Nvidia batte i timori di bolla AI con ricavi record da 68 miliardi: ora la sfida è mantenere la perfezione
pubblicato:Profitti +94% e margini al 75%: il boom dell’intelligenza artificiale si traduce in numeri concreti per Nvidia, ma il mercato pretende trimestri impeccabili

Nvidia spegne i timori di bolla AI con numeri record. Ma la vera sfida inizia ora.
Quando un titolo arriva a valere quasi 5 trilioni di dollari, non basta più “fare bene”. Deve fare perfetto.
E Nvidia, almeno per questo trimestre, ci è riuscita.
Il colosso dei chip ha chiuso il quarto trimestre con 68,1 miliardi di dollari di ricavi (+73% anno su anno) e 43 miliardi di utile netto (+94%), superando nettamente le attese. I margini lordi hanno toccato il 75%, confermando una redditività quasi senza precedenti nel settore hardware.
Numeri che hanno contribuito a raffreddare, almeno temporaneamente, le paure di una bolla sull’intelligenza artificiale che negli ultimi mesi avevano generato forti oscillazioni sui titoli tecnologici.
Ma dietro questi numeri c’è molto di più.
“Computing has changed”
Jensen Huang è stato molto chiaro durante la call:
“Compute equals revenues”.
Secondo il CEO, siamo arrivati al punto di inflessione in cui l’AI — in particolare l’agentic AI — sta iniziando a generare profitti concreti e non più solo investimenti sperimentali.
Il dato chiave?
Il 91% dei ricavi proviene dal segmento data center (62,3 miliardi di dollari). Nvidia non è più solo una società di GPU. È diventata il cuore infrastrutturale dell’economia AI.
Il mercato chiede perfezione, non crescita
Il paradosso è evidente: più Nvidia cresce, più aumenta la pressione.
Con una capitalizzazione vicina ai 5 trilioni, il mercato non si accontenta più di trimestri eccellenti. Pretende continuità assoluta. Ogni guidance diventa un referendum sulla sostenibilità dell’intero boom AI.
E qui emergono le vere questioni strategiche.
1️⃣ Training vs Inference: il cambio di paradigma
Finora Nvidia ha dominato il mercato del training, grazie alle sue GPU capaci di gestire calcoli paralleli massivi.
Ma il futuro è nell’inference, cioè nell’esecuzione pratica dei modelli AI nel mondo reale.
E l’inference richiede più CPU, più efficienza energetica, architetture diverse.
Non a caso Nvidia ha appena annunciato un’importante partnership con Meta che include l’utilizzo di CPU standalone, segnale che la domanda sta evolvendo.
Secondo Bank of America, il mercato delle CPU server potrebbe raddoppiare entro il 2030 a 60 miliardi di dollari. Se questo scenario si concretizza, la struttura del business AI cambierà radicalmente.
2️⃣ La concorrenza non dorme
Per dieci anni Nvidia ha avuto un quasi monopolio nel settore dei chip AI avanzati. Oggi la situazione è diversa.
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Google sta spingendo i suoi TPU anche verso clienti esterni.
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Amazon amplia la distribuzione dei chip Trainium.
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AMD, Broadcom e Qualcomm stanno investendo pesantemente.
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Persino OpenAI e Meta stanno progettando chip proprietari.
Non è realistico aspettarsi una fuga di massa dai prodotti Nvidia. Ma la diversificazione dei fornitori potrebbe rallentare la crescita esplosiva a cui il mercato si è abituato.
3️⃣ Il nodo OpenAI e la qualità dei clienti
Un altro elemento sottovalutato riguarda la solidità finanziaria dei principali acquirenti.
OpenAI, ad esempio, è un cliente centrale ma dipende da round di finanziamento continui. Nvidia ha ridimensionato il suo investimento diretto (da 100 a circa 30 miliardi), e il tema della sostenibilità finanziaria di alcuni attori dell’ecosistema resta sul tavolo.
Se il credito si irrigidisce, la catena dell’AI potrebbe subire rallentamenti.
4️⃣ Cina e geopolitica
Le restrizioni sulle esportazioni verso la Cina restano un’incognita. Anche se alcune vendite H200 sono state autorizzate, Nvidia ha dichiarato di non aver ancora generato ricavi significativi da quel canale.
Nel frattempo, i produttori cinesi stanno colmando il gap tecnologico.
Guidance: ancora accelerazione
Per il trimestre in corso Nvidia prevede 78 miliardi di ricavi, ben sopra le attese. Margini lordi ancora al 75%.
Il mercato ha reagito con moderato entusiasmo (+0,6% in afterhours), segnale che le aspettative erano già molto elevate.
La vera domanda
Non è più:
“Nvidia è sopravvalutata?”
La domanda ora è:
“Può mantenere questa traiettoria mentre il mercato AI si frammenta e matura?”
Per ora, Nvidia resta il pezzo hardware più richiesto dell’intero ecosistema AI.
Ma il passaggio da fase pionieristica a fase industriale è il momento in cui emergono nuovi equilibri competitivi.
E spesso, è lì che si decide chi resta leader e chi diventa semplicemente grande.
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