Recupero per l'Asia-Pacific. Il Nikkei 225 guadagna il 2,68%
pubblicato:Dopo un'altra seduta di recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,55% giovedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza rialzista si è consolidata. Tra gli investitori continua a prevalere l'ottimismo per una soluzione negoziale del conflitto in Medio Oriente, nonostante l'Iran abbia ribadito di volere mantenere nel Paese l'uranio arricchito. Condizione che ovviamente va contro l'obiettivo dell'amministrazione di Donald Trump di azzerare il programma nucleare di Teheran. Incertezze che se non sui listini si riflettono invece su un nuovo recupero dei corsi del greggio. Il clima positivo per la regione viene evidenziato intanto da un rialzo intorno allo 0,80% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in crescita di quasi lo 0,10% fronte di un indebolimento di pari entità per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna il 2,68% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dell'1,00%). Sul fronte macroeconomico, in aprile il tasso d'inflazione è sceso in Giappone sull'1,4% annuo dall'1,5% di marzo (1,3% in febbraio, quando si era attestato sui minimi dall'1,2% dal marzo 2022). Il dato si conferma ancora sotto al 2% di target della Bank of Japan (BoJ), dopo che in gennaio era scivolato sotto tale soglia per la prima volta dopo 45 mesi. Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1% contro lo 0,4% di marzo. L'inflazione core è parimenti calata sull'1,4% annuo dall'1,8% di marzo (1,6% in febbraio), contro il declino limitato all'1,7% del consensus di Reuters.
Nei primi quattro mesi del 2026 le entrate fiscali sono salite in Cina del 3,5% annuo, a 8.340 miliardi di yuan (pari a 1.055 miliardi di euro al cambio attuale), in accelerazione rispetto al 2,4% del primo trimestre. La spesa pubblica è invece salita in Cina allo scorso 30 aprile dell'1,3% annuo, a 9.480 miliardi (1.200 miliardi di euro), contro il 2,6% precedente. Tutte in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,90% e l'1,20% rispettivamente, contro un progresso superiore al 2% per lo Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa l'1,10% (fa poco meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un'espansione intorno all'1,20%). A Seoul è di circa lo 0,30% il guadagno del Kospi, mentre a Sydney è stata dello 0,41% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura.
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