Technogym prova a reagire dal supporto dei 12 euro: sul grafico compare una dragonfly doji
pubblicato:Il titolo chiude a 12,77 euro dopo essere sceso fino a 12,20: il 61,8% di Fibonacci contiene per ora le vendite. Intesa Sanpaolo conferma il target a 18 euro, mentre Equita mantiene il Buy con obiettivo a 22 euro nonostante il nuovo cambio di CFO

Seduta ancora negativa ma tecnicamente interessante per Technogym, che mercoledì ha chiuso a 12,77 euro, in calo dell’1,08%, dopo avere oscillato tra un minimo di 12,20 e un massimo di 12,87 euro.
Nel corso della giornata il titolo ha subito una nuova accelerazione ribassista, avvicinandosi alla soglia dei 12 euro, ma ha successivamente recuperato quasi interamente la flessione intraday. La chiusura è avvenuta sostanzialmente sul livello di apertura e vicino alla parte alta dell’intervallo giornaliero.
La particolare struttura della candela — corpo estremamente ridotto, lunga ombra inferiore e ombra superiore contenuta — può essere classificata come una dragonfly doji, o come una configurazione molto vicina a essa.
La figura assume rilievo perché compare dopo una discesa molto estesa e in prossimità di un importante supporto tecnico. Non rappresenta ancora un segnale completo di inversione, ma mostra che i compratori sono riusciti a respingere il tentativo di affondo verso 12 euro.
Una dragonfly doji dopo una lunga discesa
La dragonfly doji si forma quando, nel corso della seduta, i venditori spingono i prezzi nettamente al ribasso, ma la domanda riesce successivamente a riportarli vicino al livello di apertura.
Nel caso di Technogym, le quotazioni sono scese fino a 12,20 euro, per poi recuperare e chiudere a 12,77, appena un centesimo sopra l’apertura indicata a 12,76 euro.
Il comportamento suggerisce che sotto 12,50 euro è emerso un interesse in acquisto. Dopo mesi di ribasso, alcuni investitori potrebbero avere considerato eccessiva la flessione oppure sufficientemente interessanti le valutazioni raggiunte.
La figura necessita tuttavia di una conferma. Un rialzo nella seduta successiva e il superamento del massimo a 12,87 euro aumenterebbero la probabilità che sia stato raggiunto almeno un minimo di breve periodo.
Una nuova discesa sotto 12,20 euro cancellerebbe invece il primo segnale di reazione e riporterebbe il titolo verso il supporto principale a 12 euro.
Il 61,8% di Fibonacci sostiene i prezzi
La fascia dei 12 euro coincide con il 61,8% di ritracciamento del rialzo sviluppatosi dal minimo di settembre 2022 al massimo raggiunto nel maggio 2026.
Il set di Fibonacci è tracciato dal minimo al massimo e individua quindi correttamente i supporti durante la successiva discesa dei prezzi.
Il movimento rialzista era partito da valori vicini a 5,90-6 euro e aveva condotto Technogym fino all’area dei 21,80-22 euro. Il successivo ribasso ha già violato i supporti del 23,6%, del 38,2% e del 50%, raggiungendo ora il 61,8% in area 12 euro.
La coincidenza tra questo livello e una soglia psicologica rafforza l’importanza del supporto. La reazione dal minimo di 12,20 mostra che il mercato ha iniziato a riconoscerne la presenza.
I precedenti livelli di Fibonacci violati restano supporti appartenenti al movimento originario e non devono essere trasformati in resistenze durante un eventuale recupero. Per individuare le resistenze del rimbalzo occorre fare riferimento alla struttura dei prezzi oppure calcolare un nuovo set di ritracciamenti dal massimo al minimo della discesa.
I livelli da monitorare
Il primo segnale positivo arriverebbe con il superamento del massimo della dragonfly doji a 12,87 euro. Sopra questo livello, Technogym potrebbe tentare un recupero verso l’area 13-13,20 euro.
