MFE in buona forma, Equita quarda al trim4
pubblicato:Per Equita la debolezza di breve dovrebbe lasciare spazio a un miglioramento della raccolta nella seconda parte dell'anno

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Secondo trimestre debole a causa dei Mondiali
Mattinata in netto progresso per le azioni MFE-MediaForEurope che si riavvicinano ai livelli pre-stacco dividendo (0,22 euro) di lunedì scorso. I titoli si muovono al rialzo nonostante il report di Equita che si chiude con una taglio del 7% ai target price, ma con raccomandazione buy confermata.
Gli analisti guardano ai risultati del secondo trimestre, terminato quasi un mese fa ma che verranno pubblicati solo il 16 settembre. Le previsioni sono all'insegna della debolezza per quanto riguarda i ricavi pubblicitari a causa dei Mondiali di calcio trasmessi dalla concorrenza. I ricavi totali sono previsti in calo del 7% a 1,493 miliardi di euro.
Molto meglio dovrebbe andare a livello margini, con l'EBIT rettificato in forte progresso a 88 milioni di euro dai 28 di un anno fa, grazie a sinergie da consolidamento e efficienze sui costi. L'EBIT reported dovrebbe però essere penalizzato da una sanzione decisa dalla corte spagnola con un impatto di circa 50 milioni. La posizione finanziaria netta è prevista in peggioramento di 100 milioni.
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Le note positive
Ci sono però anche note positive: Equita conferma maggiore visibilità per quanto riguarda la seconda parte dell'anno, soprattutto per il quarto trimestre che è il più significativo. La raccolta pubblicitaria è stimata in progresso del 5%, anche se il dato è esposto al rischio.
Gli analisti puntano anche sul proseguimento dell'opera di realizzazione di sinergie ed efficienze: se le stime di riduzione della base costi pari a 190 milioni nel primo semestre fossero confermate, rappresenterebbero un'ottima base dato che per l'intero esercizio la guidance è per 269-309 milioni (stima Equita: 266).
L'analisi del grafico di MFE B
Il quadro tecnico di MFE B (+2,2% a 3,48 euro) mette in evidenza la correzione successiva al massimo pluriennale a 5,35 euro toccato nel settembre 2025. Le quotazioni sono quindi scivolate fin sui 3,0380 dello scorso 23 marzo (minimo da marzo 2024) per poi assestarsi tra i 3,30 e i 4,05 euro circa. Al momento il titolo oscilla poco sopra area 3,30 ed è quindi esposto al rischio di ritorno sui 3,0380, supporto decisivo per scongiurare il rischio di riattivazione della correzione verso gli appoggi a 2,90 e 2,40.
Il superamento del recente massimo a 3,8220 preannuncerebbe un attacco al picco del 21 aprile a 4,0480. In caso di successo prenderebbe corpo l'ipotesi di riavvicinamento al citato massimo a 5,35: conferme in tal senso oltre 4,50.