Messina lancia l'assalto a Siena: il risiko bancario entra nella fase decisiva

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Generali, Mediobanca e il ritorno di Nagel: dietro Siena si gioca una partita molto più grande

Messina lancia l'assalto a Siena: il risiko bancario entra nella fase decisiva

Generali, Mediobanca, wealth management e governance: dietro Siena si gioca una partita molto più grande

Carlo Messina ha scelto di non lasciare spazio a interpretazioni. Nella conference call successiva all'annuncio dell'Opas su Monte dei Paschi di Siena, l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo ha lanciato messaggi chiari sia al mercato sia ai concorrenti.

L'obiettivo non è entrare nel capitale di MPS come socio rilevante né costruire una semplice alleanza industriale.

L'obiettivo dichiarato è acquisire l'intero capitale della banca senese, raggiungere almeno il 66,67% delle adesioni e procedere successivamente al delisting da Piazza Affari.

Una differenza sostanziale rispetto alla proposta avanzata da Banco BPM, che Messina ha liquidato con una battuta destinata a fare rumore:

"La loro è una lettera d'amore. La nostra è una vera offerta."

Una frase che sintetizza perfettamente il clima di queste ore.

MPS è solo il primo tassello

La sensazione crescente è che il vero valore dell'operazione non sia rappresentato dagli sportelli di Monte dei Paschi.

Dentro Siena oggi ci sono infatti tre asset strategici:

  • Mediobanca;

  • il 13% di Generali;

  • un'enorme massa di risparmio gestito.

Non a caso Messina ha parlato esplicitamente della nascita di una piattaforma di wealth management da circa 2.000 miliardi di euro, una dimensione che collocherebbe il gruppo tra i principali operatori europei.

L'operazione consentirebbe inoltre a Intesa di rafforzare ulteriormente la propria leadership nel risparmio gestito, segmento che negli ultimi anni è diventato sempre più centrale nella redditività delle grandi banche.

Nagel esce dalla porta e potrebbe rientrare dalla finestra

Tra gli aspetti più sorprendenti emerge il possibile ritorno sulla scena di Alberto Nagel.

L'ex amministratore delegato di Mediobanca, estromesso dopo la conquista dell'istituto da parte dell'asse Lovaglio-Caltagirone-Delfin, sarebbe oggi tra i principali consulenti di Carlo Cimbri e del fronte BPER-Unipol.

Proprio per questo nelle sale operative circola un'ipotesi che fino a pochi mesi fa sarebbe sembrata fantafinanza: Nagel potrebbe diventare il futuro amministratore delegato del gruppo risultante da un'eventuale acquisizione di MPS da parte di BPER.

Se questo scenario dovesse prendere forma, assisteremmo a uno dei ritorni più clamorosi della storia recente della finanza italiana.

Messina guarda anche a Generali

Ufficialmente Intesa continua a negare qualsiasi interesse per l'acquisizione del Leone di Trieste.

Messina è stato molto netto:

"Se mi chiedete se vogliamo comprare Generali, la risposta è no."

Tuttavia è altrettanto significativo che Intesa abbia deciso di acquistare direttamente il 3% di Generali e che lo stesso Messina abbia spiegato come questa scelta serva anche a prevenire possibili contromosse dell'assicuratore.

In altre parole, Intesa non vuole gestire Generali, ma certamente non intende nemmeno lasciare che altri possano utilizzarla come leva strategica.

Il mercato potrebbe preferire Intesa a BPM

Un altro elemento da non sottovalutare riguarda il premio offerto agli azionisti di MPS.

L'Opas di Intesa incorpora infatti un premio immediato che il mercato può valutare concretamente, mentre la proposta di Banco BPM resta per ora una manifestazione di interesse e una richiesta di apertura delle trattative.

È anche per questo motivo che molti osservatori ritengono oggi l'offerta di Intesa decisamente più avanzata e potenzialmente più difficile da contrastare.

La vera partita è il controllo della finanza italiana

Dietro il confronto tra Intesa, Banco BPM, BPER e MPS si intravede però qualcosa di ancora più importante.

Si sta decidendo chi controllerà nei prossimi anni alcuni dei principali snodi del capitalismo italiano:

  • il risparmio gestito;

  • Mediobanca;

  • la partecipazione in Generali;

  • la futura configurazione del terzo polo bancario nazionale.

Per questo motivo la partita non riguarda soltanto Carlo Messina, Giuseppe Castagna, Luigi Lovaglio o Carlo Cimbri.

Riguarda gli equilibri futuri della finanza italiana.

E dopo la mossa di Intesa Sanpaolo, la sensazione è che il risiko sia entrato nella sua fase decisiva.

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