La fascia compresa tra 13,30 e 13,50 euro rappresenta un ostacolo più significativo, perché ha contenuto diversi tentativi di stabilizzazione durante agosto. Un ritorno sopra questa zona permetterebbe di interrompere la sequenza di massimi decrescenti di brevissimo periodo.
Le successive resistenze ricavate dall’andamento dei prezzi sono individuabili a 13,80-14 euro, 14,50 euro e 15,50-15,80 euro.
Sul lato opposto, il minimo a 12,20 euro rappresenta il primo riferimento. La sua perdita esporrebbe direttamente il supporto dei 12 euro.
Una chiusura sotto 12 euro determinerebbe un ulteriore deterioramento del quadro tecnico e negherebbe il potenziale segnale di inversione offerto dalla dragonfly doji. In quel caso diventerebbe possibile un’estensione della discesa verso 11,50 euro e successivamente verso la fascia 10,50-11 euro.
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Intesa Sanpaolo conferma il Buy
Nonostante la debolezza del titolo, Intesa Sanpaolo ha confermato la raccomandazione Buy e il prezzo obiettivo a 18 euro.
Rispetto alla chiusura di 12,77 euro, il target implica un potenziale rialzo di circa il 41%. La valutazione suggerisce che, secondo gli analisti, le quotazioni attuali incorporino già uno scenario particolarmente prudente sulla crescita futura.
Anche Equita SIM mantiene una visione positiva, con raccomandazione Buy e target price a 22 euro. In questo caso il potenziale teorico rispetto ai livelli attuali supera il 70%.
La notevole distanza tra le quotazioni e i target degli analisti riflette il forte ridimensionamento subito dal titolo: dal massimo di maggio vicino a 22 euro, Technogym ha perso oltre il 40%.
William Marabini lascia il ruolo di CFO
Sul titolo pesa la notizia delle dimissioni del direttore finanziario William Marabini, efficaci dal 1° settembre. Il comunicato della società non ha indicato esplicitamente le motivazioni dell’uscita. Secondo quanto ricostruito dagli analisti, Marabini avrebbe deciso di lasciare Technogym per perseguire nuove opportunità professionali dopo circa vent’anni all’interno del gruppo.
La responsabilità della funzione Amministrazione, finanza e controllo passa a Carlo Capelli, manager in Technogym dal 2002, membro del consiglio di amministrazione e già amministratore con delega alla finanza e al controllo dal 2008.
La scelta di Capelli garantisce una significativa continuità operativa. Il nuovo responsabile conosce profondamente il gruppo, la sua struttura finanziaria e i meccanismi interni di controllo.
Il quinto CFO dall’IPO
Il mercato guarda comunque con attenzione alla frequenza dei cambiamenti nella funzione finanziaria. Capelli è infatti il quinto CFO di Technogym dall’IPO del 2016. Secondo gli analisti, il nuovo avvicendamento conferma sia l’elevato turnover dei dirigenti sia la preferenza della società per candidati interni nella gestione della funzione finanziaria.
La continuità offerta da Capelli limita il rischio di discontinuità immediata, ma la frequenza dei cambi di CFO può alimentare interrogativi sulla stabilità manageriale, sull’organizzazione interna e sulla capacità di trattenere figure dirigenziali nel lungo periodo.
L’uscita di Marabini arriva inoltre in una fase delicata: il 2026 viene considerato un anno di transizione e il titolo ha già registrato una performance molto debole.
Equita non si attende riflessi operativi immediati dalla notizia, ma il mercato potrebbe richiedere ulteriori rassicurazioni in occasione delle prossime comunicazioni societarie.
Fiducia sugli obiettivi dell’intero esercizio
Durante la conference call sui risultati del primo semestre, tenuta all’inizio di agosto, Technogym era apparsa fiduciosa sulla possibilità di raggiungere le attese di mercato per l’intero 2026.
