Nexi scatta, CVC pensa a mega-offerta per delisting
pubblicato:L'indiscrezione arriva dal Financial Times ma la strada per arrivare alla formalizzazione della proposta presenta alcuni ostacoli di rilievo

Nexi scatta in avanti e si porta sui massimi da gennaio. Gli acquisti sono sostenuti dalle indiscrezioni del Financial Times secondo cui CVC sta valutando una mega offerta per prendersi il gruppo dei pagamenti elettronici. Gli ostacoli per il private equity britannico però non mancano.
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CVC pronta a mettere sul tavolo 9 miliardi di euro
Il prestigioso quotidiano finanziario britannico riferisce, citando diverse fonti, che CVC Capital Partners sta studiando la possibilità di lanciare un'offerta da 9 miliardi di euro per acquisire il 100% di Nexi. L'obiettivo sarebbe quello di ritirare la società dalla Borsa sfruttando il massiccio deprezzamento degli ultimi anni (-78% dal massimo storico del 2022 a 19,4050 euro, -86% se prendiamo a riferimento il minimo del mese scorso a 2,6430). Al momento, con le azioni a 4,10 euro circa, la capitalizzazione di Nexi è pari a 4,8 miliardi di euro: quindi la cifra ipotizzata dal Financial Times è quasi il doppio del valore di mercato (+87% per la precisione).
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Attenzione a golden power e freddezza CDP
A livello puramente finanziario ci siamo, l'offerta potrebbe avere successo. Ma ci sono anche altri aspetti da considerare. Il primo riguarda l'aspetto politico. Nexi opera tramite tre divisioni: Merchant Solutions, Issuing Solutions e Digital Banking Solutions. Quest'ultima - peraltro la più leggera delle tre, rappresenta l'11% dei ricavi 2025 - è particolarmente sensibile a livello golden power.
Pertanto, come una delle fonti ha confermato al FT, la questione è puramente politica e CVC andrà avanti solo se avrà preventivamente l'ok di Roma. Per ottenere l'assenso del governo italiano il private equity pensa di scorporare la divisione e trasferirlo a un investitore pubblico: guarda caso la CDP è secondo azionista di Nexi con il 19% (H&F è il primo con il 20%). Sembrerebbe tutto apparecchiato senonché le fonti dl FT riferiscono che CDP non è favorevole al delisting.