Omnibus: più tempo il rimborso dell’IVA per imprese e professionisti

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
3 min

Il quadro articolato delle auto aziendali, il ritorno al regime precedente, ma senza una fase transitoria per la detrazione dell'IVA

Omnibus: più tempo il rimborso dell’IVA per imprese e professionisti
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Un ritorno al passato per guardare al futuro. Tra le diverse previsioni per le imprese italiane il decreto Omnibus dello scorso agosto (Decreto legislativo del 07/08/2026 n. 148) ha inserito una previsione che riporta il recupero dell’IVA da parte delle imprese al regime precedente il D.L. 50/2017, con la conseguenza importante di una risoluzione dell’annosa questione delle fatture a cavallo o in ritardo.

Rimborso IVA, c’è più tempo per fatture in ritardo o ‘a cavallo’

In pratica da un anno le imprese, gli artigiani e i professionisti passano a due anni a disposizione per richiedere il rimborso dell’IVA maturata. Letteralmente si interviene sulla norma di riferimento dell’IVA (DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 ottobre 1972, n. 633; Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto) sostituendo all’articolo 19 il necessario per garantire il diritto alla detrazione maturato nel momento in cui l’imposta diventa esigibile, ma esercitato entro il secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto. In pratica una fattura ricevuta nel 2026 potrà essere registrata entro il secondo anno successivo, quindi nel quadro della dichiarazione riferita al 2028. In molti casi si salverà quindi una detrazione preziosa per gli operatori. Le fasi sono essenzialmente tre: l’esigibilità della fattura che crea il diritto alla detrazione; la ricezione della fattura che poi consente l’attivazione concreta del diritto e infine la registrazione che fa scattare l’esercizio della detrazione con l’imputazione contabile. E’ quest’ultimo decisivo passaggio che ottiene due anni di tempo al posto di uno.

Il meccanismo della detrazione dell’IVA è essenziale per la corretta gestione dell’impresa in quanto permette di detrarre l’importo dell’IVA pagata dalla società su consumi e acquisti effettuati durante l’attività sottraendole l’IVA già versata sui beni e servizi acquistati nell’attività di impresa. Con la detrazione l’impresa consente inoltre al meccanismo tributario generale di attuare lo scopo di far aderire l’IVA veramente al suo progetto, quello di un’imposta sul consumo finale.

I costi detraibili dall’impresa devono naturalmente essere collegati alle attività normative dell’impresa stessa ed escludono acquisti personali o non strettamente aziendali.

Auto aziendale, detrazioni e deduzioni IVA

Un caso particolare è quello delle auto aziendali: se sono auto aziendali ad uso promiscuo, impiegate dunque per scopi sia aziendali che personali, la detrazione IVA può essere parzialmente permessa. Questa divisione deve essere chiaramente documentata per evitare complicazioni con le autorità fiscali.
Il quadro specifico per le imprese per le quattro ruote è complesso:

  • Si può dedurre (quindi sottrarre dal reddito imponibile, senza ricorrere alla detrazione che invece è una riduzione delle imposte) per veicoli ad uso promiscuo il 20% del costo (entro un valore massimo del veicolo di 18.075,99 euro) e al contempo si detrarre l’IVA al 40% in questi casi.

  • Per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti per almeno 183 giorni all’anno, la deducibilità da parte del datore di lavoro sale invece al 70%

Con questa seconda ‘eccezione’ si premia con una deduzione molto maggiore l’impiego dell’auto come strumento stabile e indispensabile del dipendente.

Per i professionisti e le partite IVA le cose cambiano ancor:

  • I professionisti possono dedurre il 20% del costo del veicolo (sempre entro lo stesso tetto di circa 18.075,99 euro) e detrarre l’IVA al 40%

  • Agenti e rappresentanti di commercio possono dedurre l’80% dei costi del veicolo (tetto massimo a 25.822,84 euro) e detrarre l’IVA al 100%.

Il Decreto Omnibus mantiene il divieto di inserimento in anticipo delle liquidazioni in fattura.

Diversi osservatori hanno anche sottolineato la mancanza stavolta di un regime di transizione.

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