Strage familiare di Pietralata, Nico Acampora di PizzAut attacca le "istituzioni accecate dalle burocrazie"

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

"I genitori vengono trasformati in caregiver a vita, fantasmi senza diritti", scrive Nico Acampora

Strage familiare di Pietralata, Nico Acampora di PizzAut attacca le "istituzioni accecate dalle burocrazie"
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"Sarebbe troppo facile" liquidare la strage familiare di Pietralata come "una tragedia della follia". Perché "questa famiglia non è crollata da sola", bensì "è stata spinta nel baratro da istituzioni assenti, sorde e accecate dalle loro burocrazie". Lo mette nero su bianco Nico Acampora, fondatore di PizzAut, in una nota pubblicata sui social. La morte di Luca Abbasciano (42 anni), Valentina Pambianco (41), della piccola Bianca (5) e del cane Teo ha aperto un ventaglio di dolore e protesta, con appelli rivolti al governo da parte dei care giver e dibattiti sulla salute mentale, il sostegno dei servizi sociali e la solitudine di chi viene sopraffatto dalla disperazione.

La lettera di Nico Acampora di PizzAut

"Bianca, scusaci. Scusaci tutti". Caratteri bianchi su sfondo nero. Questo è il messaggio che Nico Acampora, fondatore di PizzAut, lancia alla piccola Bianca, la bimba di 5 anni morta nella strage familiare di Pietralata, a Roma, accanto ai genitori Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e il suo amato cane Teo.

Acampora non usa mezzi termini. In una nota pubblicata sui social nella tarda serata di martedì 1° settembre punta il dito contro le istituzioni, che considera "assenti, sorde e accecate dalle loro burocrazie".

 

"Quando un padre e una madre arrivano a pensare che l'unica 'salvezza' per la propria bambina sia la morte, significa che intorno a loro c'è il deserto. Significa che le nostra società e le nostre istituzioni hanno fallito su tutta la linea", scrive il fondatore di PizzAut.

E aggiunge che "oggi in Italia avere un figlio con una grave disabilità è diventato un lusso che non tutti possono permettersi. È un lusso economico, emotivo, psicologico, che nell'isolamento porta alla disperazione". Ancora: "I genitori vengono trasformati in caregiver a vita, fantasmi senza diritti, lasciati soli a combattere ogni giorno contro la burocrazia prima ancora che contro la disabilità". Infine, una preghiera per la bambina: "Piccola Bianca, ti chiedo scusa a nome di un mondo che non ha saputo proteggerti".

L'influenza prima della tragedia

Open ha raccolto le dichiarazioni di una vicina della famiglia trovata morta in via dell'Antracite 12. La donna spiega che Luca e Valentina, nelle settimane precedenti, avevano contratto "influenza e gastroenterite", patologie "che potevano essere fatali per la piccola, costretta a vivere con un velo a proteggerla".

La bambina "faticava ad addormentarsi e si svegliava prestissimo", è dunque possibile che "la mamma e il papà fossero esasperati, che non vedessero via d’uscita".

Il ruolo del neuroscienziato José Roberto Trujillo nella strage familiare di Pietralata

Sempre Open, citando Il Messaggero, riporta che da qualche tempo Luca Abbasciano e Valentina Pambianco avevano conosciuto il neuroscienziato José Roberto Trujillo, messicano, fondatore della NeuroCytonix Inc. che promuoveva l'uso del dispositivo Neurocytotron, che agisce con onde elettromagnetiche a bassa frequenza per curare patologie neurologiche gravi, come la paralisi cerebrale.

Bianca, infatti, soffriva di paralisi cerebrale sin dalla nascita. Luca e Valentina avevano scoperto Trujillo su Internet e avevano deciso di affidargli le cure per la loro bambina. Il Messaggero ha intervistato Feliciana Manna, amica della coppia e madre di una ragazza affetta da una malattia rara, che ha riferito che ogni ciclo di terapia costava a Luca e Valentina "70-80 mila euro". La coppia aveva tentato di venirne a capo con le proprie risorse, che col tempo erano finite.

La Food and Drug Administration non ha mai approvato gli studi del dottor Trujillo sulla paralisi cerebrale.