Il consensus prevede ricavi per circa 1,1 miliardi di euro e un EBITDA vicino a 229 milioni.
Queste stime implicano un ritorno a una crescita high single digit nel secondo semestre, pari a circa l’8% su base annua. Equita si mostra ancora più ottimista e prevede una crescita vicina al 10%.
Il miglioramento dovrebbe essere sostenuto dal portafoglio ordini e concentrarsi soprattutto nel quarto trimestre.
La distribuzione temporale della crescita è stata influenzata da ritardi logistici e, soprattutto, dalle difficoltà nella catena di fornitura legate alla forte domanda per la nuova linea Sand Stone.
Questo elemento presenta una doppia lettura. I ritardi impediscono una contabilizzazione più rapida dei ricavi, ma sono in parte la conseguenza di ordini superiori alle attese. Se la produzione e le consegne verranno normalizzate, una quota significativa della domanda potrebbe trasformarsi in fatturato durante gli ultimi mesi dell’anno.
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Valutazioni inferiori alla media storica
Technogym tratta a circa 18,5 volte gli utili attesi nei prossimi dodici mesi, contro una media storica vicina a 23 volte. Lo sconto riflette la debole performance borsistica, il rallentamento temporaneo della crescita, i problemi della catena di fornitura e le perplessità legate al turnover manageriale.
Secondo Equita, le valutazioni diventano interessanti nell’ipotesi che la società torni a una crescita high single digit del fatturato, coerente con il suo andamento storico. Per il 2027-2028 gli analisti stimano una crescita media annua dei ricavi vicina al 10%, leggermente superiore alle aspettative del mercato.
Se queste previsioni venissero confermate, la compressione del multiplo potrebbe offrire spazio per una rivalutazione del titolo. In caso contrario, il semplice sconto rispetto alla media storica non sarebbe sufficiente a determinare un recupero duraturo.
Fondamentali ancora attraenti
Nonostante le difficoltà attraversate dal titolo, Technogym conserva caratteristiche industriali considerate interessanti. La società beneficia della crescita strutturale della domanda di salute, benessere e attività fisica.
Il posizionamento nel segmento premium e la forza del marchio le conferiscono inoltre un significativo pricing power. Il margine EBITDA si mantiene intorno al 21%, mentre la conversione normalizzata dell’EBITDA in free cash flow è vicina al 50%.
Il gruppo presenta una posizione finanziaria netta positiva e un ritorno sul capitale impiegato, il ROCE, vicino al 60%. Sono elementi che testimoniano la qualità del modello operativo e la capacità di generare cassa.
La vera questione per il mercato non sembra quindi riguardare la solidità finanziaria, ma la velocità con cui Technogym riuscirà a ritrovare il ritmo di crescita precedente.
Segnale tecnico interessante, ma ancora preliminare
La dragonfly doji in prossimità del supporto dei 12 euro rappresenta il primo segnale concreto di reazione dopo una discesa lunga e molto profonda.
La configurazione è resa più significativa dalla coincidenza con il 61,8% di ritracciamento del rialzo iniziato nel settembre 2022. La tenuta del supporto potrebbe favorire almeno un rimbalzo tecnico, soprattutto considerando le valutazioni inferiori alla media storica e i giudizi positivi degli analisti.
Non si può però parlare ancora di inversione rialzista. La tendenza dominante resta negativa e il titolo continua a disegnare massimi e minimi decrescenti.
Il primo segnale di conferma arriverebbe sopra 12,87 euro, seguito dal recupero di 13-13,20 euro. Indicazioni più solide emergerebbero soltanto sopra 13,50 e successivamente sopra 14 euro. La perdita di 12,20-12 euro, al contrario, negherebbe la configurazione e aprirebbe nuovi spazi ribassisti.
Technogym si trova dunque in un punto tecnico delicato: i fondamentali e le valutazioni offrono argomenti favorevoli, mentre il grafico segnala che la pressione in vendita non può ancora essere considerata esaurita.