Petrolio in caduta, mercati in festa: l'accordo USA-Iran riaccende il "risk on"

di FTA Online News pubblicato:
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Il miglioramento del sentiment globale passa ancora una volta dal petrolio. Le indiscrezioni su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran stanno riducendo rapidamente il premio per il rischio geopolitico incorporato nei prezzi dell'energia. Il Brent è sceso sotto gli 89 dollari al barile mentre il WTI è precipitato in area 83 dollari, sui livelli più bassi delle ultime settimane.

Dal punto di vista tecnico il grafico del WTI mostra un deterioramento evidente. Dopo avere oscillato per settimane all'interno dell'ampia fascia compresa tra 85 e 105 dollari, i prezzi hanno violato al ribasso il primo supporto significativo posto in area 85 dollari, corrispondente al ritracciamento del 50% del rialzo sviluppato tra dicembre e marzo.

La rottura di questo livello è un segnale importante perché indica che il mercato sta progressivamente eliminando il premio legato al rischio di una prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz. In assenza di nuove escalation, il WTI potrebbe ora dirigersi verso l'area 76-77 dollari, che coincide con la base del movimento esplosivo partito all'inizio della crisi.

Per i mercati finanziari questa è una notizia molto positiva. Un petrolio più basso significa infatti minori pressioni inflazionistiche, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa, proprio mentre le banche centrali stanno combattendo contro la nuova accelerazione dei prezzi causata dalla guerra in Medio Oriente.

Non sorprende quindi che il calo del greggio sia stato accompagnato da un forte recupero dell'azionario globale. Gli investitori stanno iniziando a scontare uno scenario nel quale il rischio di recessione indotta dall'energia diminuisce e le banche centrali potrebbero evitare ulteriori strette monetarie.

La prudenza resta comunque d'obbligo. Le fonti iraniane continuano infatti a sottolineare che un accordo definitivo non è ancora stato raggiunto e che diversi nodi restano aperti.

Per questo motivo il petrolio potrebbe continuare a mostrare una volatilità elevata nelle prossime sedute. Tuttavia, finché il WTI rimarrà sotto 90 dollari e il Brent sotto 95 dollari, il messaggio inviato al mercato sarà chiaro: il rischio geopolitico si sta ridimensionando e lo scenario prevalente torna a essere quello di un graduale ritorno al "risk on".

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