Nasdaq 100 sotto pressione: l’AI perde slancio e il mercato torna in modalità risk-off

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
6 min

Triplo massimo ribassista sul Nasdaq e Fed meno aggressiva: un mix che aumenta la volatilità e ridisegna il sentiment di fine anno

Nasdaq 100 sotto pressione: l’AI perde slancio e il mercato torna in modalità risk-off

Nasdaq 100 sotto pressione dopo la rottura di 25.500: la combinazione tra debolezza tech e incertezze AI pesa sul sentiment

Il Nasdaq 100 torna sotto pressione in un momento delicato per il comparto tecnologico e per l’intero ecosistema dei titoli legati all’intelligenza artificiale.

Sul grafico orario, l’indice ha inviato un segnale tecnico chiaro: la discesa sotto area 25.500 ha completato un triplo massimo ribassista, struttura che si era formata a partire dal top del 5 dicembre in area 25.800. La mancata rottura dei massimi conferma una fase di indecisione crescente e introduce il rischio di un’estensione verso i supporti successivi.

Dal punto di vista tecnico, 25.350 e 25.060 rappresentano i primi livelli da monitorare, mentre una discesa sotto 24.800 aprirebbe spazi per un ritracciamento più profondo.


AI sotto esame: Oracle travolge il settore e alimenta i dubbi sulla sostenibilità degli investimenti

Il contesto fondamentale ha amplificato il segnale tecnico. L’intero comparto AI/tech è stato colpito da un’ondata di vendite dopo il forte storno di Oracle, che ha diffuso risultati e guidance inferiori alle attese sul fronte cloud e AI.

La società ha registrato una crescita del cloud più debole del previsto, accrescendo i dubbi sulla velocità con cui i giganteschi investimenti necessari per alimentare la transizione AI potranno generare ritorni reali. Il titolo è crollato del 13%, trascinando con sé l’intero settore.

A cascata, i principali fornitori di infrastrutture AI sono arretrati:

  • COREWEAVE -4,4%

  • Applied Digital -3%

  • Nebius -2%

E l’effetto non si è limitato al solo comparto tecnologico tradizionale: persino segmenti collegati come le cripto, spesso percepite come "proxy" dell’innovazione tech, hanno sofferto.

BIT Digital -1,9%, Strategy -3,8%, mentre Bitcoin ha bucato per un istante i 90.000 dollari, segnale di risk-off anche sul fronte digitale.


Oracle: una scommessa da 300 miliardi sull’AI che ora divide il mercato

Il caso Oracle merita un approfondimento, perché evidenzia i dilemmi strategici che molte Big Tech stanno affrontando.

Il colosso ha investito enormemente sull’AI negli ultimi mesi, legando il proprio futuro al maxi-accordo da 300 miliardi di dollari con OpenAI. Ma questo matrimonio industriale porta con sé un’esposizione significativa: se OpenAI rallenta — o se concorrenti come Google accelerano — la percezione del rischio su Oracle cresce.

Non a caso:

  • Le obbligazioni Oracle sono state vendute in massa, con un balzo dei CDS ai massimi da cinque anni.

  • I broker hanno reagito tagliando 13 target price in sole 24 ore.

  • La società ha bruciato 10 miliardi di dollari di cassa nella prima metà dell’anno fiscale.

  • Il titolo rischiava di perdere oltre 90 miliardi di market cap nella sola seduta.

La frenesia degli investimenti AI sta generando una nuova dinamica: le Big Tech stanno tornando a indebitarsi su larga scala.

Meta ha emesso 30 miliardi di bond, Amazon 15 miliardi. La logica è chiara: meglio eccedere negli investimenti oggi che restare indietro domani.

Ma il mercato inizia a chiedersi: il ritmo di spesa attuale è sostenibile?


Reazione a catena: anche Nvidia, AMD, Micron e Broadcom in forte calo

L’effetto contagio è arrivato puntuale. Nel sentiment si percepisce la paura che il boom dell’AI stia raggiungendo una fase di “over-expectations”.
Nell’ultima seduta:

  • Nvidia,

  • AMD,

  • Micron,

  • Broadcom,

  • ARM

sono arretrate tra il 3,1% e il 4,2%, contribuendo a spingere il Nasdaq ai minimi di una settimana.

Il mercato inizia a domandarsi se non ci si trovi di fronte al rischio di una bolla simile alle dot-com, alimentata da valutazioni tirate e investimenti massicci che produrranno benefici solo nel lungo termine.


Disney entra in OpenAI: un segnale della trasformazione profonda dell’industria dei contenuti

In questo quadro di volatilità, si inserisce un annuncio di grande rilevanza strategica: Disney investirà 1 miliardo di dollari in OpenAI, concedendo alla startup l’utilizzo dei personaggi di Star Wars, Pixar e Marvel per il generatore video Sora.

Una svolta epocale per Hollywood: l’AI generativa entra ufficialmente nella produzione di contenuti, garantendo nuovi strumenti creativi e, allo stesso tempo, aprendo interrogativi su copyright e tutela dei talent.

Bob Iger ha dichiarato che l’obiettivo è “estendere responsabilmente la capacità narrativa del gruppo”, ma il messaggio al mercato è più profondo: l’AI non è solo cloud e chip — cambierà l’intrattenimento, il design, la comunicazione e i modelli di business.


La Fed taglia i tassi: meno aggressiva, ma con il comitato diviso

A complicare il quadro, si è aggiunta la riunione del FOMC. La Federal Reserve ha:

  • tagliato i tassi di 25 punti base, come da attese,

  • evidenziato divisioni interne senza precedenti recenti,

  • mantenuto un tono meno hawkish del previsto.

Il mercato obbligazionario ha reagito con un evidente bull steepening (i tassi di interesse a breve termine calano molto più rapidamente, o aumentano di meno, rispetto a quelli a lungo termine, rendendo la curva più ripida, da qui il termine steepening), con il biennale in forte calo mentre il decennale resta ancorato al 4,14%.

Il taglio della Fed avrebbe potuto offrire un sostegno più deciso all’azionario, ma la valanga di notizie negative sul comparto tech ha neutralizzato il potenziale rimbalzo.


Dati macro USA e Cina: quadro misto ma senza shock

Nella mattinata sono arrivati diversi dati:

📌 USA

  • Richieste di sussidi: 236 mila, sopra le attese.

  • Bilancia commerciale: -52,8 miliardi, migliore delle stime.

  • Attesi PPI e scorte all’ingrosso.

📌 Cina

  • PBoC fissa lo yuan più debole delle attese.

  • Continuano i segnali misti nel mercato interno.

Il quadro complessivo resta incerto: qualche segnale di rallentamento del lavoro USA, nessun tracollo dell’economia, ma un contesto che non permette ancora di escludere del tutto scenari di volatilità.


Conclusione: un mercato sospeso tra narrativa AI e realtà degli utili

Il Nasdaq ha lanciato un primo campanello d’allarme tecnico con la rottura al ribasso dei 25.500 punti.

A livello fondamentale, la reazione violenta ai risultati di Oracle mostra come la narrativa AI stia entrando in una fase più matura e selettiva.

Il mercato non compra più solo la storia: ora vuole vedere i numeri.

I prossimi eventi chiave saranno:

  • i risultati di Broadcom,

  • l’evoluzione della spesa AI delle Big Tech,

  • la tenuta dei consumi USA nella stagione natalizia.

Siamo in una fase in cui l’AI può ancora trainare i listini — ma allo stesso tempo può diventare il loro principale fattore di volatilità.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.