Wall Street da record: dieci settimane consecutive di rialzo sono un rischio eccesso?

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

L'S&P 500 punta a una striscia che non si vede dal 1985

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S&P 500: dieci settimane consecutive di rialzo, forza straordinaria o segnale di eccesso?

Una serie di rialzi che si vede raramente nella storia

L'S&P 500 arriva da una sequenza impressionante. Dopo l'ottavo rialzo giornaliero consecutivo e i nuovi massimi storici registrati lunedì, il mercato americano si trova in una situazione che non si vedeva da molti anni.

Se l'indice dovesse chiudere positivamente anche questa settimana, metterebbe a segno la decima settimana consecutiva di rialzo, un evento che non si verificava dal 1985.

Già questo dato basta a far capire quanto sia forte il trend in atto.

Dal minimo di aprile il recupero è stato praticamente verticale. Il grafico giornaliero mostra una successione quasi perfetta di massimi e minimi crescenti, con i prezzi che continuano a rimanere ben al di sopra della media mobile esponenziale a 10 giorni, passante in area 7505 punti, mentre la media a 50 giorni sale rapidamente verso 7200 punti.

Wall Street da record: dieci settimane consecutive di rialzo sono un rischio eccesso?

Sul grafico settimanale la situazione è ancora più evidente. La media mobile esponenziale a 5 settimane continua a correre sopra quella a 20 settimane e non mostra al momento alcun segnale di inversione.

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Trend fortissimo non significa automaticamente ipercomprato

Molti investitori, di fronte a una sequenza di rialzi così lunga, iniziano automaticamente a parlare di ipercomprato.

In realtà bisogna fare attenzione.

Uno dei grandi errori dei mercati è confondere la forza con la debolezza.

I mercati realmente forti tendono infatti a rimanere in condizioni di apparente ipercomprato molto più a lungo di quanto la maggior parte degli investitori immagini.

Chi avesse venduto Nvidia, Microsoft o il Nasdaq semplicemente perché "erano saliti troppo" negli ultimi anni avrebbe perso una parte consistente del movimento.

Le statistiche mostrano che le fasi di forte momentum tendono spesso ad autoalimentarsi: nuovi massimi attirano nuovi compratori, i gestori sottoinvestiti rincorrono il mercato e gli algoritmi continuano ad aumentare l'esposizione.

Da questo punto di vista la serie di rialzi consecutivi rappresenta soprattutto una conferma della straordinaria forza del trend.

Ma i segnali di eccesso iniziano ad accumularsi

Questo non significa che il rischio sia assente.

Più un mercato sale rapidamente e più aumenta la probabilità di assistere a una fase di consolidamento o a una correzione intermedia.

Sul grafico giornaliero l'S&P 500 si trova ormai molto distante dalla media mobile a 50 giorni. Anche sul settimanale la distanza dalle medie si sta ampliando in modo significativo.

Inoltre il sentiment degli investitori è tornato estremamente positivo, mentre la volatilità resta compressa.

Storicamente queste condizioni non generano necessariamente inversioni immediate, ma spesso precedono fasi di rallentamento o movimenti laterali necessari per riassorbire gli eccessi.

La differenza rispetto a molte altre fasi speculative

C'è però un elemento che distingue il mercato attuale da molte fasi speculative del passato.

Il rally non è sostenuto esclusivamente dalla liquidità o dall'entusiasmo degli investitori.

Dietro la salita ci sono anche utili aziendali in crescita e investimenti senza precedenti nell'intelligenza artificiale.

Le principali società che guidano il mercato — Nvidia, Microsoft, Alphabet, Amazon e Meta — stanno investendo centinaia di miliardi di dollari in infrastrutture AI e continuano a generare enormi flussi di cassa.

Questo rende il quadro molto diverso rispetto alla fase finale della bolla Internet del 2000.

Forza estrema oggi, ma attenzione ai primi segnali di deterioramento

La conclusione è che, allo stato attuale, la sequenza di rialzi va interpretata più come un segnale di forza eccezionale che come un segnale ribassista.

I mercati raramente mettono a segno otto sedute consecutive e potenzialmente dieci settimane consecutive di rialzo quando si trovano all'inizio di una fase di debolezza strutturale.

Tuttavia, proprio perché il trend è diventato così esteso, aumenta l'importanza dei livelli tecnici di breve periodo.

Finché l'S&P 500 resterà sopra la media mobile esponenziale a 10 giorni e continuerà a costruire massimi e minimi crescenti, il trend resterà chiaramente rialzista.

La comparsa di qualche settimana negativa non sarebbe necessariamente un segnale preoccupante. Anzi, dopo una corsa così intensa, una fase di consolidamento sarebbe persino fisiologica.

Il vero campanello d'allarme arriverebbe solo con una violazione della struttura di minimi crescenti costruita dal minimo di aprile e con un ritorno stabile sotto la media mobile a 50 giorni.

Fino ad allora, il mercato continua a comportarsi come fanno i mercati più forti: salire più a lungo e più in alto di quanto la maggior parte degli investitori ritenga possibile.

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