Dietro la strage in famiglia di Pietralata una rete di pazienti che esaltavano le cure in Messico? L'ipotesi
pubblicato:La famiglia era stata condizionata da un gruppo di pazienti fanatici del neuroscienziato messicano?

Solo interrogativi, per ora, accompagnano il dolore per la strage della famiglia di Pietralata. Come noto, Luca Abbasciano (42 anni) e la moglie Valentina Pambianco (41) dedicavano la vita alle cure per la figlia Bianca (5 anni), nata con una paralisi cerebrale. Sin dalle prime fasi delle indagini gli inquirenti hanno scoperto, anche grazie alle testimonianze della famiglia e di alcuni conoscenti, che la coppia aveva affidato la bambina alle cure del dottor José Roberto Trujillo, in Messico, dando fondo ai loro risparmi. Il dubbio, ora, è sulle modalità con cui la coppia è entrata in contatto con il neuroscienziato d'oltreoceano.
Una rete di pazienti ha convinto Luca e Valentina a viaggiare in Messico?
Come anticipato, in un primo momento è stato detto e scritto che Luca Abbasciano e Valentina Pambianco avessero conosciuto il dottor José Roberto Trujillo attraverso un annuncio su Internet. Secondo le ultime indiscrezioni, invece, la coppia potrebbe aver subito le pressioni di un gruppo di pazienti che potrebbe aver esaltato le possibilità di una cura oltreoceano, tessendo le lodi del neuroscienziato e incoraggiando, in questo modo, i coniugi a intraprendere quel percorso.
I carabinieri passeranno al setaccio i dispositivi della coppia e i loro movimenti finanziari per capire se Luca e Valentina siano stati condizionati o abbiano ricevuto pressioni in tal senso. Non si esclude, ad esempio, che a seguito del grande esborso di denaro versato tra i viaggi in Messico e i trattamenti - si parla di almeno 300 mila euro - la coppia si sia trovata impossibilitata a spendere altro denaro per la figlia, e che questi mancati pagamenti abbiano scatenato quel processo di rassegnazione che ha poi portato alla tragedia.
L'ultimo messaggio di Valentina Pambianco
Repubblica scrive che l'ultimo contatto di Valentina Pambianco con il mondo esterno sarebbe avvenuto alle 19:15 di venerdì 28 agosto, quando la donna ha inviato un messaggio a un'amica conosciuta in uno dei tanti viaggi oltremare. "Andiamo nel gruppo che ci facciamo quattro risate", avrebbe scritto. Poi il silenzio.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la coppia avrebbe preparato i circa 12 bigliettini lasciati sul tavolo della cucina, indirizzati a familiari e conoscenti ai quali spiegavano le ragioni del gesto. Poi avrebbero sparato al petto la figlia Bianca, un altro colpo contro il cane Teo e infine avrebbero rivolto l'arma contro loro stessi. Non è dato sapere, per il momento, chi dei due adulti abbia premuto il grillo di quella Glock regolarmente detenuta dal tecnico informatico.
La strage familiare di Pietralata
La tragedia potrebbe essersi consumata nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto. Prima del gesto, la casa era stata lasciata in ordine e pulita sia all'interno che all'esterno. I vicini riferiscono di non aver sentito alcuno sparo, e raccontano che da tempo la coppia viveva sempre più isolata all'interno dell'abitazione.
La tragedia ha sollevato un dibattito sulle tutele destinate ai caregiver e sul silenzio in cui essi si ritrovano a vivere quando destinano tutte le priorità ai loro assistiti.