RBC BlueBay - BoE: La Bank of England resta più accomodante rispetto alle altre banche centrali

di FTA Online News pubblicato:
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A cura di Mark Dowding, CIO di BlueBay, RBC BlueBay Asset Management.

Analizzando la situazione della Bank of England (BoE), riteniamo che il Comitato di Politica Monetaria (MPC) abbia delineato con grande chiarezza il proprio quadro di riferimento e comunicato le proprie valutazioni nel corso degli ultimi mesi. In particolare, sia dai commenti pubblici sia dai nostri incontri con la BoE è emerso chiaramente che, dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, l'attenzione si è concentrata soprattutto sull'eventuale comparsa di effetti di secondo impatto (second-round effects) sull'inflazione, tali da giustificare un ulteriore inasprimento della politica monetaria.

È stato inoltre evidente che, all'interno dell'MPC, Huw Pill e Megan Greene si sono mostrati maggiormente orientati ad adottare un approccio preventivo, per evitare il rischio che tali effetti di secondo impatto si materializzino. Catherine L. Mann, invece, ha generalmente assunto una posizione più reattiva nel modificare il proprio voto, con il recente cambio di orientamento in risposta alla ripresa delle ostilità nel Golfo Persico nelle ultime settimane. Per quanto riguarda gli altri membri del Comitato, è apparso chiaro che abbiano preferito mantenere un approccio più attendista; alcuni sembrano inoltre ritenere che le condizioni monetarie siano già restrittive e che la debolezza dell'economia contribuirà nel tempo a riportare l'inflazione verso il basso, senza la necessità di ulteriori interventi di politica monetaria una volta che l'impatto del rialzo dei prezzi del petrolio uscirà dai dati dell'indice dei prezzi al consumo (CPI).

Guardando alle altre banche centrali, non credo sorprenda che alcuni membri dei rispettivi comitati di politica monetaria debbano esprimersi più frequentemente di altri. In questo contesto, i commenti di Clare Lombardelli sono stati particolarmente rilevanti e hanno influenzato i mercati, poiché riflettevano con forza quella che sembrava essere la posizione del Comitato nel suo complesso, più che una semplice opinione personale. Si potrebbe discutere se fosse opportuno, o se avesse l'autorità, di parlare anche a nome degli altri membri; tuttavia, considerando che aveva partecipato alla conferenza stampa e che faceva riferimento alla riunione di luglio, i suoi commenti appaiono del tutto legittimi. Più sorprendenti sono state forse le dichiarazioni di Huw Pill che non vede la BoE avvicinarsi a un rialzo dei tassi, nonostante lui stesso continui a sostenerne la necessità. In ogni caso, è stata proprio la combinazione di questi interventi a contribuire in misura significativa alla riduzione della probabilità implicita di un rialzo dei tassi nella prossima riunione, così come riflessa nelle aspettative di mercato.

Nel complesso, tuttavia, quanto emerso è perfettamente coerente con il quadro di una banca centrale che, rispetto ai suoi omologhi, ha mantenuto un orientamento relativamente accomodante (dovish), pur a fronte di un'inflazione rimasta ben al di sopra dell'obiettivo per un periodo prolungato. In questo contesto, ritengo che la funzione di reazione della Bank of England e i suoi orientamenti siano ormai piuttosto chiari.

Il mercato dei tassi d'interesse nel Regno Unito, in particolare sul tratto a breve della curva dei rendimenti, è oggi relativamente poco liquido e tende quindi a registrare movimenti più volatili rispetto ad altri mercati. Ciò riflette anche il fatto che l'economia britannica è più esposta di altre agli shock macroeconomici legati ai prezzi dell'energia.

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Economia