Titoli ad alto dividendo: sei sotto la media a 200 giorni, soltanto Unipol resiste

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
9 min

Unipol rimane l’unico titolo sopra la media esponenziale a 200 giorni, ma è appoggiato a un supporto decisivo. Il dividend yield da solo non protegge dalle correzioni

Titoli ad alto dividendo: sei sotto la media a 200 giorni, soltanto Unipol resiste
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Il quadro tecnico dei sette titoli compresi all'interno del paniere Ftse Mib selezionati per l’elevata remunerazione degli azionisti evidenzia un deterioramento piuttosto esteso: sei società su sette quotano sotto la media mobile esponenziale a 200 giorni.

Azimut, Intesa Sanpaolo, Leonardo, Poste Italiane, Prysmian e STMicroelectronics hanno violato questo importante riferimento dinamico.

Soltanto Unipol conserva prezzi superiori alla media, anche se il vantaggio si è sensibilmente ridotto dopo la correzione delle ultime settimane.

Il segnale non implica automaticamente l’avvio di una tendenza ribassista duratura. La media a 200 giorni è tuttavia uno degli indicatori maggiormente osservati dagli investitori istituzionali per distinguere le fasi di forza da quelle di debolezza del mercato.

Quando la violazione riguarda un singolo titolo può dipendere da una notizia specifica.

Quando interessa quasi tutto il paniere, segnala una riduzione della partecipazione al rialzo e una maggiore prudenza degli investitori.

Il dividendo non è uno scudo contro il ribasso

Un rendimento elevato può attenuare le conseguenze di una fase negativa, ma non elimina il rischio sul capitale.

Un titolo con un dividend yield del 6% che perde il 15% conserva un risultato complessivo negativo.

Inoltre, il rendimento calcolato sulla base dei dividendi passati può risultare ingannevole se il peggioramento dei conti costringe l’azienda a ridurre la distribuzione futura.

Per questo motivo, in una strategia orientata al reddito è opportuno valutare congiuntamente:

  • •

    sostenibilità del dividendo;

  • •

    generazione di cassa;

  • •

    indebitamento;

  • •

    andamento degli utili;

  • •

    posizione rispetto alla media a 200 giorni;

  • •

    presenza di supporti tecnici;

  • •

    forza relativa rispetto al FTSE MIB.

L’attuale configurazione non suggerisce necessariamente di abbandonare tutti i titoli ad alto dividendo. Indica però che il momento per incrementare indiscriminatamente l’esposizione non appare particolarmente favorevole.

Azimut: il rimbalzo si ferma sotto la media

Azimut ha chiuso venerdì a 34,70 euro, dopo essere scesa dai massimi di settembre prossimi a 40 euro.

Il titolo ha violato la media esponenziale a 200 giorni, attualmente in transito intorno a 35,80-36 euro, e il recente tentativo di recupero si è arrestato proprio in prossimità di questo riferimento.

I prezzi stanno ora difendendo area 34,20-34,50 euro, vicina al 61,8% di ritracciamento del precedente rialzo. La tenuta di questa fascia potrebbe favorire un nuovo tentativo di reazione.

Sotto 34 euro aumenterebbe invece il rischio di una discesa verso 33-32,50 euro e successivamente verso i minimi di marzo in area 31.

Per migliorare il quadro, Azimut dovrebbe recuperare stabilmente 36 euro. Il superamento di 36,80-37 euro renderebbe più credibile il ritorno verso 38 e 40 euro.

Intesa Sanpaolo sul supporto del 50%

Intesa Sanpaolo termina la settimana a 5,889 euro, sotto la media esponenziale a 200 giorni, che passa approssimativamente tra 6,05 e 6,10 euro.

La discesa dai massimi di agosto ha riportato il titolo sul 50% di ritracciamento del rialzo partito dal minimo di marzo, in area 5,85-5,90 euro.

Si tratta di un supporto importante. La sua tenuta potrebbe favorire un rimbalzo verso 6,05-6,10 euro, dove il titolo incontrerebbe nuovamente la media a 200 giorni. Soltanto il recupero di 6,15-6,20 euro fornirebbe un segnale di stabilizzazione più convincente.

