Borse in rally dopo la tregua sui dazi: i mercati tirano il fiato

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Ora il test passa da Fed e trimestrali: utili e guidance dei big tech decisivi per la sostenibilità del rialzo

Borse in rally dopo la tregua sui dazi: i mercati tirano il fiato
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Miglioramento del clima di fiducia sui mercati globali

Le Borse europee hanno chiuso la seduta in deciso territorio positivo, beneficiando di un netto miglioramento del clima di fiducia sui mercati globali.

Il catalizzatore principale è stato il ridimensionamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa, dopo che il presidente Donald Trump ha fatto un passo indietro rispetto alle minacce di nuovi dazi legati alla questione Groenlandia.

Il venir meno dello scenario più penalizzante – quello di un’escalation tariffaria tra le due sponde dell’Atlantico – ha favorito una ripresa generalizzata dell’appetito per il rischio, con flussi tornati a privilegiare i settori ciclici e più sensibili alla crescita.

Il movimento positivo non si è limitato all’Europa. Anche Wall Street ha proseguito il recupero avviato nella seduta precedente, con rialzi diffusi su tutti i principali indici.

In particolare, il Russell 2000 – barometro delle small e mid cap statunitensi – ha aggiornato un nuovo record di chiusura, segnalando come il miglioramento del sentiment stia coinvolgendo anche le società più domestiche e sensibili al ciclo economico.

Nasdaq, S&P 500 e Dow Jones hanno archiviato la giornata in progresso, sostenuti da acquisti trasversali che hanno interessato sia i grandi nomi tecnologici sia il comparto manifatturiero di media dimensione.

Il cambio di tono di Trump ha influenzato oro e borse

Il cambio di tono di Trump su Groenlandia e dazi ha avuto effetti immediati anche sugli asset rifugio: l’oro ha ripiegato, perdendo parte della sua attrattiva difensiva, mentre i mercati hanno letteralmente “tirato un sospiro di sollievo”.

Come osservano diversi strategist, l’assenza di uno scontro frontale tra Stati Uniti ed Europa è un elemento chiaramente positivo per l’economia globale e per la stabilità dei mercati finanziari, anche se i dettagli dell’accordo restano ancora poco chiari.

Il contesto di fondo continua a favorire i rimbalzi dopo shock geopolitici.

La liquidità abbondante sostiene i mercati

Secondo alcuni gestori, i mercati sono oggi meno vulnerabili a questo tipo di notizie grazie alla grande quantità di liquidità ancora presente nel sistema e al fatto che siamo nel più ampio ciclo di tagli dei tassi a livello globale dagli anni Novanta.

Questo rende più difficile che eventi geopolitici, se non estremi, riescano a innescare correzioni durature.

I rischi non sono scomparsi

Detto questo, i rischi non sono scomparsi. Le dichiarazioni della premier danese, che ha ribadito l’impossibilità di negoziare sulla sovranità, e il vertice straordinario dei leader UE a Bruxelles ricordano che la questione Groenlandia resta politicamente sensibile. La distensione attuale è quindi più una tregua che una soluzione definitiva.

Bene i titoli legati all’intelligenza artificiale

Sul fronte settoriale, a Wall Street il rally è stato guidato ancora una volta dai titoli legati all’intelligenza artificiale, con forti rialzi per alcune società tecnologiche, mentre anche nomi meno noti hanno beneficiato del ritorno di flussi sulle small cap.

Questo allarga la partecipazione al rialzo e rafforza, almeno nel breve, la tenuta del trend.

Quadro macro Usa ancora solido

Dal punto di vista macro, i dati diffusi negli Stati Uniti sono risultati complessivamente coerenti con uno scenario di crescita ancora solida.

Il PIL del terzo trimestre è stato rivisto leggermente al rialzo al +4,4% annualizzato, sopra le attese, mentre l’inflazione PCE di novembre mostra un aumento moderato, in linea con le previsioni.

Anche il mercato del lavoro resta robusto, con le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione inferiori alle attese.

Questo ha spinto i rendimenti dei Treasury a breve termine leggermente più in alto, segnalando aspettative ridotte per tagli aggressivi dei tassi da parte della Federal Reserve nel 2025.

Il Treasury decennale si mantiene comunque sotto controllo, in area 4,24%, a indicare che il mercato obbligazionario non sta ancora prezzando tensioni significative sul fronte inflazionistico o di crescita.

La prossima riunione della Fed sarà osservata con attenzione, ma il consenso resta orientato verso una pausa sui tassi, alla luce di un’inflazione ancora “vischiosa” e di un’economia che continua a mostrare resilienza.

La stagione delle trimestrali entra nel vivo

Infine, l’attenzione degli investitori si sposta ora sulla stagione delle trimestrali, che entra nel vivo. In particolare, i risultati dei cosiddetti “Magnifici Sette”, attesi nei prossimi giorni, avranno un peso determinante sulla direzione degli indici.

Le loro indicazioni sulla domanda, sui margini e sulle prospettive di crescita diranno quanto margine resta alle valutazioni elevate che finora hanno sostenuto il rally.

I mercati restano estremamente sensibili alla narrativa geopolitica

In sintesi, la seduta conferma come i mercati restino estremamente sensibili alla narrativa geopolitica, ma anche come la combinazione di liquidità abbondante e crescita economica ancora solida renda, per ora, le correzioni più episodiche che strutturali.

La tregua sui dazi ha riacceso il rischio-on, ma il test vero arriverà con utili, Fed e sviluppi politici nelle prossime settimane.

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