Borsa Italiana in rialzo. Bene Amplifon e banche, giù i petroliferi, debole Italgas
pubblicato:Seduta in recupero per i maggiori listini azionari italiani ed europei nel contesto di una Wall Street prevalentemente orientata al ribasso. Il petrolio continua a flettere mentre flettono in maniera importante i rendimenti del sovereign.
Male i listini di New York: S&P 500 -0,25%; NASDAQ -0,5%; Dow Jones +0,14%.
Mercati azionari europei positivi: EURO STOXX 50 +0,09%; Londra (FTSE 100) +0,43%; Francoforte (DAX) +1,17%; Parigi (CAC 40) +0,4%; Madrid (IBEX 35) +0,8%. Bene anche Piazza Affari: FTSE MIB +0,49%, FTSE Italia All-Share +0,42%, FTSE Italia Mid Cap -0,63%, FTSE Italia STAR +0,71%.
Euro sopra il minimo dal 1° luglio contro dollaro a 1,1376: EUR/USD segna 1,1376 (+0,15%). Il rendimento del BTP decennale segna un forte calo di 7 punti base al 3,93%, lo spread sul Bund 81 pb (dati MTS).
Amplifon +2,63% a 11,32 euro scatta sui massimi da inizio maggio grazie al report di JP Morgan: raccomandazione migliorata da neutral a overweight con prezzo obiettivo a 16,70 euro. Petroliferi in netta flessione in scia al greggio: il future sul Brent segna 89,63 dollari/barile (-7,39%). Eni -2,44%, Tenaris -2,86%, Saipem -1,13%, d'Amico -4,57%. Su Eni si segnala anche che Vitol (leader mondiale indipendente nel commercio di petrolio) ha dichiarato decaduta l'acquisizione di asset nella Repubblica del Congo.
Bel recupero di Buzzi +2,8% che approfitta della netta correzione del petrolio. I gruppi del settore cemento utilizzano pesantemente i combustibili fossili nel processo produttivo, se il prezzo del greggio sale aumentano i costi di produzione e viceversa. Bene anche Cementir Holding +2,11% e i colossi Holcim +1,88% e Heidelberg Materials +0,86%. Bancari in ulteriore rialzo dopo il progresso di venerdì.
L'indice FTSE Italia Banche segna +1,16%. In evidenza Unicredit +1,63% a 81,74 euro grazie alla decisione di Morgan Stanley di incrementare il prezzo obiettivo da 87 a 96 euro, mentre JP Morgan lo ha portato da 93 a 94 euro. Da segnalare anche che l'UE ha approvato un'esenzione alle sanzioni contro la Russia che potrebbe permettere a Unicredit di completare una cessione di asset ad Alfa Group concordata nel 2015. Inoltre l'a.d. Andrea Orcel ha confermato al Corriere della Sera che sta incontrando l'a.d. di Generali +1,59% Philippe Donnet sul tema delle cooperazioni industriale, senza perdere di vista eventuali cambiamenti nell'assetto societario del gruppo assicurativo. In rialzo anche Banca MPS +1,34% e Banco BPM +0,8% che restano sotto i riflettori per una eventuale fusione. Secondo indiscrezioni di stampa entro questa settimana i rispettivi cda potrebbero riunirsi in via straordinaria per lanciare un'operazione alla pari preceduta dallo stacco di un dividendo straordinario a favore degli azionisti di Rocca Salimbeni per compensare la differenza di capitalizzazione (oltre 35 miliardi per MPS, circa 23 per BPM). Le risorse per il dividendo dovrebbero arrivare dalla vendita di quote Generali (MPS ha quasi il 13% tramite Mediobanca +1,11%).
Stellantis -1,08% a 4,966 euro in netto calo: Piper Sandler ha peggiorato la raccomandazione da overweight a underweight e tagliato drasticamente il prezzo obiettivo da 14 a 4 dollari (3,51 euro).
Debole Italgas (-0,15%) dopo la pubblicazione dei risultati aggregati del semestre: nel periodo ricavi adjusted 1,32 mld (+17,5%) e utile netto adj. da 398,6 mln (+27,3%). Il gruppo ha confermato la guidance 2026.
MFE A +2% a 2,646 euro e MFE B +1,41% a 3,452 euro in netto rialzo nonostante la decisione di Equita di ridurre del 7% i rispettivi target (a 3,30 e 4,40) con raccomandazione buy confermata. Gli analisti prevedono risultati del secondo trimestre (dati in uscita il 16 settembre) deboli ma maggiore visibilità e buone performance per il trim4 (il più importante dell'anno).
GD - www.ftaonline.com