Wall Street rimbalza: Nasdaq +1,3%, Dow sopra i 200 punti mentre il petrolio si stabilizza

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
5 min

Il vero rischio per l'economia e le borse resta l’energia: petrolio e diesel in forte rialzo alimentano i timori sull’inflazione

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Wall Street chiude la seduta in territorio positivo

Wall Street chiude la seduta in territorio positivo dopo le forti tensioni dei giorni precedenti, con gli investitori che sembrano mettere temporaneamente da parte le preoccupazioni legate al conflitto in Medio Oriente.

Il rimbalzo è stato guidato soprattutto dal comparto tecnologico: il Nasdaq Composite ha guadagnato l’1,3%, mentre lo S&P 500 ha chiuso in progresso dello 0,8%. Più contenuto ma comunque positivo il movimento del Dow Jones, salito dello 0,5% con un guadagno di oltre 200 punti.

La pausa nel rally del petrolio placa i listini

A sostenere il recupero dei listini è stata soprattutto la pausa nel rally del petrolio, dopo i forti rialzi delle ultime sedute. Il Brent ha terminato la giornata praticamente invariato a 81,40 dollari al barile, segnale che il mercato sta provando a valutare con maggiore lucidità l’impatto economico della crisi geopolitica.

Gli Usa valutano di fornire scorte militari nel Golfo Persico

Secondo il Segretario al Tesoro Scott Bessent, gli Stati Uniti stanno valutando misure straordinarie per garantire il flusso delle forniture energetiche dal Medio Oriente.

Tra le opzioni sul tavolo figurano assicurazioni governative per le navi e scorte militari nel Golfo Persico, con l’obiettivo di ridurre il blocco dei traffici marittimi mentre il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran entra nel quinto giorno.

Dal punto di vista militare, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che l’Iran non avrebbe la capacità di sostenere un conflitto prolungato con gli Stati Uniti.

Secondo il Pentagono, la guerra potrebbe durare fino a otto settimane, ma esistono anche scenari più brevi, nell’ordine di quattro o sei settimane.

La situazione sul fronte energetico resta estremamente delicata

Nonostante il rimbalzo dei mercati azionari, la situazione sul fronte energetico resta estremamente delicata. I prezzi del petrolio sono saliti di circa il 15% dall’inizio della settimana, mentre i prezzi del gas naturale liquefatto stanno registrando forti rialzi in Europa e in Asia, dopo che il principale produttore mondiale ha segnalato possibili ritardi nella ripresa della produzione.

L'aumento del prezzo del diesel è un problema per l'agricoltura

Uno dei segnali più preoccupanti arriva dal mercato dei carburanti negli Stati Uniti.

I prezzi del diesel, fondamentale per trasporti e agricoltura, sono balzati del 23% nei primi due giorni della settimana, raggiungendo 3,19 dollari al gallone, il livello più alto dall’ottobre 2023.

L’aumento si sta già trasferendo rapidamente sull’economia reale: i maggiori costi di trasporto vengono infatti scaricati sui prezzi finali di beni e alimentari.

L'inflazione aumenterà già a marzo

Secondo diversi analisti l’aumento dei prezzi energetici potrebbe tradursi in una nuova pressione inflazionistica già nei dati di marzo, complicando ulteriormente la gestione della politica monetaria.

Il nodo centrale resta lo Stretto di Hormuz, il principale collo di bottiglia energetico mondiale.

Attraverso questo passaggio transita circa un quinto del petrolio consumato ogni giorno nel mondo, ma in questi giorni molte petroliere stanno evitando la zona per ragioni di sicurezza.

Secondo fonti del settore, migliaia di navi sono attualmente bloccate dentro e fuori dal Golfo Persico, intrappolando enormi quantità di petrolio e gas naturale liquefatto.

L’effetto domino sta già colpendo la produzione energetica della regione: in Iraq, quinto produttore mondiale di petrolio, l’output si è più che dimezzato a causa dei tagli nei grandi giacimenti del sud come Rumaila e West Qurna 2.

I mercati finanziari si trovano di fronte a un delicato equilibrio

In questo contesto i mercati finanziari si trovano di fronte a un delicato equilibrio: da un lato il rimbalzo delle borse segnala che la propensione al rischio degli investitori rimane relativamente solida, dall’altro il rapido aumento dei prezzi dell’energia rappresenta un fattore che potrebbe riaccendere le pressioni inflazionistiche e condizionare le decisioni delle banche centrali nelle prossime settimane.

Analisi tecnica Dow Jones: il rimbalzo prende forma sopra i supporti

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Il Dow Jones Industrial Average chiude la seduta in rialzo di oltre 200 punti, con un progresso di circa +0,5%, mentre gli investitori sembrano mettere temporaneamente da parte i timori legati al conflitto in Medio Oriente.

Il miglioramento del sentiment è stato favorito anche da una stabilizzazione dei prezzi del petrolio, con il Brent fermo intorno a 81 dollari al barile dopo il forte rally dei giorni precedenti.

Dal punto di vista grafico, l’indice americano resta inserito in un canale rialzista di medio periodo che guida il movimento dei prezzi da diversi mesi. Dopo la recente fase di correzione, il Dow Jones sta tentando di costruire una base proprio nella parte centrale della struttura.

Un elemento importante è rappresentato dalle medie mobili esponenziali a 20 e 100 giorni, strumenti molto utilizzati dagli operatori per individuare il trend dominante.

La media mobile a 20 giorni, più veloce e sensibile ai movimenti di breve periodo, ha recentemente iniziato a piegare verso il basso, segnalando un rallentamento del momentum rialzista.

La media mobile esponenziale a 100 giorni, invece, continua a mantenere una pendenza positiva e passa poco sopra 48.200 punti, rappresentando un supporto dinamico chiave per il trend di medio periodo.

Wall Street rimbalza: Nasdaq +1,3%, Dow sopra i 200 punti mentre il petrolio si stabilizza

Finché il Dow Jones resterà sopra 48.200 punti, la fase attuale può essere interpretata come una correzione fisiologica all’interno di un trend ancora positivo.

Una discesa sotto questo livello aprirebbe invece lo spazio per una correzione più ampia verso la base del canale, mentre un ritorno sopra 49.500 punti rappresenterebbe il primo segnale di rafforzamento del quadro tecnico e potrebbe riportare l’indice verso i massimi.

In sintesi, il mercato statunitense sembra attraversare una fase di consolidamento dopo il rally degli ultimi mesi, con gli investitori che continuano a monitorare attentamente l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e l’impatto dei prezzi energetici sull’inflazione globale.

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