easyJet, la vera offerta è alla Borsa di Londra
pubblicato:CastleRock alza il prezzo a £ 6,50, un premio di oltre il 12% sui corsi di oggi, nonostante il rally. Il board della compagnia low-cost dice ancora no, ma intanto prende tempo. Ecco il quadro

Battaglia per la conquista di easyJet. La famosa compagnia low-cost, fondata negli anni ’90 dall’imprenditore britannico-cipriota Stelios Haji-Ioannou è sempre più nel mirino di Castlelake, fondo statunitense di stanza a Minneapolis che ha già annunciato al mercato la quarta offerta (e il quarto rialzo della proposta) prima del lancio concreto di un takeover sulla società.
Il board di easyJet guidato dal CEO Kenton Jarvis si è barricato nell’aeroporto di Luton, a nord di Londra, dove ha sede la compagnia e oggi ha detto un altro no.
Ma intanto prende tempo, aggiungendo elementi di incertezza al quadro generale già non privo di spunti speculativi. Andiamo per ordine.
easyJet, la nuova offerta da 6,5 sterline
L’altro ieri, 23 giugno 2026, il consiglio di amministrazione di easyJet ha ricevuto un’altra offerta indicativa a ben 6,50 sterline per ogni titolo della compagnia. Il fondo guidato dal presidente esecutivo Rory O’Neill è partito dalla costruzione di una piccola posizione del 2,14% circa del capitale di easyJet il 1° giugno, circa 16,2 milioni di titoli e una potenziale proposta da 3,5 miliardi di sterline che, piano piano, è salita a 560 penny, a 600, a 625 penny e infine oggi a 650 penny, 6,5 sterline, che significa valutare easyJet 4,93 miliardi di sterline in tutto, ben 5,72 miliardi di euro ai cambi di oggi.
Dopo le voci, poi non concretizzatesi, di un interesse del colosso italo-svizzero dello shipping navale MSC a ottobre e il respingimento dell’offerta della rivale Wizz Air, la compagnia britannica adesso deve affrontare un’offerta e un’opportunità che giunge dall’altra parte dell’Atlantico.
In gioco c’è la serie A del trasporto turistico europeo, qualcosa che valeva, solo in spesa per viaggi internazionali, ben 115 miliardi di euro nel 2024. Se si prende il numero di passeggeri, nel 2024 Ryanair è stata di gran lunga la prima compagnia del Vecchio Continente con 197,2 milioni di clienti contro i 91,1 milioni di easyJet, seconda classificata nel mercato UE, ma a distanza. Assai più vicina la terza classificata del gruppo: l’ungherese Wizz Air che ha trasportato quell’anno 62,7 milioni di passeggeri (dati Capa, Centre for aviation).
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easyJet, un altro no alle offerte dal consiglio di amministrazione
Il ragionamento del consiglio di amministrazione di easyJet è lineare: Castlelake sta approfittando dalla crisi del Golfo, che ha temporaneamente depresso le quotazioni della compagnia aerea low-cost (che ha perso circa il 28% alla Borsa di Londra in effetti) e pertanto non rispetta il vero valore di easyJet, la sua patrimonializzazione, la struttura del suo capitale, le prospettive di un utile ante imposte da 1 miliardo di sterline nel medio termine…
Su questo valore un multiplo della capitalizzazione di 4,93x con l’ultima proposta da 6,5 sterline in realtà non appare troppo generoso, ma va anche detto che le profferte del fondo di Minneapolis hanno già di gran lunga superato i corsi recenti del titolo.
L’azione di easyJet non vede il livello delle sei sterline e mezzo dal lontano febbraio 2022. Allora si usciva dal Covid con il revenge consumption che spingeva quell’anno il Pil italiano a una inusitata crescita del 4,8% (dopo un +8,9% l’anno prima), ma quello stesso mese la Russia lanciava l’attacco all’Ucraina e scatenava una guerra che dura ancora oggi.
