Saipem-Subsea7, passi avanti importanti in Brasile

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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L'Antitrust carioca dà un via libera senza condizioni al merger. Ora ci sono 15 giorni per l'opposizione dei concorrenti, ma un punto importante è comunque segnato. Intanto il titolo difende i livelli di prezzo raggiunti, nonostante il calo delle quotazioni del petrolio greggio, ecco perché

Saipem-Subsea7, passi avanti importanti in Brasile

Si conclude per l'approvazione senza restrizioni del presente Atto di Concentrazione”. Così l’Antitrust brasiliano Cade (Conselho Administrativo de Defesa Econômica) ha sostanzialmente dato il proprio via libera senza condizioni alla fusione tra Subsea7 e Saipem che proprio in Brasile aveva trovato negli ultimi mesi una delle grane più coriacee con l’opposizione dei concorrenti e dei clienti locali dei servizi all’industria petrolifera, da IBP a TechnipFMC alla stessa compagnia petrolifera nazionale Petrobras.

La pronuncia del Cade ora dovrà essere pubblicata nella “Gazzetta nazionale” e quindi gli altri soggetti interessati avranno 15 giorni per fare opposizioni, ma è innegabile che la maxi fusione Saipem-Subsea7 segna un punto molto importante, visto che le necessarie autorizzazioni regolamentari figurano tra le condizioni sospensive del merger.

Come noto in gioco c’è la creazione di un colosso globale dei servizi all’industria petrolifera con 43 miliardi di euro di ordini e 21 miliardi di euro di ricavi. Se passasse il via libera alla fusione, si materializzerebbe lo scenario più favorevole per le due società, visto che a più riprese si era ipotizzata l’imposizione di remedy, di cessioni o anche di patti commerciali con le ricorrenti per risolvere le questioni concorrenziali.
Mai si erano però ipotizzate condizioni anche lontanamente vicine a quella soglia massima dei 500 milioni di euro che complessivamente darebbero invece sia a Saipem, che a Subsea7 la facoltà di recedere dall’accordo di fusione.

Oggi comunque sia il processo appare più in discesa e non è l’unica novità positiva in arrivo da Saipem.

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Saipem, nuovi contratti e la stabilità in Medioriente difendono i prezzi raggiunti

Ieri, già prima della notizia carioca, il titolo si era avvantaggiato dello spunto positivo di un ricco contratto in Angola con Azule Energy Angola BV: la joint venture di Eni e BP aveva assegnato lavori per ben 1 miliardo di dollari.

Oggi il gruppo ha anche comunicato la cessione in Arabia Saudita del business minore e maturo dello shallow water drilling per 285 milioni di dollari. La vendita fa parte della strategia di focalizzazione del gruppo sul drilling offshore deepwater e harsh-environment.

L’area del Medioriente è però basilare per diversi motivi per Saipem, a partire dall’esposizione del 35-40% del proprio portafoglio proprio a commesse provenienti dai Paesi del Golfo. La solidità delle commesse e dei lavori attesi ha probabilmente dato un contributo sostanziale alla tenuta delle quotazioni del titolo Saipem in questi giorni in cui i prezzi del petrolio greggio hanno accusato un forte ribasso penalizzando non poco diverse altre compagnia petrolifere e del settore oil.

Il mercato sembra puntare – dossier Saipem7 a parte – sul fatto che le commesse nel Medioriente copriranno il segnale negativo in arrivo dal forte ripiegamento delle quotazioni del greggio. Cerchiamo di sostanziare con qualche numero questa affermazione.

Il Brent ha raggiunto un massimo di periodo a 103,26 euro lo scorso 18 giugno e da allora ha avviato un forte ripiegamento del 26,8% che sostanzialmente è venuto incontro al crescente impegno della Casa Bianca su un accordo di pace.
Quando, una settimana fa, il 17 giugno, Trump ha firmato a distanza il memorandum in 14 punti, il petrolio era già tornato a 78,55 dollari: oggi scende ancora 75,54 dollari al barile (-1,55%).

Nello stesso lasso di tempo, dal 18 maggio a oggi, l’azione di Saipem ha perso il 2,15% appena e lo scorso 15 giugno, il giorno prima della sigla del memorandum USA-Iran ormai imminente, ha anzi aggiornato i massimi pluriennali a € 4,846 su livelli che non vedeva dall’inizio del 2022.

Facile ipotizzare che il mercato abbia vista nell’accordo di pace USA-Iran un potente driver dei prezzi di Saipem a causa del venir meno di pesanti incertezze su diversi progetti nel portafoglio della compagnia guidata dal Ceo Alessandro Puliti.

Anzie è probabile che, se la situazione si normalizzerà davvero, nuove commesse verranno dal Medioriente. Di certo per ora il mercato sembra guardare con ottimismo al titolo nonostante il deprezzamento del greggio.

Sul fronte dei fondamentali bisognerà aspettare il prossimo 26 luglio per ottenere le indicazioni sul secondo trimestre del gruppo. La prudenza rimane comunque fondamentale su un titolo che ha quasi raddoppiato il suo valore di Borsa dalla fine del 2025 a oggi, passando da 2,37 euro ai 4,52 euro (+0,07%) di queste ore.
I fondamentali, il backlog ordini e l’operazione con Subsea7 che avanza suggeriscono però ottimismo.