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Petrolio in rimonta: meglio Eni o Saipem?

di FTA Online Newspubblicato:

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Rimonta il Petrolio WTI ma torna a scontrarsi con la resistenza critica degli 80 dollari al barile

Tensioni e volatilità rischiano di definire l'andamento del petrolio nelle prossime settimane, quando all'ottimismo sulla domanda globale che ha caratterizzato l'ultimo mese potrebbero subentrare nuove preoccupazioni sull'offerta.

Petrolio e stagflazione

Prevale dunque l'incertezza dettata dai timori di stagflazione, evidenziati dagli ultimi dati sull'occupazione Usa ma anche dal rischio di nuove chiusure in Cina, che potrebbero bloccare i molti viaggi nel corso dell'imminente Capodanno cinese.

Graficamente il petrolio resta inserito all'interno di un trend rialzista a partire dai minimi del 2020. Le quotazioni potrebbero dunque rivedere i massimi di due mesi fa a 85,40 circa. Oltre questo riferimento l'uptrend in atto da aprile 2020 verrebbe rivitalizzato, creando le premesse per un'accelerazione rialzista verso 92 dollari poi fino a quota 100. Sul fronte opposto, sotto 74,40 giungerebbero segnali di esaurimento della reazione di breve termine, con conseguente affondo sui supporti critici a 63 circa. La violazione di questo limite completerebbe un testa e spalle ribassista, per ora solo in formazione dal picco di luglio, anticipando forti ripiegamenti verso almeno 57,40 dollari.

Buone notizie per Eni e Saipem, quale preferire?

Eni sta rafforzando la propria presenza in Egitto, grazie all'acquisizione di cinque nuove licenze esplorative nel paese. La notizia favorisce il confronto con una resistenza critica nel medio termine: i massimi di novembre a 12,88 euro. Conferme oltre questo limite sposterebbero il target a 13,264, per la chiusura del gap down di fine gennaio 2020. Indicazioni di debolezza giungerebbero invece sotto quota 12, per supporti a 11,50 circa, critici nel medio termine.

Gli analisti di Equita hanno assegnato un rating buy su Eni con obiettivo di 15 euro (in vista della potenziale ripresa dei volumi di gas in Italia).

Positiva anche Saipem +2,4% in scia all'aggiudicazione di due nuovi contratti offshore in Australia e in Guyana, per un valore complessivo di 1,1 miliardi di dollari.

Francesco Caio, CEO e Direttore Generale di Saipem, ha commentato: “L'assegnazione di questi contratti rappresenta un’importante conferma della fiducia dei nostri clienti nelle capacità di Saipem di eseguire progetti offshore complessi in tutto il mondo. Per il progetto Scarborough sarà impiegato il mezzo navale Castorone, un nostro asset versatile e all'avanguardia, rappresentativo dell'offerta innovativa e di alto livello che Saipem è in grado di fornire al mercato. L’'impianto di fabbricazione che abbiamo recentemente inaugurato a Georgetown sarà coinvolto nella realizzazione del progetto Yellowtail, assicurando un impatto positivo e tangibile per il Paese”.

Da un punto di vista grafico, Saipem sta cercando di lasciarsi alle spalle la media mobile esponenziale a 100 giorni, passante a 1,95 circa. Conferme in tal senso  permetterebbero di estendere il rimbalzo dell'ultimo mese verso 2,05, 61,8% di ritracciamento (Fibonacci) del ribasso dal top del 25 ottobre. Resistenza successiva a 2,16, gap del 28 ottobre e lato superiore di un canale ribassista che contiene le oscilazioni dai top del 2021. Sotto 1,85 aumenterebbe invece il rischio di rivisitazione dei minimi di dicembre a 1,68.

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