Euro/dollaro e argento continuano a scendere insieme
pubblicato:Il parallelismo tra euro/dollaro e argento continua a essere evidente

Il mercato scommette su tassi USA più alti
Il parallelismo tra euro/dollaro e argento continua a essere evidente. Dopo il tentativo di rimbalzo visto nella prima parte della seduta, entrambe le quotazioni hanno rapidamente perso forza, confermando che il movimento ribassista resta dominante.
Sul cambio EUR/USD i prezzi sono ormai scesi ben al di sotto dell'area di 1,14, livello che rappresentava uno spartiacque tecnico e psicologico. La rottura di questo supporto rafforza lo scenario di un dollaro strutturalmente più forte, alimentato dalle aspettative che la Federal Reserve possa mantenere un orientamento restrittivo ancora a lungo, se non addirittura procedere con ulteriori rialzi dei tassi.
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L'argento mostra una dinamica molto simile. Dopo aver violato importanti livelli di supporto, il metallo prezioso continua a dirigersi verso il ritracciamento del 100% del rialzo precedente, in area 60,8 dollari, senza che, almeno per ora, emergano segnali convincenti di inversione.
Il filo conduttore è sempre lo stesso: i tassi reali USA
La correlazione tra i due strumenti non è casuale. Entrambi sono fortemente influenzati dall'andamento dei rendimenti reali statunitensi e dalle aspettative sulla politica monetaria della Fed.
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Un dollaro più forte tende a penalizzare l'euro.
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Tassi più elevati aumentano il costo opportunità di detenere metalli preziosi, che non distribuiscono cedole o dividendi.
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Di conseguenza, argento e oro faticano ad attirare nuovi acquisti mentre il biglietto verde continua a rafforzarsi.
Il fallimento del rimbalzo intraday osservato oggi suggerisce che gli operatori continuano a vendere sui recuperi piuttosto che comprare sulle debolezze.
Attenzione anche alle implicazioni per il Nasdaq 100
Questa dinamica non riguarda soltanto il mercato valutario o quello delle materie prime. Come già evidenziato nei giorni scorsi, un euro stabilmente sotto 1,14 rappresenta anche un segnale di forza del dollaro, e storicamente un dollaro forte tende ad accompagnarsi a condizioni finanziarie più restrittive.
È proprio questo il motivo per cui continuo a monitorare con attenzione il Nasdaq 100: se il rafforzamento del dollaro dovesse proseguire insieme alle aspettative di tassi USA più elevati, aumenterebbe il rischio di vedere l'indice tecnologico completare la figura di doppio massimo, con un possibile obiettivo nell'area dei 26.000 punti.
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Per il momento il messaggio che arriva dai mercati è coerente: dollaro forte, metalli preziosi deboli e maggiore selettività sugli asset più sensibili ai tassi di interesse.
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