ODDO BHF - SpaceX, il paradosso del 10x e i nuovi equilibri del settore Tech

di FTA Online News pubblicato:
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A cura di Laurent Denize, Global Co-CIO, ODDO BHF.

È stata un’IPO destinata a entrare nella storia: la società attiva nei settori spaziale e dell’IA SpaceX ha debuttato in Borsa con un prezzo di collocamento di 135 USD per azione, registrando forti rialzi già nei primi giorni di negoziazione. Con una valutazione superiore ai 2.000 miliardi di USD, è entrata immediatamente tra le dieci società quotate di maggior valore al mondo. Tuttavia, le basi di questa valutazione appaiono fragili. Il prospetto informativo, che illustra, tra gli altri aspetti, i piani per la colonizzazione di Marte e l’obiettivo di sfruttare l’intera energia prodotta dal Sole, può essere interpretato sia come un’espressione di eccessiva ambizione sia come una visione lungimirante. Inoltre, gli investitori continuano a dipendere in larga misura da Elon Musk, che mantiene il controllo della società attraverso le azioni di Classe B anche dopo la quotazione.

La rete di salvataggio di Wall Street e la strategia d'attesa per SpaceX

Dal nostro punto di vista, l’elevata valutazione rappresentava il principale motivo per non partecipare a questa IPO da primato. Ciò non significa, tuttavia, che il titolo sia destinato a subire pressioni nel breve periodo. La società, che lo scorso anno ha registrato una perdita di 4,9 miliardi di USD, beneficia infatti del sostegno di Wall Street. Il Nasdaq ha modificato tempestivamente i criteri di inclusione nel proprio indice tecnologico in vista della quotazione, una decisione che dovrebbe sostenere inizialmente il prezzo del titolo. Secondo i nostri calcoli, circa l’80% delle azioni disponibili potrebbe essere assorbito da fondi che replicano gli indici.

Non escludiamo, tuttavia, un investimento di lungo periodo in SpaceX. A nostro avviso, l’attuale valutazione molto elevata potrebbe essere giustificata se la società riuscisse a trasformare il potenziale della space economy in una creazione di valore superiore alla media. Non si tratta affatto di uno scenario impossibile.

Tuttavia, alla luce dell’attuale struttura dei prezzi e della domanda, riteniamo fondamentale attendere prima di investire in SpaceX. Continuiamo quindi a monitorare con attenzione l’andamento del titolo e l’evoluzione del gruppo, al fine di individuare un possibile punto d’ingresso. Nello scenario più favorevole, questa storia potrebbe trasformarsi in un modello di business solido e altamente redditizio. Per questo motivo, il titolo merita di essere seguito con grande attenzione.

Big is Beautiful: così le mega-cap riscrivono le regole della crescita

L’IPO di SpaceX rappresenterà con ogni probabilità soltanto l’inizio di una nuova stagione di raccolta di capitali. Dopo anni di contrazione, i mercati azionari potrebbero tornare a espandersi, trainati dagli enormi fabbisogni finanziari necessari allo sviluppo delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

In questo contesto, anche società di AI ancora private, come Anthropic e OpenAI, stanno pianificando la quotazione entro la fine dell’anno. Persino le grandi aziende tecnologiche, caratterizzate da un’elevata liquidità, ricorrono sempre più spesso al mercato dei capitali: recentemente anche Alphabet e Meta hanno valutato operazioni di raccolta di nuovi capitali.

La domanda cruciale sarà se i mercati saranno in grado di assorbire questa considerevole richiesta di capitale. I conseguenti effetti diluitivi potrebbero esercitare pressioni sui corsi azionari e innescare una riallocazione dei portafogli.

Nel breve e medio termine, tuttavia, riteniamo che i principali operatori di mercato siano in grado di soddisfare tali esigenze di finanziamento. Un fattore determinante è rappresentato dalla crescita dinamica dell’economia dell’intelligenza artificiale, che potrebbe dare origine a una nuova generazione di giganti tecnologici.

La dimensione aziendale non è più considerata un ostacolo alla crescita, bensì un indicatore del potenziale di una crescita esponenziale. È il cosiddetto paradosso del 10x: le aziende più grandi hanno maggiori probabilità di moltiplicare nuovamente per dieci il proprio valore. Contrariamente all’intuizione tradizionale, secondo cui i maggiori rendimenti derivano dagli investimenti nelle fasi iniziali di sviluppo, le società di dimensioni molto elevate (i cosiddetti Centacorn, con valutazioni superiori a circa 100 miliardi di USD) hanno, statisticamente, una probabilità maggiore di registrare un’ulteriore crescita di dieci volte rispetto alle imprese più piccole.

Trend e sentiment guidano il mercato: la strategia per non rimanere scottati

Attualmente i mercati non sono guidati esclusivamente dai fondamentali. La rapida mobilitazione di ingenti quantità di capitale, il susseguirsi di nuovi massimi di mercato e il forte entusiasmo verso visioni estremamente ambiziose del futuro rappresentano caratteristiche tipiche di un contesto sempre più speculativo e segnalano un aumento del rischio di formazione di una bolla.

Allo stesso tempo, però, l’attuale fase si distingue dai precedenti episodi di eccesso dei mercati sotto due aspetti fondamentali. - Corsa verso l’intelligenza e l’abbondanza: offre una dinamica del rendimento del capitale investito (ROIC) del tutto inedita.
- Solidità finanziaria dei leader: Il boom non è alimentato da società sottocapitalizzate e fortemente indebitate, bensì da alcune delle imprese tecnologiche più grandi e finanziariamente solide al mondo, che dispongono di risorse considerevoli per rafforzare ulteriormente la propria posizione competitiva.

Allo stesso tempo, tuttavia, si osserva una crescente concentrazione della creazione di valore. Mentre gli utili si concentrano in un ristretto numero di società in rapida crescita, aumenta il numero delle imprese perdenti nell’economia dell’intelligenza artificiale. Questa distribuzione sempre più disomogenea accresce la dipendenza del mercato da pochi operatori, rendendolo più vulnerabile qualora le aspettative di crescita dovessero essere deluse.

Ne emerge quindi un quadro articolato. Da un lato aumentano i rischi di una correzione dei mercati; dall’altro, in un contesto fortemente guidato dal sentiment, uscire troppo presto dal mercato o rimanerne esclusi può comportare costi opportunità significativi. Per questo motivo riteniamo fondamentale adottare un approccio selettivo nell’adeguamento della strategia di investimento. Le società i cui modelli di business rischiano di essere compromessi dall’innovazione tecnologica – mettendo così a repentaglio il loro valore terminale – dovrebbero essere sistematicamente evitate. Al contrario, le imprese già affermate che stanno beneficiando del boom degli investimenti possono continuare a rappresentare valide opportunità di investimento.

Allo stesso tempo, le fasi di correzione dei mercati offrono interessanti occasioni di ingresso che dovrebbero essere sfruttate con disciplina. Per una ragione molto semplice: almeno per il momento, il trend resta l'alleato migliore.

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