Stellantis e Eni tra svolte industriali e volatilità: analisi e livelli tecnici
pubblicato:Il mercato premia il piano di riconversione di Stellantis (+6,79%), mentre Eni guarda al rimbalzo del petrolio e al nuovo progetto della bioraffineria di Priolo

Stellantis rimbalza con forza: il mercato apprezza il piano di riconversione industriale
Ottima performance per Stellantis, che venerdì ha chiuso la seduta con un rialzo del 6,79% a 7,441 euro, dopo aver oscillato tra 6,955 e 7,441 euro.
Il movimento rappresenta un segnale di reazione importante dopo la fase di debolezza che aveva caratterizzato il titolo negli ultimi mesi, in linea con le difficoltà vissute dall’intero settore automobilistico europeo.
A sostenere il recupero contribuiscono anche le novità strategiche relative allo storico stabilimento di Poissy, in Francia. Il gruppo ha infatti annunciato che entro la fine del 2028 verrà sospesa la produzione di autovetture nello stabilimento, attivo dal 1938, ma il sito non verrà chiuso: sarà invece oggetto di una profonda riconversione industriale orientata ad attività considerate più coerenti con l’evoluzione del settore automotive.
Il progetto prevede la trasformazione delle linee produttive verso la produzione di componentistica, sia per nuovi veicoli sia per il mercato dei ricambi, oltre allo sviluppo di attività legate al ricondizionamento e al riciclo di veicoli usati.
All’interno del sito sarà inoltre realizzato un centro dedicato alla stampa 3D di componenti destinati alla produzione di piccoli lotti e alla prototipazione per attività di ricerca e sviluppo. La riconversione consentirà di migliorare l’utilizzo della capacità produttiva, attrarre nuovi investimenti e garantire continuità occupazionale.
Secondo quanto indicato dal gruppo, il piano permetterà di mantenere circa 1.000 posti di lavoro fino al 2030, accompagnando la trasformazione con percorsi di formazione coerenti con le nuove attività industriali previste.
Attualmente lo stabilimento di Poissy produce modelli come DS3 e Opel Mokka e rappresenta uno dei principali impianti del gruppo in Francia. Il management ha sottolineato come il progetto si inserisca in una strategia più ampia di adattamento a un settore in profonda trasformazione, caratterizzato da elettrificazione, innovazione tecnologica e crescente attenzione all’economia circolare.
Il rimbalzo del titolo suggerisce che il mercato stia iniziando a valutare con maggiore attenzione le iniziative finalizzate a rendere la struttura industriale più efficiente e sostenibile nel lungo periodo. Dopo una fase complessa per il comparto automotive, la capacità di dimostrare flessibilità e visione strategica rappresenta un elemento chiave per rafforzare la fiducia degli investitori.
Le prossime sedute saranno utili per capire se il recupero potrà consolidarsi e contribuire a migliorare il quadro tecnico del titolo, ancora impegnato a ricostruire una struttura più stabile dopo la correzione degli ultimi mesi.
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Stellantis, l'azione testa livelli di rilievo
Il titolo Stellantis ha testato con il massimo di venerdì a 7,455 euro il minimo del 5 agosto 2025 a 7,451 euro, livello che in passato aveva generato una significativa reazione rialzista grazie alla formazione di una candela hammer. Si tratta di un riferimento tecnico particolarmente interessante, perché livelli che hanno funzionato da supporto durante un’inversione spesso tendono a trasformarsi in resistenze rilevanti quando vengono testati dal basso.
Il recupero delle ultime settimane è stato molto significativo: dai minimi del 23 febbraio a 5,306 euro il titolo è salito fino a 7,455 euro, con un progresso di circa +40,5% in meno di due mesi. Un movimento rapido che evidenzia un deciso miglioramento del sentiment sul titolo dopo la fase di forte debolezza che aveva caratterizzato l’inizio dell’anno.
