Petrolio e borse: l'equilibrio si rompe e i mercati cambiano fase
pubblicato:Nelle ultime sedute sta emergendo con sempre maggiore chiarezza un cambio di regime nei mercati.
Il ritorno delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente sta riportando il petrolio al centro della scena, e con esso anche una serie di dinamiche che sembravano ormai alle spalle: inflazione, pressione sui tassi e fragilità dell'equity.
Il movimento è evidente: mentre il petrolio accelera, le borse iniziano a cedere. Non si tratta di una coincidenza, ma di un legame diretto che storicamente si riattiva proprio nelle fasi più delicate.
Il WTI si sta avvicinando nuovamente alla soglia dei 100 dollari, un livello chiave sia dal punto di vista psicologico sia tecnico. Non è solo una cifra tonda, ma rappresenta anche il 61,8% di ritracciamento del ribasso partito dai massimi di inizio marzo.
Il rialzo non è guidato da fattori speculativi, ma da elementi concreti: attacchi a infrastrutture energetiche, escalation tra Iran e Israele, danni a hub strategici in Qatar e timori di interruzioni nelle forniture. In altre parole, il mercato sta iniziando a prezzare un rischio reale sull'offerta.
In questo contesto, un superamento deciso dei 100 dollari potrebbe rapidamente riportare i prezzi verso i massimi recenti in area 113 dollari, con effetti a catena su tutti gli asset finanziari.
Parallelamente, i mercati azionari stanno iniziando a correggere. Negli Stati Uniti, il calo degli indici non è solo una presa di profitto, ma riflette un cambiamento nelle aspettative.
Il Dow Jones ha rotto al ribasso la media mobile a 200 giorni, passante a 46845, un segnale tecnico importante, e si è fermato su un livello chiave come il 61,8% di ritracciamento del movimento rialzista partito dai minimi estivi, supporto a 46100 circa.
Questo indica che il mercato non è più in semplice consolidamento, ma sta entrando in una fase più incerta.
Quando vengono meno i supporti tecnici e contemporaneamente peggiora il contesto macro, il rischio è che le correzioni diventino più profonde e meno controllate.
La violazione di area 46100 potrebbe confermare tutti i recenti segnali di debolezza, a partire dalla violazione della media mobile esponenziale a 100 giorni e della trend line che sale dal minimo di agosto, facendo temere ribassi fino ai 44000 punti con supporto intermedio a 45000.
Il vero punto di svolta è rappresentato dalla politica monetaria, per approfondire questo tema leggi https://www.ftaonline.com/petrolio-inflazione-fed-tassi.html
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