"Valentina aveva smesso di sorridere", cosa emerge sulla strage familiare di Pietralata

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Dopo il parto, Valentina Ambasciano aveva smesso di sorridere. I vicini ricostruiscono il dolore della famiglia trovata morta a Pietralata

"Valentina aveva smesso di sorridere", cosa emerge sulla strage familiare di Pietralata

Dal fine settimana appena trascorso avevano interrotto ogni contatto. E la storia di Luca Ambasciano e Valentina Pambianco assume sempre di più i contorni di un'implosione, sfogata con pallottole esplose probabilmente prima sulla figlia Bianca, 5 anni, poi sul cane Teo e infine sulla coppia. Chi abbia sparato è ancora da verificare, ma una vicina racconta che da tempo la famiglia aveva progressivamente diradato i rapporti con l'esterno. "Valentina aveva smesso di sorridere", racconta.

Il racconto di una vicina

Corriere della Sera ha raccolto la testimonianza di Cristina, una vicina e conoscente di Luca e Valentina, che ha rivelato che il padre della donna, Sandro, aveva acquistato per la coppia quella villetta in via dell'Antracite 12.

"È stato lui a rimetterla a posto in questa zona dove c’erano solo baracche e orti urbani. Ma per Valentina, la sua unica figlia, e il marito Luca avrebbe fatto questo e altro", racconta Cristina.

La malattia della figlia

Per il momento non è dato sapere quale malattia affliggesse la piccola Bianca, che stava per compiere 6 anni. Il minisindaco del IV Municipio, Massimiliano Umberti, all'Adnkronos ha riferito che Bianca era "disabile grave" e che la famiglia era "seguita dai nostri servizi sociali".

Altri conoscenti della coppia raccontano che Luca e Valentina "avevano tentato di tutto" per migliorare la qualità della vita di Bianca. "Avevano anche pensato di portarla da uno specialista in Messico", aggiungono.

Valentina Pambianco aveva lavorato fino al 2020, quando - scrive Roma Today - aveva preso la decisione di occuparsi esclusivamente dell'accudimento e della salute della figlia. Luca, che aveva un lavoro come tecnico informatico, aveva convertito l'abitazione in uno studio per poter continuare a operare in smart working e stare vicino alla famiglia. La vicina di casa Sara racconta a Repubblica: "Avevano voluto tanto questa bambina che poi era nata con molti problemi. Temevano che non avrebbe vissuto a lungo e questa cosa li logorava".

La scoperta della strage familiare

Repubblica ha raccolto le prime dichiarazioni della sorella di Luca Ambasciano. Proprio a lei il 42enne avrebbe rivolto uno dei tanti bigliettini rinvenuti nell'abitazione di via dell'Antracite 12: "Prenditi cura di papà". E proprio lei, alle 13 di lunedì 31 agosto, ha chiamato i carabinieri per dare l'allarme.

"Non li sentivo da tre giorni e mi sono preoccupata. Temevo fosse successo qualcosa". I carabinieri di Montesacro e i militari del comando provinciale di Roma, ora, ipotizzano che la tragedia potrebbe essersi consumata sabato 29 agosto, quando tra la famiglia e il mondo esterno si sono interrotti i contatti.

Le indagini sul dramma di Pietralata

Ora i carabinieri passeranno al setaccio tutto ciò che è stato trovato all'interno dell'abitazione, dai bigliettini alla pistola Glock che Luca Ambasciano aveva acquistato e che deteneva regolarmente.

Il Corriere della Sera scrive che l'esame dello stub aiuterà a capire chi, tra Luca e Valentina, abbia sparato.