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Tesmec sempre più giù: il Medio Oriente è la spina nel fianco

di Simone Ferradini pubblicato:
2 min

Il titolo soffre dopo risultati 2025 in chiaroscuro e soprattutto per la consistente presenza nell'area di guerra

Tesmec sempre più giù: il Medio Oriente è la spina nel fianco

Non si ferma il sell-off di Tesmec: oggi cede il 9% e nelle ultime tre sedute il titolo è arrivato a perdere oltre il 27%. A pesare è soprattutto la consistente presenza in Medio Oriente.

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Risultati 2025 in chiaroscuro

La flessione è partita mercoledì con l'approvazione da parte del cda dei risultati 2025. Il gruppo attivo nel settore delle tecnologie e soluzioni per la costruzione, manutenzione e gestione di infrastrutture strategiche nei settori energia, telecomunicazioni, ferrovia e risorse naturali, ha archiviato lo scorso esercizio con ricavi pari a 257,6 milioni di euro, +7,5% a/a grazie soprattutto alla performance positiva del settore Energy (+25%). Meno bene è andata al settore Trencher (il principale del gruppo con il 41,8% dei ricavi), in calo del 3-4 per cento.

L’EBITDA è però sceso a 40,5 milioni dai 41,1 del 2024, a causa del settore Trencher (11 milioni da 20,2 nel 2024), con margine sui ricavi in calo al 15,7% da 17,2%. Il risultato netto è positivo per 2,1 milioni di euro (-4,8 milioni nel 2024), ma solo grazie al contributo del definitivo deconsolidamento di Groupe Marais (+4,5 milioni rispetto alla perdita di 5,1 che aveva generato nel 2024). Nel complesso quindi performance economiche in peggioramento.

Il portafoglio ordini è invece in progresso a 416,2 milioni di euro dai 350,7 di fine 2024. Migliora anche la situazione finanziaria con indebitamento netto in calo a 130,4 milioni dai 147 di fine 2024.

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Il vero problema è l'esposizione sul Medio Oriente

Per l'esercizio 2026 il management non ha offerto una guidance precisa, limitandosi a prevedere una "crescita dei principali indicatori di Conto Economico [...] ed una ulteriore riduzione dell’Indebitamento Finanziario Netto". Alla base della prudenza c'è un numero chiave: 14%, ovvero la quota dei ricavi 2025 realizzati in Medio Oriente, in calo dal 16% del 2024 ma pur sempre una porzione significativa del bilancio del gruppo.

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Informazioni sull'autore:

Simone Ferradini
Simone Ferradini

Nato a Firenze nel 1970. Laurea in Scienze Economiche e Bancarie all'Università di Siena con una tesi sulla gestione del passivo delle banche. Analista finanziario dal 1999 con esperienza nell'ambito dell'analisi fondamentale equity, dell'analisi tecnica e dellanalisi dei dati macroeconomici. Ha tenuto corsi di formazione per personale bancario su mercati e strumenti finanziari. Collabora con FTAOnline dal 2002 occupandosi di approfondimenti tecnici e macroeconomici. Dal 2013 iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti, contribuisce ai lanci del notiziario e redige articoli per il sito.

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