Mid Cap italiane: il 2026 come anno della svolta
pubblicato:Il grafico di forza relativa Mid Cap / Ftse Mib segnala la fine della sottoperformance: possibile ritorno di forza relativa contro il FTSE MIB

Mid cap italiane: fondamentali in svolta e segnali tecnici di possibile rilancio
Il 2026 presenta molte delle condizioni tipiche di un anno di rilancio per le mid cap italiane, in particolare per le società incluse nell’indice STAR di Piazza Affari.
Il quadro fondamentale, come evidenziato nel report degli analisti di Intesa Sanpaolo, mostra un miglioramento deciso delle prospettive di crescita: il consenso stima per il 2026 ricavi in aumento del 6,3%, EBITDA in crescita del 9,4% e soprattutto un utile per azione atteso in progresso del 15,5%, livelli che non si vedevano dal periodo immediatamente successivo alla crisi finanziaria globale del 2008.
A rendere il quadro ancora più interessante è il tema delle valutazioni. Il P/E 2025 dello STAR tratta con uno sconto del 17% rispetto alla media storica 2004–2024, che sale addirittura al 28% sulle stime 2026.
Questo significa che la crescita attesa non è ancora pienamente riflessa nei prezzi, creando uno spazio potenziale per una rivalutazione del segmento.
Forza relativa in stabilizzazione, possibile cambio di regime
Il grafico della forza relativa* rafforza questa lettura fondamentale con una chiave tecnica importante.
Forza relativa Mid Cap vs FTSE MIB
La linea di forza relativa mostra che, dopo una lunga fase di sottoperformance delle mid cap rispetto al FTSE MIB (linea in discesa), da molti mesi i due indici stanno performando in modo sostanzialmente analogo.
Questo è un segnale rilevante: quando la forza relativa smette di scendere, significa che la fase di penalizzazione del segmento potrebbe essersi esaurita.
Storicamente, queste fasi di stabilizzazione spesso precedono un ritorno di sovraperformance delle mid cap nelle fasi cicliche successive.
Trend di medio periodo
Mettendo a confronto gli indici Mid Cap e Ftse Mib si osserva come sia l’indice Mid Cap sia il FTSE MIB si muovano al di sopra della media mobile a 100 giorni, entrambi inseriti in una struttura rialzista di medio periodo.
Tuttavia, il Mid Cap mostra una dinamica più regolare e meno “tirata”, tipica di un indice che non ha ancora espresso appieno il proprio potenziale.
Questo è coerente con uno scenario in cui:
- •
il FTSE MIB, trainato dalle large cap e dai settori più ciclici e finanziari, ha già corso molto;
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le mid cap stanno entrando ora in una fase di recupero graduale, sostenuta da utili in accelerazione e valutazioni ancora depresse.
Selezione titoli e strumenti operativi
In questo contesto, la selezione di titoli proposta dagli analisti (Fine Foods, Lu-Ve, Orsero, Sanlorenzo, Seco, Wiit, Avio, Altea Green Power, ecc.) riflette una strategia tipica di inizio ciclo relativo: società con ricavi e margini solidi, visibilità sugli utili e multipli ancora compressi.
Per chi preferisce un’esposizione più diversificata, l’ETF Amundi FTSE Italy PMI PIR 2020 (ISIN FR0011758085) rappresenta uno strumento coerente con questa view, consentendo di partecipare al possibile rilancio del segmento senza dipendere dal singolo titolo.
Conclusione
L’incrocio tra fondamentali in accelerazione, valutazioni a sconto e segnali tecnici di fine sottoperformance suggerisce che il 2026 potrebbe davvero segnare un cambio di passo per le mid cap italiane.
Il grafico che mette a confronto i due panieri indica che il mercato ha smesso di penalizzare le Mid Cap; ora la variabile chiave sarà la conferma, trimestre dopo trimestre, della crescita degli utili.
Se ciò avverrà, il segmento STAR potrebbe tornare a essere uno dei principali motori di performance di Piazza Affari.
Il grafico della forza relativa
La forza relativa è un concetto semplice ma molto potente: serve a capire chi sta facendo meglio rispetto al mercato, non solo se un prezzo sale o scende.
In pratica non ci dice quanto sale un titolo, ma se sale più o meno dell’indice di riferimento. Un titolo può anche essere in rialzo, ma se cresce meno del mercato sta comunque perdendo terreno in termini relativi.
Quando la forza relativa sale, significa che quel titolo o quel segmento sta attirando capitali e sta sovraperformando il benchmark. Quando scende, vuol dire che sta rimanendo indietro e che il mercato preferisce altro. Se invece si muove lateralmente, la performance è sostanzialmente allineata a quella dell’indice.
Il valore operativo della forza relativa sta proprio qui: aiuta a capire dove stanno andando i flussi, cioè quali titoli o settori il mercato sta scegliendo in quella fase del ciclo. Nei trend rialzisti, i segmenti con forza relativa positiva tendono a guidare il movimento e a offrire le migliori opportunità. In fasi più incerte o laterali, un miglioramento della forza relativa può anticipare una rotazione futura.
In sintesi, la forza relativa non serve a indovinare il minimo o il massimo, ma a stare dalla parte giusta del mercato. Il trend dice se essere investiti, la forza relativa dice dove conviene esserlo.
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