Sell-off per l'Asia-Pacific e il Nikkei 225 crolla del 3,95%

di FTA Online News pubblicato:
3 min

Dopo una partenza d'ottava ancora contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq Composite, deprezzatosi dello 0,18% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata in negativo mentre l'ottimismo per una possibile soluzione del conflitto in Medio Oriente lascia il passo ai timori per la sostenibilità del boom dell'intelligenza artificiale, in vista per altro delle trimestrali delle big tech Amazon.com, Meta Platforms e Microsoft.

Nvidia con un crollo del 4,99% era stata la peggiore del Dow Jones Industrial Average e sui mercati asiatici il comparto dei semiconduttori continua a perdere significativamente terreno, come evidenziato anche dai tracolli superiori al 10% registrati in Giappone da Tokyo Electron e Advantest e da quello di oltre il 17% dell'ex divisione di Toshiba Kioxia. E il clima di vero e proprio sell-off per la regione si concretizza in una flessione di oltre il 4% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in modesto progresso contro uno yen che rimane sostanzialmente invariato sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 crolla del 3,95% (fa meglio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque di un deciso 2,52%).

Sul fronte macroeconomico, in giugno il tasso d'inflazione core del Giappone stilato dalla Bank of Japan (BoJ) è rimasto stabile sul 2,7% annuo già registrato in maggio. Settimana scorsa il ministero nipponico di Affari Interni e Comunicazione aveva reso noto che l'inflazione core del Sol Levante (al netto degli alimenti freschi e benchmark su cui la BoJ ha il target del 2%) era aumentata in giugno sull'1,6% annuo dall'1,4% di aprile e maggio, in linea con il consensus di Reuters.

Tutte ampiamente in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa l'1,30% e il 2,80% rispettivamente, contro una flessione superiore al 3% per lo Shenzhen Composite. Frena anche Hong Kong: l'Hang Seng si muove appena sotto la parità (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un declino intorno allo 0,70%).

A Sydney è stato dello 0,60% il rialzo di un S&P/ASX 200 in controtendenza, mentre a Seoul è di oltre il 10% il tracollo del Kospi, appesantito ancora una volta da Samsung Electronics e Sk Hynix, in perdita del 13% circa. In luglio l'indice della fiducia dei consumatori della Corea del Sud è cresciuto ulteriormente a 106,8 punti dai 106,6 punti di giugno (106,1 punti in maggio, quando era ritornato dopo un solo mese sopra la quota di 100 punti che separa la prevalenza di ottimisti da quella di pessimisti).

RR - www.ftaonline.com