Mercati sotto pressione: petrolio, inflazione e credito accendono l'allarme

di FTA Online News pubblicato:
2 min
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

I mercati globali si trovano ancora una volta in balia dell'energia e della geopolitica. Il brusco rialzo del petrolio - salito di circa il 5% nonostante il rilascio record di scorte strategiche annunciato dall'Agenzia Internazionale dell'Energia - conferma che lo shock dell'offerta resta il vero driver di questa fase.

Il messaggio che arriva dal mercato è chiaro: le preoccupazioni per l'approvvigionamento, aggravate dagli attacchi nello Stretto di Hormuz e dalle tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran, sono più forti dei tentativi istituzionali di stabilizzare i prezzi.

La reazione del greggio può essere letta in due modi: da un lato la classica dinamica "buy the rumor, sell the fact"; dall'altro la dimostrazione che il mercato teme uno scenario di prezzi strutturalmente più alti, con implicazioni dirette su inflazione e crescita.

Le dichiarazioni iraniane su possibili livelli fino a 200 dollari al barile hanno ulteriormente alimentato l'incertezza, mentre sul fronte politico Donald Trump continua a sostenere che il petrolio scenderà, cercando di rassicurare famiglie e imprese in vista delle midterm.

Il rialzo dell'energia sta già riflettendosi sui mercati obbligazionari: i rendimenti dei Treasury sono tornati a salire con decisione, con il biennale vicino ai massimi da settembre e il decennale sopra il 4,2%.

È un segnale chiaro che gli investitori stanno ricalibrando le aspettative sui tassi, rinviando nel tempo l'ipotesi di allentamento monetario.

Paradossalmente, i dati sull'inflazione pubblicati negli Stati Uniti sono stati relativamente rassicuranti: CPI +0,3% a febbraio e core +0,2%, con dinamica annua stabile attorno al target Fed.

Tuttavia il mercato li ha sostanzialmente ignorati perché riferiti a un periodo precedente allo shock geopolitico.

Il rischio ora è una nuova fiammata inflazionistica legata ai carburanti e ai costi logistici, con effetti su margini aziendali e consumi.

I mercati hanno oggi davanti una combinazione complessa di fattori, scopri quali sono in questo articolo https://www.ftaonline.com/petrolio-inflazione-credito-bond.html

AM - www.ftaonline.com