Shanghai e Shenzhen in calo. Il Nikkei 225 guadagna l'1,20%
pubblicato:Dopo una seduta di recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,30% giovedì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza in positivo è stata ampiamente confermata.
Oltre a un nuovo recupero per il settore tecnologico, confermato dal rimbalzo di oltre l'11% di Softbank Group Corporation a Tokyo, c'è da registrare un calo del prezzo del petrolio dopo che Donald Trump ha dichiarato che l'Iran avrebbe telefonato per chiedere di tornare a trattare un accordo. Secondo quanto riporta la Cnbc, citando Ms Now (l'ex Msnbc), Qatar e Pakistan starebbero cercando di riportare Washington e Teheran al tavolo dei negoziati. E il clima decisamente rialzista per la regione si concretizza in un progresso superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in declino di oltre lo 0,10% a fronte di un progresso di quasi lo 0,50% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,20% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,39%).
Sul fronte macroeconomico, in giugno i prezzi alla produzione sono rimbalzati in Giappone del 7,1% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto al 6,6% della lettura finale di maggio (e al 5,3% di aprile) e sopra al progresso del 6,8% del consensus. Si tratta della crescita più elevata dal 7,4% registrato nel marzo 2023. Su base sequenziale l'indice dei prezzi alla produzione è invece salito dello 0,4% contro l'1,1% precedente (2,8% in aprile) e l'incremento dello 0,3% stimato dagli economisti.
Nel primo semestre 2026 i viaggi transfrontalieri sono saliti in Cina del 10,8% annuo a un totale di 369 milioni. Gli ingressi senza visto sono invece rimbalzati del 30,6% annuo a 17,8 milioni, pari al 77,7% del totale dei viaggi realizzati da stranieri.
Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa circa lo 0,30% e l'1% rispettivamente contro una flessione intorno allo 0,30% anche per lo Shenzhen Composite.
Molto bene invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in rialzo di oltre l'1% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una crescita intorno all'1,30%). A Seoul è superiore al 3% il rally del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,50% il rialzo dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.
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