficamente però segnali decisi di inversione e il rischio di nuovi approfondimenti è concreto nonostante i parziali recenti recuperi del mercato europeo delle quattro ruote.

Anche Renault fa un +1,55% a 26,91 euro, dopo un allungo a 27,49, nonostante il rinvio a giudizio in Francia per il suo Dieselgate.

Gli acquisti premiano con un +0,4% a 4,986 anche Stellantis, che stamane aveva rivisto i 5,104 euro. La casa guidata dal CEO Antonio Filosa ha annunciato la vendita del car sharing di Free2move a Mutares (ma terrà le colonnine di ricarica). Non è noto l’ammontare dell’operazione, ma il passaggio al controllo dal precedente 50% circa di Free2Move eSolutions nell’agosto 2025 era costato 60 milioni tra conversione di prestiti e contributi cash. Free2move aveva contribuito a una tranche di impairment da 243 milioni nel bilancio 2025. Se ne saprà forse di più con i dati del 30 luglio, giornata in cui riporterà anche Renault.

Oggi brilla anche Volkswagen (+2,29%), nonostante il taglio delle stime in occasione della trimestrale uscita di recente, che aveva anche confermato una debolezza nel mercato cinese come per BMW (+2,51%) e, come appunto appreso oggi, per Mercedes.

Auto, ancora bene Ferrari e Porsche, ma Sogefi crolla dopo i dati e anche Michelin perde quota

Bene anche Ferrari (+1,3%) e Porsche (+1,26% per P911). A Milano invece affonda Sogefi dopo i dati mentre recupera Pirelli (+0,62%) che domani pubblicherà i risultati. In rosso invece in queste ore un colosso come Michelin (-1,87%): il colosso francese degli pneumatici ha chiuso il semestre con ricavi in calo da 13 a 12,68 miliardi di euro e con un utile netto che flette da 840 a 766 milioni: positivo invece il free cash flow ante M&A che passa da un saldo negativo di 102 milioni a uno positivo per 282 milioni di euro. Ritenuto solido da alcuni analisti il risultato operativo rettificato (ebit al netto di cambiamenti in valute o perimetro) in leggero calo da 1,452 a 1,446 miliardi di euro. Il gruppo ha confermato l'obiettivo di una crescita di questo indicatore nell'intero 2026 e di un FCF ante M&A di oltre 1,6 miliardi, ma oltre a qualche presa di beneficio dopo un rialzo del 23% in 18 sedute, probabilmente pesa sul titolo anche qualche delusione per ricavi che restano piatti da 11 trimestri consecutivi.

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Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.