Da allora si sono susseguiti crisi terribili nella politica internazionale, nuovi conflitti anche commerciali che però a sorpresa hanno scoperto un’inattesa resilienza del turismo che ha saputo sempre ripartire e sorprendere. E questo fa sicuramente parte delle considerazioni strategiche di Castlelake.
Al tempo stesso va evidenziato un altro aspetto: il board di easJet sta prendendo tempo. Esiste una regola britannica sui takeover, che si chiama PUSU, abbreviazione di “Put Up or Shut Up”, letteralmente ‘agisci o taci’. In pratica impone a ogni offerente un termine massimo entro il quale concretizzare l'offerta su una società quotata o chiudere il dossier e tacere. Questa scadenza attualmente è fissata a venerdì 26 giugno 2026 alle ore 17, domani pomeriggio, quindi.
Ma il consiglio di amministrazione, nel suo ultimo comunicato di rifiuto delle proposte di Castlelake rivela di aver chiesto al Panel on Takeovers and Mergers, un comitato che si occupa di queste faccende, una estensione di 9 giorni del periodo per la scelta finale del fondo, che slitterebbe quindi a domenica 5 luglio 2026, ore 17.
Mentre dice no, in altre parole, il cda cerca di guadagnare tempo per svolgere le proprie valutazioni, forse per avviare un negoziato con Castlelake... di certo è un aspetto da non trascurare.
easyJet, i conti del gruppo, il patrimonio, il premio dell'ultima offerta sui prezzi
Gli ultimi dati del gruppo sono quelli dei 6 mesi al 31 marzo 2026, un periodo tradizionalmente a stagionalità minore per il settore, ma comunque significativo, anche per via dei primi impatti della nuova crisi del Golfo.
Easyjet aumenta del 12% i ricavi a 3,95 miliardi di sterline nel semestre e aumenta i passeggeri del 6% con un fattore di riempimento in crescita al 90% (load factor). Nello stesso periodo i costi del gruppo però balzano del 16% a oltre 4,08 miliardi di sterline e così l’ebitda del gruppo peggiora da un rosso di 5 milioni di sterline e uno di 533 milioni. La perdita ante-imposte (LBT) si allarga così a 552 milioni di sterline, ma il gruppo conferma l’ambizione a costruire il miglior network d’Europa (fra l’altro ha investito 30 milioni di sterline tra Linate e Fiumicino) e a rafforzare il giro d’affari consegnando anche affidabilità e un modello low-cost specifico alla clientela.
Il RASK, i ricavi per posto disponibile per chilometro, una metrica fondamentale del settore, nel semestre è cresciuto da 5,64 a 5,71 sterline (+1%) a fronte di un CASK (il costo per posto per chilometro) che cresce da 6,43 a 6,73 sterline (-5%): significa che per ogni posto passeggero che viaggia per un chilometro sui suoi velivoli easyJet perde £ 1,02, l’equilibrio ancora non c’è.
Certo la cassa cresce e promette bene: l’adjusted net cash, ossia la posizione finanziaria netta del gruppo, balza da 327 a 434 milioni di sterline nei sei mesi e il net book value vale ben 5 miliardi di sterline, con l’86% degli aerei A320neo di proprietà. L’escalation che ha aggravato i costi nel primo semestre verosimilmente peserà anche sulla seconda metà dell’esercizio, anche se il conflitto si sta ricomponendo.
La patrimonializzazione del gruppo - in questo il board ha ragione - c’è, con un book value di 5 miliardi di sterline superiore ai 4,93 miliardi messi a questo punto sul piatto da CastleRock.
C’è però anche un nodo redditività che andrà sciolto al più presto, anche agendo sul pricing, come in parte già previsto.
In questo momento il titolo di easyJet è in rally del 7,38% a 579,136 penny. Anche così la nuova offerta da £ 6,50 implica un premio di oltre il 12,2%: decisamente niente male.