Recordati e Fiera Milano volano sui conti: analisi tecnica e nuovi target dopo le trimestrali

di FTA Online News pubblicato:
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Borsa Italiana: la società farmaceutica rompe gli indugi verso quota 52 euro, Fiera Milano migliora la guidance 2026 e chiude il gap tecnico. Ecco i livelli chiave da monitorare

Recordati e Fiera Milano volano sui conti: analisi tecnica e nuovi target dopo le trimestrali

Bel rialzo mercoledì per Recordati, che ha chiuso con un progresso del 3,97% a 51,80 euro, arrivando a toccare in seduta area 52 euro.

Un movimento che non nasce solo dall’analisi tecnica, ma soprattutto da conti trimestrali decisamente solidi. Il gruppo farmaceutico ha archiviato il primo trimestre con un utile netto in crescita del 22,4% a 153,1 milioni, mentre i ricavi consolidati sono saliti a 713,4 milioni di euro grazie soprattutto alla forte espansione del business delle malattie rare.

Ed è proprio questo il punto chiave: Recordati continua a trasformarsi sempre di più in una società ad alta marginalità e con forte esposizione a business specialistici e meno ciclici.

Molto forte il contributo dell’endocrinologia (+38%) e dell’onco-ematologia (+18%), mentre il segmento rare diseases cresce quasi del 15% e oltre il 22% a cambi costanti.

Anche la redditività resta impressionante: EBITDA a 283,6 milioni, pari a quasi il 40% dei ricavi.

Interessante anche il dato sul debito netto, sceso sotto i 2 miliardi, elemento che conferma una struttura finanziaria ancora molto gestibile nonostante le importanti acquisizioni degli ultimi anni.

La società ha confermato la guidance 2026, pur peggiorando leggermente l’impatto negativo dei cambi. Un segnale importante, perché dimostra fiducia sulla capacità del business di assorbire il contesto macro e valutario ancora complesso.

Sul titolo continua inoltre a pesare il tema della possibile OPA legata a CVC.
Secondo diverse indiscrezioni, il prezzo ipotizzato di circa 52 euro cum dividendo difficilmente sarebbe sufficiente per ottenere il delisting, tuttavia il mercato sembra iniziare a ragionare anche su un altro aspetto: un eventuale riassetto definitivo dell’azionariato eliminerebbe probabilmente il rischio di nuovi collocamenti del fondo, che da anni rappresentano un elemento frenante per il titolo.

Non a caso Equita ha confermato il giudizio buy con target price a 69 euro, sottolineando come il trimestre sia stato superiore alle attese praticamente a tutti i livelli.
La sensazione è che il mercato stia tornando a riconoscere a Recordati caratteristiche rare nel panorama europeo: crescita, elevata marginalità, visibilità sugli utili e una struttura industriale molto difensiva.

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Recordati, segnale tecnico importante sul grafico

Bel segnale tecnico per Recordati, che mercoledì ha confermato la forza mostrata dopo i conti trimestrali rompendo al rialzo una configurazione grafica molto interessante. Il titolo aveva già migliorato sensibilmente il quadro tecnico a fine marzo con il superamento della media mobile esponenziale a 100 giorni, ora passante in area 48,85 euro.

Da quel momento i prezzi hanno più volte utilizzato proprio quella media come supporto dinamico, costruendo progressivamente una fase laterale di consolidamento.

Nelle ultime settimane si è così formato un classico “rettangolo” di continuazione, con lato alto in area 50,80 euro. La rottura rialzista vista mercoledì rappresenta quindi un segnale tecnico importante, perché suggerisce la possibilità di una nuova accelerazione dopo la fase di accumulazione.

Dal punto di vista teorico, il target minimo del movimento — ottenuto proiettando l’ampiezza del rettangolo dal punto di breakout — si colloca in area 53,70 euro.
Oltre questo livello, la successiva resistenza significativa si trova in area 55,50 euro, zona che in passato aveva respinto più volte i tentativi di recupero.

Il quadro resterebbe costruttivo finché i prezzi rimarranno sopra area 50,50 euro. Solo una discesa sotto quel supporto riporterebbe il rischio di un ritorno verso la media mobile a 100 giorni.

La sensazione è che il mercato stia iniziando a prezzare non solo i conti solidi e la crescita del business rare diseases, ma anche la possibilità che venga progressivamente meno il “peso” delle incertezze legate all’azionariato e all’eventuale operazione su CVC.

Fiera Milano, azione in rally dopo la trimestrale e il miglioramento della guidance

Fiera Milano ha chiuso la seduta di ieri con un progresso superiore agli 8 punti percentuali dopo una trimestrale che ha sorpreso gli addetti ai lavori. Nei primi tre mesi del 2026 il gruppo ha conseguito ricavi pari a 126,4 milioni di euro in crescita del 98,4% su base annuale rispetto ai 62,7 del 2025, mentre l'EBITDA è cresciuto addirittura del 315,8% a 50,1 milioni rispetto ai 12,1 dello stesso periodo dello scorso anno.

Il risultato netto si è attestato a 27,7 milioni in forte crescita rispetto ai 3,2 milioni di euro del 2025 ed ai 7,6 milioni del 2024. In virtù di questi risultati, favoriti dalle attività relative ai recenti Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano-Cortina, il management ha migliorato la guidance 2026 portando i Ricavi a 380-400 milioni di euro dai 305-325 del precedente range e l'EBITDA a 100-110 milioni da 90-100.

Da segnalare inoltre che Fiera Milano ha perfezionato il closing dell'acquisizione del 70% di Made in Steel (importante evento internazionale dedicato all'intera filiera dell'acciaio) e del 15% di Stipa, azienda leader in Italia nel settore degli allestimenti fieristici personalizzati di alta gamma.

Fiera Milano, l'azione chiude il gap del 27 aprile

Grazie al rialzo di ieri il titolo è tornato a chiudere il gap down del 27 aprile a 7,98 euro, allontanandosi dal supporto in area 7,30, minimi della scorsa settimana ed area di transito della trendline che sale dai bottom di febbraio.

I prezzi restano comunque confinati all'interno del range di oscillazione che si protrae ormai da settembre, intervallo compreso tra 6,90 e 8,50 circa.

Solo con il superamento dell'estremo superiore di questo intervallo, meglio se ribadito in chiusura di ottava, il titolo invierebbe un nuovo segnale di forza che andrebbe a dare continuità al trend rialzista partito dai bottom del 2023 a quota 1,786, proiettando obiettivi sui record di oltre 20 anni fa a 9,63 circa.

Resistenza intermedia lungo tale cammino a quota 9,00. Sotto 7,30 invece probabile un nuovo test a 6,90 euro, la cui violazione aprirebbe ad una correzione più ampia che potrebbe estendersi fino a 6,00 euro.