L'omicidio del giornalista Luigi Esposito a Eboli era premeditato, secondo il gip: Rahmouni resta in carcere
pubblicato:Rahmouni avrebbe pianificato l'omicidio di Luigi Esposito. Il gip convalida l'arresto del 26enne

Il giudice per le indagini preliminari Giandomenico D'Agostino ha convalidato l'arresto di Ridha Rahmouni, il 26enne reo confesso dell'omicidio di Luigi Esposito, il giornalista ucciso alle prime ore del mattino del 19 luglio nelle campagne di Eboli. Durante l'udienza di convalida, il gip ha contestato l'omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione, ma anche la soppressione del cadavere. Secondo le indiscrezioni, l'indagati ha confermato la prima versione fornita agli inquirenti dopo l'arresto.
Luigi Esposito ucciso "con crudeltà e premeditazione"
A riportare i nuovi dettagli sull'omicidio di Luigi Esposito è VesuvioLive. Lunedì 27 luglio il gip Giandomenico D'Agostino ha convalidato l'arresto del 26enne reo confesso dell'omicidio di Luca Esposito. Rahmouni avrebbe confermato la versione fornita inizialmente agli inquirenti.
Ha ribadito, inoltre, il movente legato alle presunte richieste di prestazioni sessuali da parte del giornalista, divenute troppo insistenti ed estese ad altri connazionali, secondo la versione del 26enne. Per questo motivo chi indaga è alla ricerca degli altri giovani con cui la vittima avrebbe intrattenuto incontri a pagamento.
D'Agostino ha contestato a Rahmouni l'omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione, oltre al reato di soppressione di cadavere. Il 53enne, ricordiamo, è stato ucciso in un terreno di Contrada Bivio Cioffi, a 15 km dal centro abitato di Eboli, colpito a mani nude e poi dato alle fiamme mentre - probabilmente - era ancora vivo. Secondo l'autopsia, che nei prossimi mesi verrà arricchita con gli esami tossicologici e istologici, la vittima sarebbe morta per asfissia meccanica.
I punti da chiarire sull'omicidio di Eboli
L'avvocato Giovanni Mauri, difensore d'ufficio del 26enne, ha specificato che nella ricostruzione esistono ancora elementi da approfondire, sui quali gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Alessandro Di Vico, mantengono ancora il massimo riserbo.
Le ombre riguardano soprattutto la presunta doppia vita della vittima. Secondo la versione del reo confesso, quindi, Esposito avrebbe frequentato altri giovani tunisini per incontri di natura sessuale, un giro di vite cui Rahmouni fa riferimento quando usa l'espressione "tutti noi". Con l'omicidio il 26enne avrebbe interrotto un ciclo di tentazioni, mosso - secondo la sua versione - dalla sua fede musulmana.
Il delitto
Nella notte tra il 18 luglio e il giorno 19, Esposito e il 26enne si sono incontrati dopo un intenso scambio di messaggi. Il giornalista ha raggiunto Contrada Bivio Cioffi con la sua auto, una Lancia Y bianca, raggiunto da Rahmouni in bicicletta.
Tra i due sarebbe scoppiata una violenta lite degenerata in un'aggressione da parte del reo confesso, che infine avrebbe dato alle fiamme il corpo del 53enne. Dopo l'omicidio, il 26enne si è rifugiato in un casolare abbandonato tenendo con sé alcuni oggetti del giornalista. Rahmouni è stato rintracciato e fermato 48 ore dopo il ritrovamento del corpo di Luigi Esposito.