Madre e figlio trovati morti in un laghetto vicino Rovigo, cosa sappiamo di Chen Yan e Chen Wang Lei
pubblicato:L'assenza di un matrimonio, le tensioni in famiglia: i nuovi dettagli sulla tragedia del laghetto di Castelguglielmo

Si chiamavano Chen Yan e Chen Wang Lei, la madre e il figlio rinvenuti morti in un laghetto artificiale vicino Rovigo nel primo pomeriggio di sabato 28 marzo. 39 anni la donna, un anno e 3 mesi il piccolo, sul loro contesto arrivano le prime informazioni dalla stampa locale. Il padre del piccolo sarebbe stato il grande assente, una condizione che sarebbe stato motivo di malumori da parte dei genitori della donna. Nelle prossime ore verrà eseguita l'autopsia sui due corpi. Nel frattempo è stato rilevato che i cadaveri non presenterebbero segni di violenza.
Cosa sappiamo di Chen Yan e Chen Wang Lei
Le informazioni sulla situazione famigliare di Chen Yan e Chen Wang Lei arrivano da un articolo pubblicato dal Gazzettino lunedì 30 marzo. Secondo il quotidiano, la donna e il figlio vivevano a Presciane, una frazione di San Bellino abitata da poche centinaia di residenti, in provincia di Rovigo.
Il padre di Chen Wang Lei non era presente, scrive il quotidiano locale, e probabilmente si sarebbe allontanato già quando la donna si trovava in stato interessante. Nessun matrimonio, nessuna convivenza, solo la 39enne con il suo bambino. Il nubilato della donna era motivo di insofferenze e discussioni in famiglia. Il padre di Chen Yan avrebbe tanto desiderato un futuro più confortevole per la figlia e il nipotino. Le fonti scrivono che la donna lottava contro la depressione, ma non era seguita dai Servizi Sociali.
Dopo i primi rilievi, sulla riva del laghetto sono arrivati i genitori della donna. Qualcun altro, una mano anonima, ha depositato un mazzo di fiori.
Madre e figlio trovati morti in un laghetto artificiale
Sono certamente suggestivi i dettagli resi noti sul ritrovamento della donna e del figlio nel laghetto artificiale di Castelguglielmo: il passeggino sulla riva, e si parla anche di scarpette poggiate sul fango; la recinzione tagliata, quell'ultima passeggiata vicino allo specchio d'acqua e, infine, i due corpi che galleggiavano l'uno accanto all'altro sulla superficie.
A dare l'allarme è stato un passante, quando intorno alle 14 di sabato 28 marzo ha notato i cadaveri nell'acqua. Il resto è stata una comune rincorsa di notizie su un dramma. Nessun segno di violenza, l'ispezione dei sommozzatori per verificare la presenza di altri corpi nell'acqua, l'assenza di documenti, l'assenza di videocamere di sorveglianza e altri elementi ancora non pervenuti gettano un alone di mistero nella vicenda.
La Procura apre un fascicolo per omicidio
Nel frattempo la Procura di Rovigo ha aperto un'indagine per omicidio. Non ci sono destinatari dell'inchiesta: si tratta, piuttosto, di un atto dovuto per mettere in campo tutti gli strumenti necessari per far luce sulla vicenda.
Non si esclude l'incidente, ma l'ipotesi più battuta è quella dell'omicidio-suicidio. La donna potrebbe aver spinto il passeggino fino alla riva del laghetto, poi avrebbe preso il piccolo tra le braccia e si sarebbe lasciata andare insieme al figlio nelle acque.