Disoccupazione Agricola 2026, siamo nei giorni dell’accredito
pubblicato:Il beneficio a differenza della Naspi prevede una soluzione unica, ma bisogna considerare diversi fattori e i tempi possono variare

Tra giugno e luglio 2026 sarà pagato ai beneficiari della disoccupazione agricola l’importo dovuto. E’ questo il periodo previsto per il versamento a coloro che hanno correttamente compilato la domanda entra il 31 marzo scorso segnalando la disoccupazione nello specifico settore agricolo.
Disoccupazione Agricola, un'unica soluzione, ma i tempi possono variare
A differenza della Naspi, la disoccupazione agricola non consiste di assegni mensili, ma di un versamento in un’unica soluzione.
I tempi del versamento però non sono rigidi: se è più probabile un pagamento tra giugno e luglio per le domande presentate a gennaio o a febbraio di quest’anno, per le successive domande presentate a marzo a in prossimità della scadenza la data di pagamento spesso può slittare al periodo luglio-agosto. In passato le domande con una procedura più complessa, come quelle che hanno richiesto l’aggiunta di documenti, hanno visto i pagamenti slittare anche oltre, fino al periodo settembre-ottobre, e i procedimenti più spinosi (come quelli coinvolti in ricorsi e contenzioso) possono slittare ancora di più.
Come spiegato anche dall’INPS in una pagina dedicata possono presentare la domanda di disoccupazione agricola gli operai agricoli sia a tempo determinato, che a tempo indeterminato; i compartecipanti famigliari, i piccoli coltivatori diretti con versamenti volontari fino a 51 giorni e i piccoli coloni.
Disoccupazione agricola, i requisiti e le esclusioni
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I lavoratori agricoli interessati devono essere iscritti da almeno due anni negli elenchi per i lavoratori agricoli a tempo determinato (ODT) o a tempo indeterminato (OTI).
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Devono essere presenti nel biennio costituito dall’anno di competenza dell’indennità e dall’anno precedente almeno 102 contributi giornalieri. Sono utilizzabili in tal senso anche i contributi figurativi per maternità obbligatoria o congedo parentale
Sono invece escluse.
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Le domande presentate oltre la scadenza
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Le gestioni separate o autonome iscritte l’intero anno o che i nell’anno abbiano registrato in questa forma un numero maggiore di giornate lavorative di quelle come dipendenti
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esclusi anche i titolari di pensione diretta al 1° gennaio dell’anno di competenza
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coloro che abbiano registrato un’attività di lavoro dipendente non agricolo prevalente sull’attività agricola nell’anno o anche solo nel biennio antecedente la domanda
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escluse anche le dimissioni volontarie, con l’eccezione dei casi di maternità o paternità con dimissioni successive al parto o per giusta causa
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esclusi anche i cittadini extracomunitari con permesso di lavoro stagionale
Disoccupazione agricola, quanto vale l’assegno
L’assegno per la disoccupazione agricola vale per un massimo di 365 giorni l’anno (durata indennità) e spetta in un’unica soluzione nell’ammontare di:
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40% della retribuzione di riferimento per gli operai agricoli a tempo determinato (ODT): in questo caso è prevista la sottrazione del 9% come contributo di solidarietà e un massimo di 150 giorni.
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30% della retribuzione per gli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI)
Da segnalare per i beneficiari anche alcuni aspetti rilevanti: la contribuzione figurativa che è determinata dalla prestazione della disoccupazione agricola; la possibilità di richiesta di Assegno al Nucleo Familiare (ANF) entro il limite di prescrizione retroattiva di cinque anni.