Trump, crescono i sospetti di insider trading e manipolazione del mercato

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
7 min

Movimenti sospetti su derivati a base azionaria e sul petrolio greggio sono finiti sulla cronaca finanziaria globale. Ora il Wall Street Journal riscostruisce diverse operazioni di dubbia tempestività. Appena 11 giorni fa si dimetteva a sorpresa un pezzo grosso della SEC, la Consob USA

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Sui gravi sospetti che attorniano da settimane, anzi da mesi, la tempistica delle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è ritornato da ultimo il Wall Street Journal ieri sera, qualche ora dopo il closing.

Appena 11 minuti dopo la chiusura dei mercati il presidente USA aveva pubblicato un post sul suo social network Truth prolungando di altri 10 giorni gli strani negoziati con l’Iran, fino al prossimo 6 aprile. Senza quell’aggiornamento la tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane fissata in 5 giorni dallo stesso Trump lunedì scorso sarebbe scaduta oggi.

All'avvio poco fa delle contrattaziooni di Wall Street il mercato non sembra dargli retta: le vendite prevalgono decisamente. Ma altre volte, anche soltanto pochi giorni fa, è andata diversamente e le parole di Trump hanno invertito la direzione dei mercati.

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Trump, le misteriose operazioni di lunedì pochi minuti prima della tregua sull'Iran

L’articolo del WSJ torna proprio alle ore, anzi ai minuti immediatamente precedenti le dichiarazioni di Trump di lunedì scorso.

In pratica alle 7:23 del mattino di Washington (12:23 PM ora italiana) Trump annuncia a sorpresa che ci sono stati negoziati produttivi con Teheran e che si prende cinque giorni di pausa per coltivarli, rinunciando ai previsti bombardamenti.

Secondo la ricostruzione del reporter Alexander Osipovich tra le 6:49 e le 6:51 ‘americane’, un orario normalmente assolutamente scarico di volumi, ma in questo caso di pochi minuti precedente le dichiarazioni di Trump, sono stati piazzati ben 7.200 contratti sul petrolio Brent e sul WTI, per un valore nozionale di 760 milioni di dollari, appena prima che le quotazioni del greggio crollassero. “Un picco di attività simile si è registrato nello stesso tempo sui future sull’S&P 500”, ha aggiunto il giornalista.

La notizia fa subito il giro del mondo, anche perché non è la prima volta che movimenti precoci di mercato generano il dubbio di speculazioni. In termini giuridici italiani potremmo parlare di abuso o comunicazione illecita di informazioni privilegiate, insider trading ai sensi dell’art. 184 del Testo Unico della Finanza, nel caso in cui la speculazione fosse effettuate da persone vicine a Trump che approfittassero delle notizie di prima mano, o addirittura di manipolazione del mercato (Art. 185 TUF) se fosse lo stesso Trump a guidare le operazioni. Negli Stati Uniti si occupano della materia il Securities Exchange Act del 1934 e in particolare la Rule 10b5-1 dal 2000.

In un post su X il giornalista Adam Cochran afferma che ci sono stati 1,5 miliardi di dollari di nozionale su Future sull’S&P 500 e che sono stati venduti 192 milioni di dollari di nozionale sui future sul Crude Oil cinque minuti prima dell’annuncio di Trump il 23 marzo “oltre 4-6 volte ogni altro trading durante la chiusura del mercato”: a oggi quel post registra 9,1 milioni di impressioni.

Di questi sospetti che da tempo attorniano le dichiarazioni di Trump si è occupato, e non solo questa volta anche Federico Fubini sul Corriere della Sera, ricordando questa volta che la SEC, la Consob statunitense, sembra immobile di fronte ai segnali giunti da diversi osservatori su queste anomalie. Il vicedirettore della testata di via Solferino si chiede: sarà che alla guida della Fed c’è l’avvocato d’affari newyorkese Paul Atkins fedelissimo a Trump? Hanno riportato anomalie e sospetti di mercato tantissimi giornali e testate nelle ultime settimane e negli ultimi giorni, dal Financial Times alla CNBC statunitense.

