Asia-Pacific contrastata. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,71%

25/10/2021 08:20:00

Dopo una chiusura d'ottava a due velocità per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,21% venerdì), la tendenza contrastata è proseguita con l'inizio della nuova settimana in Asia. Timori tra gli investitori per le nuove restrizioni imposte dalla Cina per contenere il diffondersi del Covid-19, nonostante le misure siano state decise a causa di sole poche decine di contagi nella provincia di Gansu. Pressioni ribassiste derivano anche dall'ipotesi di nuove imposte sugli immobili in Cina mentre i riflettori restano puntati sulla Corporate America: in settimana appuntamento con le trimestrali di tutte le Big Tech Apple, Microsoft, Alphabet (Google), Amazon.com e Facebook. Il clima incerto è confermato da un indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove appena sopra la parità.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in moderato declino a fronte di uno yen poco mosso sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,71% (fa meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,34%). Sul fronte macroeconomico, l'indice anticipatore del Giappone è calato in agosto a 101,3 punti dai 104,1 punti della lettura finale di luglio, contro i 101,8 punti del dato flash comunicato a inizio mese. L'indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è invece sceso a 91,3 punti dai 94,4 punti precedenti, contro i 91,5 punti della lettura preliminare.

La produzione di gas naturale è cresciuta in Cina del 10,8% annuo nei primi otto mesi del 2021 a 136,1 miliardi di metri cubi. Per il solo mese di settembre l'output è salito del 7,1% annuo, in rallentamento rispetto all'11,3% di agosto, a 15,7 miliardi di metri cubi. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,60% e lo 0,20% rispettivamente, contro un rialzo intorno allo 0,70% per lo Shenzhen Composite. Contrastata Hong Kong: l'Hang Seng guadagna infatti circa lo 0,10% contro però una flessione intorno allo 0,30% per l'Hang Seng China Enterprises Index (sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). Crescita di circa lo 0,50% per il Kospi di Seoul mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 guadagna lo 0,34% in chiusura.

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