Petrolio WTI vicino ai 100 dollari: tensioni geopolitiche e resistenze tecniche
pubblicato:Il petrolio WTI torna a gravitare attorno alla soglia psicologica dei 100 dollari al barile, sostenuto dalle persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente

Geopolitica e scorte tengono alta la tensione sul mercato
Il petrolio WTI torna a gravitare attorno alla soglia psicologica dei 100 dollari al barile, sostenuto dalle persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Il conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran continua infatti a compromettere produzione e trasporto di greggio nella regione, mentre lo Stretto di Hormuz resta il nodo strategico per l’equilibrio energetico globale.
In mattinata i futures sul Brent si muovono in area 104,5 dollari, mentre il WTI oscilla poco sotto quota 100, tra 98 e 99 dollari. A sostenere i prezzi contribuisce anche la sospensione delle operazioni di carico nel porto di Fujairah (Emirati Arabi Uniti), dopo un attacco con droni che ha provocato un incendio nella zona industriale petrolifera.
Si tratta di uno snodo cruciale per l’export del greggio Murban, con circa 1 milione di barili al giorno, pari a circa l’1% della domanda mondiale.
Il presidente Usa Donald Trump ha chiesto uno sforzo internazionale per garantire la sicurezza della rotta marittima, mentre l’International Energy Agency ha annunciato un rilascio record di oltre 400 milioni di barili di riserve strategiche per contenere l’impennata dei prezzi: le scorte asiatiche e dell’Oceania saranno disponibili subito, mentre quelle di Europa e Americhe arriveranno entro fine marzo.
Lettura tecnica: soglia dei 100 dollari decisiva
Dal punto di vista grafico, il movimento delle ultime settimane resta estremamente dinamico: dopo mesi di lateralità tra 55 e 75 dollari, il WTI ha rotto con forza la congestione accelerando fino a oltre 113 dollari, per poi entrare in una fisiologica fase correttiva.
La discesa ha riportato i prezzi nell’area dei principali ritracciamenti del rialzo, con il mercato che ora oscilla tra il 50% e il 61,8% del movimento. In questo contesto:
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sopra 100 dollari si riaprirebbe spazio verso 105 e successivamente 113;
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sotto 97-95 dollari aumenterebbero le probabilità di un ritorno verso 91 dollari.
In sintesi, il petrolio si muove in equilibrio tra fattori geopolitici e tentativi di stabilizzazione dell’offerta globale. La direzione nel breve dipenderà soprattutto dall’evoluzione delle tensioni nello Stretto di Hormuz e dalla reale efficacia del rilascio delle scorte strategiche.
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