Trading sospetti già dallo scorso aprile, quando Trump disse : "Grande momento per comprare" e i senatori democratici si rivolsero alla SEC

La casistica si sta facendo densa però. È ancora il Wall Street Journal a ricostruire:

  • Il 28 febbraio la casa di analisi sui movimenti sospetti in blockchain e nelle cripto Bubblemaps ha individuato “sei sospetti insider” che avevano guadagnato 1,2 milioni di dollari puntando su un imminente attacco degli Stati Uniti all’Iran sulla piattaforma Polymarket, una sorta di broker globale di scommesse in criprovalute di stanza a Manhattan. Ci avevano preso quel sabato l’attacco scattò.

  • Il 2 gennaio 2026 in Venezuela scatta l’operazione di cattura di Maduro: bene sempre il Wall Street Journal ha rilevato su Polymarket delle scommesse da un misterioso trader da ben 34 mila dollari a fine dicembre e a inizio gennaio che puntavano su una caduta di Maduro entro la fine dello stesso gennaio 2026. Le puntate avrebbero tirato su ben 400 mila dollari.

  • L’analisi del WSJ – c’è quasi sempre dietro il reporter e data analyst Osipovich – cita poi il 10 ottobre 2025 quando Trump nel confronto con la Cina alla fine annuncia dazi addizionali del 100% sulla Cina: bene su un’altra piattaforma di criptovalute, Hyperliquid, due account avevano messo in piedi grosse scommesse sulla caduta del bitcoin e dell’ether, caduta che poi avvenne regalando un profitto ai due ‘fortunati’ di 160 milioni di dollari

  • Molto prima il 9 aprile 2025, appena due giorni dopo il Liberation Day dei dazi che ha lasciato uno strappo ribassista sui grafici azionari di tutto il mondo, Trump annunciava una inattesa pausa alle stesse tariffe annunciate di 90 giorni: bene “Unusual Whales”, account di X specializzato nell’analisi proprio di movimenti anomali, sottolineava che appena prima delle dichiarazioni di Trump che avrebbero fatto volare i mercati qualcuno aveva aperto ben 509 call sull’S&P 500 destinate a chiudersi in giornata: un balzo del 2100% in un’ora!

I sospetti che oggi il mercato rispolvera già allora si erano diffusi rapidamente fino a montare al Congresso in una lettera firmata da diversi importanti senatori democratici come Elisabet Warren e Charles E. Shumer indirizzata ad Atkins, l’uomo appunto nominato da Trump alla guida della Sec proprio nell’aprile 2025:

“La SEC indaghi se il Presidente Trump, i membri del suo gabinetto, o altri donatori, insider e ufficiali dell’Amministrazione abbiano attuato insider trading, manipolazione di mercato o altre violazioni delle leggi sui titoli il 9 aprile 2025, quando il Presidente Trump ha annunciato “Grande momento per comprare” sui mercati azionari”.

Già perché Trump aveva detto così alla CNBC poche ore prima di annunciare una pausa sui dazi e avviare una rimonta poderosa sui mercati mondiali.  

Allora in molti avevano pensato a incaute comunicazioni, a dichiarazioni di maniera. Se il mercato va male è tipico che un presidente dica che ci sono occasioni di acquisto, ossia, in un certo modo, che in realtà le cose sono migliori di come sembrano.

Pressioni montanti sulla SEC. Undici giorni fa si dimette in polemica la dirigente per l'applicazione delle norme: era in carica da settembre soltanto

Le operazioni di trading dei mesi successivi e anche di questa settimana hanno però infiammato i sospetti su scala globale, la casistica si è rafforzata in maniera importante. Sembra difficile ormai che la pressione politica sulla Casa Bianca non porti almeno a nuove indagini della SEC.

Già prima dell’ultimo caso, il 16 marzo 2026, Margaret Ryan, che dirigeva da appena settembre il braccio operativo della SEC (l’enforcement come dicono negli States) da circa 1.000 persone, si è improvvisamente dimessa dall’incarico.

Secondo le ricostruzioni di Reuters, che cita tre fonti vicine al dossier, le dimissioni sarebbero arrivate dopo scontri con altri dirigenti dell’agenzia sulla direzione da dare al programma di enforcement della SEC, compresi dei casi che riguardavano persone legate a Donald Trump e alla sua famiglia, come uno riguardante l’imprenditore Justin Sun sostenitore della World Liberty Financial di casa Trump o delle operazioni di Elon Musk.

Dimissioni brusche e inattese. Sono segnali anche questi.

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