Piazza Affari scivola, preoccupano i rendimenti obbligazionari. STM maglia nera
pubblicato:Seduta in ribasso per la Borsa di Milano. L'indice Ftse Mib ha perso l'1,06% a 53.017,84 punti. Negative anche le altre piazze europee (Dax di Francoforte -0,9%, Cac40 di Parigi -0,82%) e l'andamento di Wall Street (Dow Jones -0,2%, S&P 500 -0,5% e Nasdaq Composite -1%) penalizzate dal sell-off sul mercato obbligazionario. I rendimenti dei titoli di Stato Usa a 30 anni ha toccato il livello più altro dal 2007, quello dei titoli a 10 anni tedeschi il picco dal 2011.
Inoltre lo stallo dei negoziati per una soluzione in Medio Oriente contribuisce a mantenere le quotazioni del petrolio su valori elevati (il future sul Brent con scadenza ottobre 2026 oltre i 91 dollari al barile) rafforzando i timori sull'inflazione.
Maglia nera STM -7,57%, in scia all'andamento negativo del settore in Europa e negli Stati Uniti. Le difficoltà del comparto legato alla tecnologia penalizzano anche Prysmian (-4,88%).
Positivo il comparto energetico (Snam +1,26%, Eni +0,95%, A2A +0,75% e Terna +0,47%)
Tra gli altri titoli in evidenza Buzzi -3,35% zavorrato dall'aumento dei costi energetici.
Generali -0,57%. Jp Morgan ha peggiorato la raccomandazione sul titolo del gruppo assicurativo a "neutral" da "overweight". Il target price passa da 44 euro a 46 euro.
Tra le blue chip Nexi (+1,97%) registra la miglior performance dopo la flessione di ieri mentre Avio e Fineco lasciano sul terreno oltre tre punti percentuali.
Sul fronte macroeconomico in Germania l’indice Zew, che misura le aspettative degli esperti sull’andamento dell’economia nel successivo semestre, ha segnato un ulteriore progresso su 34,6 punti dai 26,3 punti di luglio (10,5 punti in giugno, quando era tornato in positivo per la prima volta dopo tre mesi). Il dato si confronta con il rialzo limitato a 30,1 punti del consensus. L'indice Zew corrente è invece migliorato su -61,1 punti da -77,6 punti di luglio (-81,0 punti in giugno), contro la crescita su -68,8 punti attesa dagli economisti.
Negli Stati Unit i prezzi all'export, secondo quanto comunicato dallo U.S. Bureau Of Labor Statistics (Bls, ente statistico alle dipendenze del ministero del Lavoro di Washington), in luglio sono rimbalzati dell'8,2% annuo, in ulteriore rallentamento comunque rispetto al 10,2% di giugno (e all'11,2% di maggio). Su base sequenziale l'indice è diminuito dell'1,3% contro lo 0,7% della lettura finale di giugno (1,2% il progresso di maggio) e l'incremento dello 0,2% atteso dagli economisti. I prezzi all'import sono invece aumentati del 5,9% annuo contro il 7,1% precedente (6,7% in maggio). Su base mensile l'indice è sceso a sorpresa dello 0,4% contro lo 0,3% di giugno (1,7% la crescita di maggio) e il rialzo dello 0,1% del consensus.
I nuovi cantieri, secondo quanto comunicato dallo U.S. Census Bureau, in luglio sono crollati del 12,4% sequenziale, attestandosi a 1,24 milioni di unità contro gli 1,41 milioni precedenti (1,20 milioni in maggio) e sotto agli 1,30 milioni del consensus.
Le licenze edilizie, secondo quanto comunicato su base preliminare dallo U.S. Census Bureau, in luglio sono salite del 5,0% sequenziale, attestandosi a 1,44 milioni di unità contro gli 1,37 milioni di giugno (1,41 milioni in maggio) e del consensus.
La Federal Reserve ha comunicato che a luglio l'indice della produzione industriale ha fatto segnare +0,2% rispetto al mese precedente e +1,1% su base annua dopo +0,3% m/m (rivisto da +0,1%) e +1,29% a/a (rivisto da +1,1%) di giugno. Il consensus era fissato a +0,3% m/m.
La National Association of Home Builders (NAHB) ha comunicato che a luglio l'indice di fiducia dei costruttori di abitazioni ha fatto segnare -2,3% rispetto al mese precedente e -2,2% su base annua dopo -4,8% m/m (rivisto da -5,4%) e -0,3% a/a di giugno. Il consensus sera fissato a +0,3% m/m.
In ribasso le quotazioni dell'oro (future con scadenza dicembre 2026 in calo dell'1,28% a 4.416,65 dollari l'oncia.
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