Wall Street ai massimi, ma crescono le scommesse ribassiste
pubblicato:Perché gli investitori professionali aumentano gli short mentre gli indici aggiornano nuovi record

Wall Street continua a correre, ma gli investitori professionali aumentano le scommesse ribassiste
Mentre S&P 500, Nasdaq e Dow Jones aggiornano nuovi massimi storici, sotto la superficie del mercato si sta sviluppando una dinamica apparentemente contraddittoria.
Secondo i dati riportati da Bloomberg, lo short interest sulle azioni americane ha raggiunto i livelli più elevati almeno dal 2010, sia per i titoli dello S&P 500 sia per quelli del Russell 2000.
A prima vista il fenomeno appare paradossale. Dopo quasi quattro anni di mercato toro, ci si aspetterebbe infatti un entusiasmo crescente e una progressiva scomparsa delle posizioni ribassiste.
Al contrario, sempre più investitori professionali continuano a scommettere contro una parte del mercato americano, alimentando il dibattito su quanto il rally sia realmente sostenibile.
Perché lo short interest è ai massimi mentre Wall Street è sui record?
A prima vista sembra un controsenso: gli indici americani continuano ad aggiornare i massimi storici, ma contemporaneamente cresce il numero di azioni vendute allo scoperto.
In realtà esistono diverse dinamiche che possono convivere.
1. Molti hedge fund fanno strategie market neutral
Oggi gran parte dello short interest non è una scommessa direzionale contro Wall Street.
Molti fondi acquistano alcuni titoli e ne vendono allo scoperto altri dello stesso settore.
Ad esempio:
- •
long Nvidia
- •
short Intel
oppure
- •
long Palantir
- •
short una software house ritenuta sopravvalutata.
Il risultato è che lo short interest cresce senza implicare necessariamente aspettative di ribasso dell'intero mercato.
2. Boom dell'intelligenza artificiale: vincitori e vinti
L'AI sta creando una forte dispersione tra i titoli.
Molti investitori ritengono che una parte del mercato beneficerà enormemente dell'intelligenza artificiale, mentre altre società rischiano di perdere quote di mercato.
Per questo aumentano le vendite allo scoperto su numerose aziende considerate "perdenti", mentre continuano gli acquisti sui leader.
È uno scenario molto diverso da uno short generalizzato sull'indice.
3. Hedging di portafoglio
Molti investitori istituzionali oggi sono fortemente esposti all'azionario americano.
Piuttosto che vendere le posizioni, preferiscono:
- •
comprare put;
- •
vendere futures;
- •
aprire short su alcuni titoli.
Lo short diventa quindi una copertura del rischio, non necessariamente una previsione di imminente crollo.
4. Arbitraggio convertibili ed ETF
Una quota crescente dello short interest deriva da operazioni tecniche.
Chi compra:
- •
obbligazioni convertibili;
- •
ETF;
- •
prodotti strutturati;
spesso vende contemporaneamente il sottostante per neutralizzare parte del rischio.
Anche questo aumenta lo short interest senza riflettere un sentiment ribassista.
Perché il dato merita comunque attenzione
Il fatto che lo short interest abbia raggiunto livelli record è comunque insolito.
Storicamente, durante i bull market più maturi gli investitori tendono ad abbandonare progressivamente le posizioni ribassiste. Oggi, invece, accade il contrario.
Questo suggerisce che una parte importante del mercato continua a dubitare della sostenibilità del rally, soprattutto dopo quasi quattro anni di rialzi alimentati dalla rivoluzione dell'intelligenza artificiale e dalla sorprendente resilienza dell'economia americana.
In altre parole, il mercato continua a "scalare un muro di preoccupazioni" (climbing a wall of worry), una delle caratteristiche tipiche dei bull market più solidi.
È un segnale ribassista?
Non necessariamente.
Paradossalmente può persino rappresentare un fattore di sostegno.
Se gli indici continuano a salire:
- •
gli shortisti accumulano perdite;
- •
molti sono costretti a ricoprire le posizioni;
- •
le ricoperture generano nuovi acquisti;
- •
gli acquisti alimentano ulteriori rialzi.
È il classico short squeeze.
Più elevato è lo short interest, maggiore è il potenziale carburante per un'accelerazione del mercato se le notizie continuano a essere favorevoli.
Quando potrebbe trasformarsi in un segnale negativo?
Lo scenario cambierebbe se iniziassero a deteriorarsi contemporaneamente:
- •
gli utili societari;
- •
i dati macroeconomici;
- •
il mercato del lavoro;
- •
gli investimenti nell'intelligenza artificiale;
- •
le condizioni di liquidità.
In quel caso gli operatori ribassisti potrebbero trovare finalmente conferma alle proprie aspettative e l'elevato short interest assumerebbe un significato molto più preoccupante.
La vera anomalia di questo bull market
L'aspetto forse più sorprendente dei dati di Bloomberg è che il sentiment degli operatori professionali appare molto più prudente di quanto suggeriscano gli indici ai massimi storici.
Nelle grandi bolle speculative, come nel 2000 o nel 2021, prevalevano euforia diffusa, forte leva finanziaria e scarsissima propensione alle vendite allo scoperto.
Oggi il quadro è diverso: i listini sono ai record, ma una parte consistente degli investitori continua a mantenere coperture o posizioni ribassiste.
Questo significa che il mercato non sta salendo perché tutti sono ottimisti, ma nonostante una quota rilevante di scetticismo.
Finché il contesto macroeconomico, la crescita degli utili e il tema dell'intelligenza artificiale continueranno a sostenere gli investimenti, questo "muro di preoccupazioni" potrebbe addirittura alimentare ulteriormente il rialzo attraverso nuove ricoperture degli short.
Solo un deterioramento significativo dei fondamentali potrebbe trasformare l'attuale record di posizioni ribassiste in un autentico campanello d'allarme per Wall Street.
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