Mutui USA in rialzo: il credito torna sotto pressione e il rischio bolla riaffiora
pubblicato:Il nuovo rialzo dei tassi dei mutui negli Stati Uniti - tornati al 6,11% secondo Freddie Mac (in aumento rispetto alla scorsa settimana, quando la media era del 6,00%. Un anno fa, nello stesso periodo, il tasso medio dei mutui trentennali a tasso fisso era del 6,65%) - è molto più di un dato congiunturale: è un segnale che si inserisce perfettamente in quel quadro di tensioni sul credito di cui abbiamo già parlato negli altri articoli.
La dinamica è chiara: la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha riacceso le paure inflazionistiche attraverso il canale energetico, ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury (il decennale è risalito verso il 4,25%) e ha ridimensionato rapidamente le aspettative di taglio dei tassi da parte della Fed.
Il risultato è che il mercato immobiliare americano, che solo poche settimane fa sembrava pronto a sbloccarsi con tassi sotto il 6%, torna improvvisamente sotto pressione.
E questo non è un dettaglio: negli Stati Uniti il settore immobiliare è uno dei principali canali di trasmissione della politica monetaria e, storicamente, anche uno dei più sensibili agli shock finanziari.
Il punto non è tanto il livello assoluto dei tassi - ancora lontani dal picco del 7,8% del 2023 - quanto il contesto in cui stanno salendo.
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