Dal punto di vista grafico, il superamento deciso della soglia psicologica dei 7,50 euro potrebbe aprire spazio a un ulteriore allungo verso 8,13 euro, livello corrispondente al lato alto del gap ribassista aperto il 6 febbraio.
La chiusura di gap di questo tipo rappresenta spesso un obiettivo naturale dopo movimenti di recupero particolarmente rapidi, soprattutto quando il rimbalzo avviene dopo una fase di ipervenduto marcato. Il recente breakout della trendline ribassista di breve periodo conferma il miglioramento del quadro tecnico, suggerendo che il mercato stia progressivamente riassorbendo la pressione ribassista accumulata nei mesi precedenti.
Sul lato inferiore, un primo livello di supporto è individuabile in area 6,95 euro, corrispondente al massimo del 27 febbraio. La tenuta di questo livello manterrebbe intatto il momentum positivo costruito nelle ultime settimane.
Una fase di consolidamento dopo un rialzo del 40% sarebbe del tutto fisiologica: solo discese sotto 6,50 euro aumenterebbero il rischio di un movimento correttivo più ampio, con possibile estensione verso 6,09 euro, dove si colloca il lato inferiore del gap rialzista aperto il 1° aprile. In sintesi, Stellantis si trova ora di fronte a un passaggio tecnico importante: il superamento di area 7,50 euro potrebbe favorire un’ulteriore estensione del recupero verso la zona degli 8 euro, mentre eventuali pause del movimento rialzista non comprometterebbero il quadro tecnico fintanto che i prezzi resteranno sopra i principali supporti costruiti durante il rimbalzo primaverile.
Eni reduce dalla brutta sedutà venerdì con il calo del petrolio
Eni ha registrato un forte calo venerdì arretrando del 7% in scia al crollo del prezzo del petrolio, calato del 10% e tornato sui minimi da oltre un mese (WTI attorno a 81 dollari al barile).
Questa mattina tuttavia alla riapertura dei mercati il prezzo del WTI è nuovamente in risalita del 5% e si attesta attorno a quota 87,50, circostanza che almeno in avvio dovrebbe agevolare un rimbalzo da parte del titolo.
La scorsa settimana Exane BNP Paribas ha comunque migliorato il giudizio su Eni da Neutral a Outperform e incrementato nettamente il prezzo obiettivo da 16,00 a 27,50 euro.
Barclays ha invece confermato raccomandazione Overweight e prezzo obiettivo a 28,50 euro. Gli analisti della banca inglese hanno però ridotto le stime su EBIT e utile rettificato (-10% e -16% rispettivamente) del primo trimestre (i dati usciranno questa settimana, il 24 aprile).
Da segnalare intanto la firma del contratto tra Eni Industrial Evolution e Saipem per la realizzazione della nuova bioraffineria di Priolo, in Sicilia, progetto annunciato il 3 febbraio scorso da Eni e Q8 Italia.
Il contratto, il cui valore al suo completamento ammonta a circa 700 milioni di euro, prevede come termine dei lavori la fine del 2028 e comprende le attività di Engineering, Procurement and Construction.
Eni, l'azione invia segnali rischiosi
Graficamente il ribasso di venerdì ha spinto i prezzi fino sul 38,2% di ritracciamento del rialzo partito a dicembre, provocando la violazione della linea che unisce i minimi del 23 marzo con quelli dell'8 aprile, circostanza che sembra confermare la formazione di un testa e spalle ribassista nell'ultimo mese potenzialmente in grado di spingere le quotazioni in area 19,70, dove transita la media esponenziale a 100 sedute (conferme in tal senso sotto 21,40).
Nel breve atteso un rimbalzo dopo il calo di venerdì ma i prezzi dovranno trovare la forza per chiudere una seduta al di sopra di quota 22,50 almeno per riuscire ad allentare le tensioni e riprendere così il cammino di crescita che oltre 23,00 euro potrebbe riavvicinarli ai recenti massimi in area 25,00.