Nessuna sorpresa. La Bce alza i tassi d'interesse sul 2,25%

di Raffaele Rovati pubblicato:
2 min

Come prezzato dal mercato la Bce alza i tassi d'interesse in Eurozona di 25 punti base. Revisione al rialzo per l'inflazione media, attesa al 3,0% quest'anno

Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Nessuna sorpresa. Come prezzato dai mercati la Banca centrale europea (Bce) alza il costo del denaro in Eurozona di 25 punti base.

I tassi sui depositi sono stati dunque portati sul 2,25% e i tassi d'interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento sul 2,40% (sul 2,65% quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale).

L'ultimo intervento risaliva esattamente a un anno fa, quando l'istituto centrale aveva abbassato il costo del denaro di 25 punti base, come già fatto in precedenza nel 2024 in giugno (prima riduzione del costo del denaro dal settembre 2019), settembre, ottobre e dicembre e nel 2025 in gennaio, marzo e aprile.

La decisione arriva all'indomani della pubblicazione del dato di maggio dell'inflazione Usa, salita sul 4,2% annuo dal 3,8% di aprile (3,3% in marzo), sui massimi dal 4,9% dell'aprile 2023. Lettura che allontana decisamente l'ipotesi di un riavvio dell'allentamento monetario da parte della Federal Reserve (Fed).

L'ultimo dato disponibile dell'inflazione in Eurozona, quello di aprile, aveva invece evidenziato una crescita sul 3,2% annuo e sul 2,5% per quanto riguarda l'indice dei prezzi al consumo core.

Mercoledì Donald Trump annunciava un improbabile ritorno alla piena operatività per lo Stretto di Hormuz ma la realtà è che lo choc petrolifero causato dalla guerra contro l'Iran durerà ancora a lungo.

Comunicando la nuova stretta monetaria la Bce ha rivisto al rialzo le previsioni per l'inflazione media al 3,0% per questo anno e al 2,3% e al 2,0% rispettivamente per 2027 e 2028.

La revisione è stata spiegata ovviamente con un andamento più elevato dei prezzi dell'energia, che "dovrebbe incidere sull'inflazione di alimenti, beni e servizi".

"Le prospettive rimangono incerte, con rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita. Le implicazioni complete della guerra nel medio termine dipenderanno dall'intensità e dalla durata dello choc" energetico, ha concluso la Bce.