Webuild e MFE tra sell-off e rimbalzi tecnici: i livelli chiave per il 2026

di FTA Online News pubblicato:
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L'analisi tecnica di Webuild dopo il calo del 15% e i target di MFE dopo il test dei supporti. Focus su dividendi, incognita Medio Oriente e i livelli di Fibonacci da monitorare

Webuild e MFE tra sell-off e rimbalzi tecnici: i livelli chiave per il 2026
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Pesante ribasso nelle ultime due seduta della settimana per Webuild, sceso venerdì in chiusura fino a quota 2,4760, livello a cui ha poi chiuso gli scambi.
Un calo attorno ai 15 punti percentuali dopo la presentazione dei risultati. Il gruppo delle costruzioni ha chiuso il 2025 con numeri superiori alla guidance, ma le prospettive future sono incerte.

La guidance 2026 vede ricavi in linea con quelli del precedente esercizio: un netto peggioramento rispetto al +19% medio annuo realizzato con il piano 2023-2025.

Inoltre la situazione del Medio Oriente deve essere monitorata con attenzione dato che l'Arabia Saudita rappresenta l'11% del portafoglio ordini e il 12% della pipeline commerciale. Da sottolineare anche che dei 13,2 miliardi di nuovi ordini acquisiti nel 2026, ben 1,6 sono localizzati in Medio Oriente (12%).

Il management ha proposto un dividendo da 0,081 Euro per azione ordinaria e 0,26 Euro per ogni azione risparmio.

Webuild, il quadro grafico dopo gli ultimi affondi

Graficamente il recente ribasso ha ricondotto le quotazioni di Webuild sui minimi dall'aprile 2025, spingendo i corsi fin sotto alla linea di tendenza che sale dai bottom di ottobre 2022 ora a 2,60 circa.

I principali oscillatori sono sconfinati in forte ipercomprato, e per quanto non abbiano ancora raggiunto i minimi visti in passato, potrebbero però indicare la possibilità di un rimbalzo nel breve.

Il titolo è inoltre andato a testare, poco sopra 2,45, il 50% di ritracciamento del corposo rialzo visto dai bottom del 2020 (in area 0,70), circostanza che assieme alla vicinanza del sostegno offerto dai minimi del 2024 a 2,3880, sembrerebbe poter rafforzare l'ipotesi del recupero, quanto meno temporaneo, che vada ad allentare le tensioni.

Reazioni fino a 2,70 non muterebbero lo scenario grafico ribassista che sotto 2,388 avrebbe spazio per procedere verso 2,00/2,05. Oltre 2,70, invece, la reazione acquisirebbe un pò di forza e potrebbe estendersi verso 2,85/2,90 circa. Solo il superamento di quota 3,00, tuttavia, creerebbe i presupposti per un rialzo più duraturo ed esteso anche nel medio lungo periodo.

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MFE in recupero dopo il crollo: rimbalzo tecnico o ritorno di fiducia?

Seduta al rialzo venerdì per MFE-MediaForEurope A, che ha chiuso con un progresso del 2,32% a 2,554 euro, dopo aver oscillato nel corso della giornata tra 2,492 e 2,604 euro.

Il movimento arriva dopo la violenta correzione di giovedì, quando entrambe le categorie del titolo hanno subito vendite pesanti (-12% le MFE A e -11% le MFE B), in un contesto apparso più legato a dinamiche di flussi che a fattori fondamentali.

MFE, vendite da rotazione di portafoglio, non dai fondamentali

Secondo ricostruzioni di mercato, il calo sarebbe stato innescato da una cospicua rotazione di portafoglio da parte di alcuni fondi, preoccupati per il possibile impatto del rallentamento macroeconomico sui consumi e, di riflesso, sulla raccolta pubblicitaria.

Una scelta che molti operatori giudicano poco coerente con il quadro attuale del gruppo, che negli ultimi mesi ha anzi rafforzato la propria strategia paneuropea.

MFE ha recentemente ampliato il proprio perimetro con l’ingresso al 32,9% nella portoghese Impresa e ha varato una riorganizzazione che segna il passaggio definitivo da holding a media company internazionale.

In un contesto in cui la domanda sui titoli ciclici resta limitata, la vendita massiccia di pacchetti azionari ha avuto un impatto sproporzionato sui prezzi, accentuando la volatilità e mettendo temporaneamente sotto pressione una performance che negli ultimi anni era stata positiva.

Mercato in attesa della call su ProSieben

Ora l’attenzione degli investitori si sposta sul 26 marzo, quando Marco Giordani terrà la prima call da CEO di ProSiebenSat per presentare i conti 2025. L’appuntamento rappresenta un passaggio chiave per chiarire la nuova traiettoria della controllata tedesca e, più in generale, del progetto industriale paneuropeo di MFE.

In sintesi, il rimbalzo di venerdì appare soprattutto tecnico dopo un sell-off guidato dai flussi. Tuttavia, la tenuta del recupero dipenderà dalla capacità del management di rassicurare il mercato sulla visibilità dei ricavi pubblicitari e sulla sostenibilità del nuovo posizionamento strategico del gruppo.

MFE-MediaForEurope: rimbalzo tecnico dopo il test dei supporti chiave

Dal punto di vista tecnico, la violenta discesa di giovedì ha portato MFE-MediaForEurope A a testare con i minimi in area 2,4040 una zona grafica particolarmente significativa, in prossimità del top di gennaio 2024 a 2,4630.

Da quel livello si è sviluppata una reazione piuttosto ordinata, che ha consentito ai prezzi di rimbalzare nella seduta successiva, segnalando la presenza di acquisti difensivi proprio sui supporti chiave.

Resistenze decisive per il cambio di sentiment

Nonostante il recupero, il quadro resta però ancora interlocutorio. Il massimo di venerdì, a 2,6040, si è fermato sotto il minimo del 28 luglio scorso a 2,6260, livello che ora rappresenta la prima vera resistenza da superare per poter parlare di un miglioramento del sentiment.

Solo oltre quell’area il rimbalzo inizierebbe ad assumere caratteristiche più solide e credibili. Se il titolo riuscisse a consolidare sopra 2,6260, aumenterebbero infatti le probabilità di un’estensione del movimento verso 2,75 e successivamente verso area 3 euro, che resta uno snodo psicologico e tecnico di rilievo nel medio periodo.

Attenzione ai supporti: sotto 2,40 rischio accelerazione

Sul fronte opposto, la tenuta dei supporti rimane decisiva. Un ritorno stabile sotto 2,40 riaprirebbe lo scenario ribassista, con il rischio di un’accelerazione verso i minimi di febbraio 2024 in area 2,04.

In sintesi, il rimbalzo osservato appare per ora soprattutto di natura tecnica dopo il sell-off dei giorni precedenti: solo il superamento delle resistenze chiave potrà trasformarlo in un segnale di inversione più affidabile, mentre sotto i supporti il quadro tornerebbe rapidamente fragile.

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