Big Tech sempre più simili a holding: il tesoro nascosto vale miliardi

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
5 min

Investire in Alphabet, Amazon o Nvidia significa esporsi anche a startup come Anthropic, Stripe e Flipkart

Big Tech sempre più simili a holding: il tesoro nascosto vale miliardi
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Le partecipazioni nelle società private stanno diventando un nuovo motore degli utili delle Big Tech

Un fenomeno che sta passando quasi inosservato, ma che potrebbe diventare sempre più importante per gli investitori, riguarda il valore delle partecipazioni detenute dalle Big Tech nelle principali società private del mondo.

Oggi acquistare azioni di Alphabet, Amazon o Nvidia significa infatti esporsi non solo al business principale di queste aziende, ma anche a un portafoglio di startup innovative che rappresentano il futuro dell'intelligenza artificiale, dei pagamenti digitali e del commercio elettronico.

Molti investitori potrebbero quindi possedere indirettamente quote di aziende come Anthropic, Stripe o Flipkart, pur senza poter acquistare direttamente le loro azioni in Borsa.


Le Big Tech stanno diventando grandi holding dell'innovazione

Negli ultimi anni Alphabet, Amazon, Nvidia, Microsoft e altre società tecnologiche hanno investito decine di miliardi di dollari nelle startup considerate strategiche per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali.

Non si tratta più soltanto di investimenti finanziari. Queste partecipazioni consentono ai grandi gruppi di:

  • accedere alle tecnologie più innovative;

  • sviluppare partnership industriali;

  • integrare nuovi servizi nei propri ecosistemi;

  • beneficiare della crescita di società ancora non quotate.

Il risultato è che le Big Tech stanno assumendo sempre più le caratteristiche di holding tecnologiche, con fonti di creazione di valore molto più diversificate rispetto al passato.


L'esposizione indiretta alle future stelle della Borsa

Per un investitore questo rappresenta un vantaggio spesso sottovalutato.

Chi acquista oggi Alphabet non investe soltanto nel motore di ricerca Google, nel cloud o nella pubblicità digitale, ma ottiene anche un'esposizione indiretta ad aziende come Anthropic, una delle principali concorrenti di OpenAI nello sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale.

Lo stesso vale per Amazon, Nvidia e altre Big Tech che hanno costruito negli anni un portafoglio di partecipazioni in società private destinate, con ogni probabilità, a diventare protagoniste della prossima generazione tecnologica.

In pratica, una parte del potenziale rendimento di queste startup potrebbe riflettersi nel valore delle società quotate che le controllano o ne detengono quote rilevanti.


Un nuovo motore per la crescita degli utili

Questo fenomeno sta iniziando ad avere effetti concreti anche sui bilanci.

L'aumento delle valutazioni delle società private può infatti tradursi in rivalutazioni delle partecipazioni detenute dalle Big Tech, contribuendo ad accrescere il valore degli attivi e, in alcuni casi, anche gli utili riportati.

Per questo motivo gli analisti osservano con crescente attenzione il peso degli investimenti strategici nei bilanci dei grandi gruppi tecnologici.

In alcune trimestrali recenti, il contributo derivante dalla valorizzazione delle partecipazioni è stato talmente significativo da spingere gli utili su livelli vicini ai massimi storici, affiancando la crescita del business operativo.


Non solo ricavi operativi: cresce il valore del capitale investito

Tradizionalmente gli investitori valutavano le Big Tech osservando principalmente:

  • crescita dei ricavi;

  • margini operativi;

  • generazione di cassa;

  • buyback e dividendi.

Oggi si aggiunge una nuova componente: l'apprezzamento del capitale investito nelle società private.

È un elemento che ricorda il modello adottato da Berkshire Hathaway, dove una parte consistente del valore deriva proprio dagli investimenti detenuti in altre aziende.

Anche le Big Tech stanno progressivamente evolvendo verso questo modello, creando valore non soltanto attraverso le proprie attività operative, ma anche grazie alle partecipazioni nell'ecosistema dell'innovazione.


L'intelligenza artificiale amplia il valore nascosto dei bilanci

La corsa all'intelligenza artificiale sta accelerando ulteriormente questa trasformazione.

Molte delle startup partecipate operano infatti in segmenti destinati a crescere rapidamente nei prossimi anni:

  • modelli linguistici di nuova generazione;

  • agenti di intelligenza artificiale;

  • cloud computing;

  • chip specializzati;

  • cybersecurity;

  • robotica;

  • fintech;

  • infrastrutture per data center.

Se queste aziende continueranno ad aumentare di valore, anche gli azionisti delle Big Tech potrebbero beneficiarne indirettamente attraverso l'incremento del patrimonio e degli utili delle società quotate.


Una nuova ragione per investire nelle Big Tech

Per molti investitori, acquistare Alphabet, Amazon, Microsoft o Nvidia significa quindi ottenere una doppia esposizione.

Da un lato c'è il business consolidato, fatto di cloud, software, semiconduttori, pubblicità digitale ed e-commerce.

Dall'altro c'è un portafoglio di partecipazioni in alcune delle aziende private più promettenti al mondo, che potrebbe rappresentare una fonte aggiuntiva di crescita nei prossimi anni.

È proprio questo uno degli aspetti che rende oggi le Big Tech ancora più interessanti: non sono più soltanto leader nei rispettivi settori, ma vere e proprie piattaforme di investimento nell'innovazione globale, capaci di generare valore sia attraverso l'attività operativa sia grazie all'apprezzamento delle partecipazioni strategiche detenute in società ancora non quotate.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.