Oro ai massimi, equity euforica: il mercato sta ignorando l’inflazione in arrivo?

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
5 min

Metalli in rally, rame e argento confermano pressioni future mentre crescita, AI e spesa pubblica spingono la domanda reale

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L’oro continua a salire come se qualcosa di grosso stesse maturando sotto la superficie. Non un semplice rally tecnico, non un classico movimento di copertura temporanea, ma una tendenza persistente, globale e strutturale.

Dopo aver sfiorato per la prima volta quota 5.600 dollari l’oncia, il metallo giallo ha aggiornato nuovi record, mentre argento e rame si muovono nella stessa direzione, con un’intensità che non si vede spesso neppure nei cicli più estremi.

Ed è qui che nasce la vera domanda: se non ora, quando dovrebbe tornare l’inflazione?


L’oro sta raccontando una storia diversa da quella ufficiale

L’oro, storicamente, non è un asset che “anticipa l’euforia”. Anticipa la perdita di equilibrio. Sale quando:

  • la fiducia nelle valute si incrina

  • il debito diventa sistemico

  • la politica monetaria perde credibilità

  • il rischio geopolitico non è più marginale

Oggi lo vediamo salire insieme a:

  • borse globali sui massimi storici

  • crescita USA rivista al rialzo al 2,4%

  • occupazione ancora resiliente

  • spesa pubblica fuori controllo

Questa combinazione non è normale.

In un mondo “razionale”, l’oro dovrebbe soffrire in uno scenario di crescita forte e mercati azionari euforici. Invece sta dominando.

Questo significa una cosa sola:
👉 il mercato dell’oro non sta guardando il presente, sta guardando il dopo.


Non è solo oro: i metalli industriali urlano inflazione futura

Se fosse solo oro, potremmo parlare di paura.
Ma non lo è.

  • Argento sopra i 120 dollari, nuovi massimi storici

  • Rame in rally a doppia cifra, sopra 14.400 dollari/tonnellata

  • Miners e materiali di base in esplosione

Il rame è il metallo che non mente. È il termometro dell’economia reale, della domanda fisica, delle infrastrutture. Sale quando:

  • aumentano i data center

  • cresce la rete elettrica

  • si espande la produzione industriale

  • la spesa militare diventa strutturale

Il rame non compra narrative, compra cantieri futuri.

E oggi il messaggio è chiarissimo:
👉 il mondo sta costruendo come se l’inflazione fosse inevitabile.


Equity sui massimi: euforia o miopia?

Nel frattempo, i mercati azionari si comportano come se fossimo:

  • alla vigilia di un nuovo super-ciclo

  • in un contesto di crescita duratura

  • con l’AI pronta a risolvere ogni problema

Lo S&P 500 sui massimi storici, il Nasdaq ancora in area record, multipli elevati, concentrazione estrema sui big tech.

Ma qui nasce una frattura concettuale enorme.

Perché:

  • l’AI non è disinflattiva nel breve periodo

  • richiede enormi investimenti in energia, chip, infrastrutture

  • aumenta la domanda di materie prime e capitale

👉 L’AI è deflattiva forse tra 10 anni, ma inflattiva oggi.

E allora come si può credere a un mondo con:

  • crescita forte

  • spesa pubblica senza freni

  • investimenti colossali

  • riarmo globale

  • transizione energetica forzata

senza inflazione?


Il ruolo della spesa pubblica: il vero elefante nella stanza

C’è un tema che il mercato azionario tende a ignorare:
la spesa pubblica strutturale.

Non stiamo parlando di stimoli temporanei, ma di:

  • deficit cronici

  • politiche fiscali espansive permanenti

  • debito che cresce anche in fase di espansione

Storicamente, questa è la combinazione perfetta per l’inflazione di medio periodo.

Le banche centrali possono rallentarla, comprimerla, nasconderla per qualche trimestre.

Ma non possono eliminarla se la politica fiscale va nella direzione opposta.

L’oro questo lo sa.
Il rame questo lo sa.
L’argento questo lo sa.


Due mercati, una sola verità (che prima o poi emergerà)

Oggi convivono due narrazioni:

  • Metalli → inflazione, rischio sistemico, perdita di controllo

  • Equity → boom, crescita infinita, soft landing eterno

Ma la storia ci insegna che non possono avere ragione entrambi.

O:

  • l’oro sta sbagliando clamorosamente

  • oppure l’azionario sta sottovalutando ciò che arriverà

E quando queste divergenze si sono presentate in passato, è quasi sempre stato l’oro ad avere ragione per primo.


Conclusione: il mercato sta anticipando, non reagendo

L’oro oggi non sta reagendo a un dato,
sta anticipando uno squilibrio.

Forse non vedremo un’esplosione inflattiva domani.
Forse i prossimi trimestri resteranno “gestibili”.
Ma con questo mix di:

  • crescita

  • spesa

  • investimenti

  • tensioni geopolitiche

  • transizione forzata

👉 l’inflazione è nel tunnel, non fuori.

E il mercato dei metalli, come spesso accade,
ha iniziato a muoversi prima che il resto del mercato se ne renda conto.

Quando le due narrazioni dovranno convergere,
non sarà l’oro a dover cambiare storia.

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