Una chiusura sotto 5,85 euro indebolirebbe ulteriormente il quadro e renderebbe probabile un test di 5,60-5,65 euro, zona vicina al 61,8% di ritracciamento.

La recente debolezza del settore bancario e il collegamento sempre più stretto con l’operazione su MPS aggiungono volatilità a una configurazione già delicata.

Leonardo tenta di recuperare la media

Leonardo ha chiuso a 51,76 euro, dopo essere rimbalzata con decisione dai minimi di ottobre in area 45,50-46 euro.

Il recupero ha riportato i prezzi a contatto con la media esponenziale a 200 giorni, ma non ha ancora prodotto una rottura confermata. Leonardo rimane quindi formalmente appena sotto il principale spartiacque di medio periodo.

Una chiusura sopra 52-52,50 euro permetterebbe di recuperare la media e aprirebbe spazi verso 54 euro e successivamente 55,50-56 euro.

In caso di nuova respinta, il primo sostegno è individuabile a 50 euro. Sotto questa soglia diventerebbero probabili ritorni verso 48-48,50 e quindi verso 46 euro.

Tra i sei titoli sotto la media, Leonardo è quello più vicino a riconquistarla. Il forte portafoglio ordini e l’interesse strutturale per il comparto della difesa possono sostenere il tentativo, ma la conferma deve ancora arrivare dai prezzi.

Poste Italiane rimane sotto 25 euro

Poste Italiane ha terminato venerdì a 24,05 euro e continua a muoversi sotto la media esponenziale a 200 giorni, in transito approssimativamente tra 24,70 e 24,90 euro.

Il titolo ha violato anche il supporto rappresentato dal 50% di ritracciamento del rialzo iniziato dai minimi di marzo. L’area compresa tra 23,90 e 24 euro rappresenta ora il primo sostegno di breve periodo.

Sotto questa fascia aumenterebbe il rischio di una discesa verso 23-23,20 euro, dove passa il 61,8% di ritracciamento.

Per inviare un segnale di miglioramento, Poste dovrebbe recuperare prima 24,50 euro e successivamente la media a 200 giorni. Sopra 25 euro il rimbalzo potrebbe estendersi verso 25,70-26 euro.

Il rendimento da dividendo rimane interessante, ma il grafico suggerisce di attendere una conferma prima di considerare conclusa la correzione.

Prysmian: il rialzo di lungo periodo è sotto pressione

Prysmian ha chiuso a 110,40 euro, dopo una settimana molto volatile. Il titolo ha recuperato oltre l’11% nell’ottava, ma venerdì è tornato a cedere quasi il 4% in scia alle vendite sul comparto tecnologico e sulle società legate agli investimenti nei data center.

La correzione iniziata dai massimi di maggio ha spinto i prezzi sotto la media esponenziale a 200 giorni, oggi in transito intorno a 118-120 euro.

Il primo supporto è individuabile tra 106 e 108 euro. La sua violazione potrebbe favorire una discesa verso 100-102 euro e, in uno scenario più debole, verso 95 euro.

Per ridurre la pressione ribassista, Prysmian dovrebbe recuperare stabilmente 120 euro. Sopra 124-125 euro aumenterebbero le possibilità di un ritorno verso 130 euro.

Il trend strutturale beneficia ancora degli investimenti nelle reti elettriche e nelle infrastrutture digitali, ma il mercato sta rivalutando i tempi di ritorno della spesa legata all’intelligenza artificiale. Anche una società con fondamentali solidi può quindi attraversare una fase di riduzione dei multipli.

STMicroelectronics sotto la media e vicino al 61,8%

STMicroelectronics ha chiuso a 41,865 euro, penalizzata venerdì dal crollo del settore statunitense dei semiconduttori.

La trimestrale aveva inizialmente favorito un deciso recupero, grazie a risultati in linea e a una guidance sul margine lordo superiore alle attese. Le vendite su Intel e sull’intera filiera tecnologica hanno però riportato STM sotto la media esponenziale a 200 giorni, in transito approssimativamente tra 44 e 45 euro.

