Giallo di Noemi Impellizzeri a Riposto, trovato un cellulare nella casa della donna: cosa sappiamo

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Il dispositivo potrebbe aiutare gli inquirenti a ricostruire le relazioni di Noemi

Giallo di Noemi Impellizzeri a Riposto, trovato un cellulare nella casa della donna: cosa sappiamo
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Il lavoro dei Ris di Messina all'interno dell'abitazione di via Circumvallazione, a Riposto (Catania), è in corso. I militari della sezione scientifica dell'Arma stanno cercando di mappare tutte le fasi e i dettagli presenti all'interno della "bassa" in cui viveva Noemi Impellizzeri, e nella quale la 34enne ha incontrato la morte. Nel frattempo, secondo un'indiscrezione arrivata da Ore 11, gli inquirenti avrebbero estratto un cellulare dalla casa. Potrebbe essere utile a ricostruire le dinamiche relazionali della donna.

I Ris hanno trovato un cellulare nell'abitazione di Noemi Impellizzeri

Come anticipato, l'indiscrezione arriva da una corrispondente di Ore 11, che nel corso della puntata di mercoledì 2 settembre si trova di fronte all'abitazione di via Circumvallazione. All'interno è in corso d'opera il lavoro dei Ris dei carabinieri di Messina. L'inviata fa sapere che dalla casa in cui viveva Noemi Impellizzeri è stato estratto "un cellulare di colore azzurrino".

La stessa inviata precisa che il dispositivo era già presente durante il primo sopralluogo, ma che gli inquirenti non lo hanno prelevato subito per ragioni di carattere investigativo. Il cellulare potrebbe essere utile a ricostruire le relazioni di Noemi, ma anche a verificare se corrispondano al vero le dichiarazioni di Tony Proietto, il 38enne di Giarre (Catania) ora indagato per omicidio.

La versione di Tony Proietto

Come noto, Tony Proietto ha raccontato di aver avuto gli ultimi contatti con Noemi alle 4:30 di venerdì 21 agosto. Quelle ore del mattino sarebbero state oltremodo turbolente: secondo la versione dell'uomo, Noemi si sarebbe recata in casa sua a Giarre accompagnata da un uomo di cui non è ancora nota l'identità. La donna avrebbe voluto trascorrere la notte da Tony, ma quest'ultimo, essendo sposato e con figli - la famiglia vivrebbe in Olanda - le avrebbe chiesto di mantenersi distante anche per ragioni di reputazione: tra i residenti sarebbe circolata la voce di una loro presunta relazione.

Quindi Proietto avrebbe riaccompagnato Noemi a Riposto. Alle 4:30, una volta che l'uomo era rientrato a Giarre, la ragazza lo avrebbe videochiamato e durante la conversazione gli avrebbe confessato di provare amore per lui, minacciando anche di suicidarsi mentre mostrava una corda. Alle 2 di domenica 23 agosto, quindi, preoccupato per il lungo silenzio della donna, Proietto avrebbe raggiunto l'abitazione di Noemi e lì avrebbe trovato la donna impiccata, ma nella casa non avrebbe notato principi di incendio. Secondo l'indagato, quindi, quello di Noemi sarebbe stato un suicidio.

I dubbi sul giallo di Riposto

Il cellulare di Tony Proietto è ora a disposizione degli inquirenti. La Procura di Catania ha iscritto il 38enne nel registro degli indagati dopo aver notato delle incongruenze nella sua versione dei fatti. In primo luogo, dopo aver trovato il cadavere l'uomo non ha avvertito i soccorsi né la famiglia di Noemi. "Non trovato le parole giuste", la sua spiegazione.

Alle 4:30 del 23 agosto, dopo che una vicina aveva chiamato i vigili del fuoco avendo notato il fumo che proveniva dall'abitazione della 34enne, Proietto avrebbe taciuto sul ritrovamento anche di fronte ai familiari della ragazza, accorsi sul luogo in cui divampava il rogo.