Sell-off per l'Asia-Pacific. Il Nikkei 225 affonda del 4,15%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo un'altra seduta contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,14% giovedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza è ampiamente ribassista.

Nonostante il rimbalzo del 15,74% di Micron Technology al Nasdaq, dopo una trimestrale che avrebbe dovuto restituire fiducia sull'intelligenza artificiale, è ancora un'estrema volatilità a segnare il settore tecnologico e in particolare il segmento dei chip.

A Tokyo SoftBank Group precipita di oltre il 12% (la conglomerata nipponica è molto esposta all'intelligenza artificiale) mentre i due big sudcoreani delle memorie Sk Hynix e Samsung Electronics segnano crolli superiori al 9% e al 7% rispettivamente. E il clima negativo per la regione si concretizza in un sell-off di ben oltre il 3% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è piatto a fronte di un rafforzamento di circa lo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 affonda del 4,15% (fa meglio l’indice più ampio Topix, comunque in calo dell'1,32%), bruciando più di 3.000 punti in una sessione.

Sul fronte macroeconomico, in giugno il tasso d'inflazione è salito nella regione di Tokyo (considerata un benchmark per l'intero Giappone) sull'1,7% annuo dall'1,4% di maggio (1,5% in aprile). L'indice core dei prezzi al consumo è invece cresciuto all'1,6% annuo dall'1,3% precedente (1,5% in aprile), in linea con il consensus. Il dato rimane comunque per il quinto mese consecutivo sotto al target del 2,0% della Bank of Japan (BoJ) dopo esserci scivolato in febbraio per la prima volta dall'ottobre 2024.

Secondo il consensus di Bloomberg la People's Bank of China (PboC) prezzerà all'1,35% e prime operazioni di reverse repo al debutto lunedì 29 giugno. Il tasso si confronta con quello dell'1,4% applicato alle operazioni di pronti contro termine inverse standard a sette giorni, parametro di riferimento e che è rimasto invariato dal maggio dello scorso anno.

Tutte ampiamente in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa l'1,90% e il 2,70% rispettivamente, contro un declino intorno al 2,60% per lo Shenzhen Composite. Molto male anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in ribasso di circa l'1,90% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un crollo di quasi il 4%). A Seoul è superiore al 7% il tracollo del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,18% il guadagno di un S&P/ASX 200 in chiusura.

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