Il titolo si avvicina ora alla fascia compresa tra 39 e 40 euro, dove passa anche il 61,8% di ritracciamento del precedente rialzo. Quest’area rappresenta un supporto tecnico particolarmente importante.

Una sua violazione aprirebbe spazi verso 36-37 euro e, più in basso, verso 34-35 euro.

Al rialzo, STM dovrebbe recuperare prima 44-45 euro e successivamente superare 47 euro. Solo oltre 49,50-50 euro il quadro tornerebbe chiaramente costruttivo.

Unipol è l’unica sopra la media a 200 giorni

Unipol rappresenta l’eccezione del gruppo. Il titolo ha chiuso a 25,18 euro e conserva prezzi superiori alla media esponenziale a 200 giorni, che transita poco sopra 24 euro.

Il vantaggio rispetto alla media si è però ridotto sensibilmente. Dopo i massimi estivi prossimi a 29,50 euro, il titolo ha corretto fino al 38,2% di ritracciamento del rialzo partito dai minimi di marzo, in area 25 euro.

La coincidenza tra questo supporto e la vicinanza della media a 200 giorni rende la fascia compresa tra 24 e 25 euro decisiva per il medio periodo.

Finché i prezzi rimangono sopra 24-24,20 euro, il trend conserva una struttura positiva e può tentare una risalita verso 25,70-26 euro. Oltre questa fascia gli obiettivi successivi sarebbero individuabili a 27-27,20 euro.

La violazione della media a 200 giorni cambierebbe invece il quadro e potrebbe favorire una discesa verso 23 euro e successivamente verso 22,50-22,70 euro, dove passa il 61,8% di ritracciamento.

Un segnale di debolezza della partecipazione

Il fatto che sei titoli su sette si trovino sotto la media a 200 giorni è più importante delle singole configurazioni.

Il paniere comprende banche, risparmio gestito, tecnologia, difesa, infrastrutture e servizi postali. La debolezza non è quindi limitata a un unico comparto, ma interessa settori molto differenti.

La situazione può essere riassunta così:

Titolo

Chiusura

Posizione rispetto alla EMA 200

Livello decisivo

Azimut

34,70 €

Sotto

Recupero di 36 €

Intesa Sanpaolo

5,889 €

Sotto

Tenuta di 5,85 €

Leonardo

51,76 €

Sotto, ma vicina

Superamento di 52-52,50 €

Poste Italiane

24,05 €

Sotto

Recupero di 24,80-25 €

Prysmian

110,40 €

Sotto

Recupero di 118-120 €

STMicroelectronics

41,865 €

Sotto

Recupero di 44-45 €

Unipol

25,18 €

Sopra

Tenuta di 24-25 €

La media a 200 giorni non deve essere utilizzata come un interruttore automatico tra acquisto e vendita.

La sua lettura diventa però più significativa quando viene combinata con supporti statici, ritracciamenti, forza relativa e andamento del mercato generale.

Dividendi interessanti, ma meglio essere selettivi

Il quadro suggerisce prudenza, non necessariamente una fuga dal comparto.

Unipol conserva la migliore struttura tecnica, ma deve difendere la media a 200 giorni.

Leonardo è il titolo più vicino a recuperarla. Intesa e Azimut stanno cercando di reagire da importanti supporti di Fibonacci.

Poste, Prysmian e STM necessitano invece di segnali più chiari prima di poter considerare terminata la correzione.

Per un investitore orientato al reddito, la strategia più razionale può essere quella di procedere gradualmente, evitando di concentrare gli acquisti in un’unica seduta e privilegiando i titoli che mostrano contemporaneamente:

  • •

    dividendo sostenibile;

  • •

    tenuta dei supporti;

  • •

    recupero della media a 200 giorni;

  • •

    miglioramento della forza relativa;

  • •

    conferma dei flussi di cassa.

Il rendimento della cedola rimane importante, ma in questa fase è il comportamento dei prezzi a dover indicare se il mercato considera quel rendimento un’opportunità oppure il semplice riflesso di un rischio crescente.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.