Mutui, impatto sui variabili dal rialzo dei tassi d’interesse

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Il mutuo a tasso fisso resta la scelta largamente prevalente tra gli italiani, ma il caro-energia sta cambiando lo scenario

Mutui, impatto sui variabili dal rialzo dei tassi d’interesse
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Gli indicatori di mercato suggeriscono che c’è una probabilità del 57% che i tassi di deposito della BCE salgano di mezzo punto percentuale al 2,75% entro la fine dell’anno.
Le probabilità implicite calcolate dall’ECB Watch sui future sui tassi di breve dell’Eurozona (€STR), assegnano poi il 100% di probabilità a un prossimo rialzo dei tassi d’interesse europei al meeting del 10 settembre.
Significherebbe un tasso di rifinanziamento delle operazioni principali al 2,9% entro la fine dell’anno e un corrispondente probabile incremento dell’Euribor, il tasso concreto di riferimento dei mutui variabili, che sul 6 mesi oggi vale il 2,77% e sul 3 mesi il 2,64%

Mutui, il caro-energia e il rialzo dei tassi

La crisi iraniana e lo shock petrolifero stanno spingendo al rialzo tutti i prezzi energetici e con essi l’inflazione, così le banche centrali sono costrette ad alzare il costo del denaro per bilanciare almeno in parte l’impatto.

Con un prevedibile effetto sui mutui che non risparmia neanche gli Stati Uniti, dove la Federal Reserve si trova in circostanze simili a quelle europee sul fronte dei prezzi (ad agosto l'inflazione europea è salita al 3,3%; a luglio quella USA era al 3,4%).
Anche per il prossimo meeting della Fed del 16 settembre sta aumentando quindi la probabilità di un rialzo dei tassi d’interesse, anche se lo scenario è più contrastato che nel Vecchio Continente.

Mutui, prevale ancora il fisso, ma il variabile...

La BCE ha già ricominciato ad alzare i tassi d’interesse lo scorso giugno con un intervento da un quarto di punto percentuale, ma secondo l’osservatorio di MutuiOnline.it ancora oggi il mutuo fisso è la scelta largamente prevalente degli italiani e nei primi 8 mesi di quest’anno il 92,2% delle richieste si sarebbe orientato in questa direzione. Non si può però escludere che in futuro l’evoluzione dei tassi cambi il quadro.

Di certo il rischio di pesanti rincari è già concreto e c’è il serio pericolo che si aggravi. A luglio Facile.it rilevava che la rata di un mutuo a variabile standard (126 mila euro in 25 anni) era cresciuta di 21 euro e che probabilmente sarebbe cresciuta di altri 31 euro entro la fine dell’anno, per un incremento totale di 52 euro fino a 630 euro circa.

Naturalmente l’impatto dei rialzi dei tassi d’interesse varierà per ciascuna famiglia in base alle condizioni specifiche del suo mutuo, all’ammontare, al tempo residuo e così via.

Già nella prima metà dell’anno però, sempre secondo Facile.it, l’importo medio del mutuo richiesto in Italia è aumentato dell’1,4% rispetto a un anno prima, fino a 139.306 euro. L’età media dei richiedenti invece era scesa a 39 anni.

Anche secondo questo comparatore il mutuo a tasso fisso restava la scelta largamente prevalente, con il 92% delle preferenze registrate nel primo semestre del 2026.

Il mutuo a tasso variabile però si faceva spazio, anche per convenienza relativa delle condizioni spuntate sul mercato.
Chissà che con il prevedibile prossimo incremento dei tassi d’interesse questa tendenza non si rafforzi ancora.