UBS in rialzo (+3,8%), Credit Suisse -54,74%

di FTA Online News pubblicato:
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Nel pomeriggio il titolo di UBS a Zurigo passa in territorio positivo e accumula un rialzo del 3,8% a 17,74 franchi. Resta in profondo territorio negativo il titolo di Credit Suisse: -54,6% a 0,846 franchi. Si ricorda che l'acquisizione carta contro carta di Credit Suisse da parte di UBS ha fissato un concambio di 22,48 azioni Credit Suisse per ogni titolo di UBS (rapporto attuale 20,97).

Ovviamente la nuova maxi-operazione svizzera fortemente voluta dalle autorità elvetiche continua a far discutere. Si temono le difficoltà di un'operazione che per ragioni di necessità punta a fondere due nemici storici.

Dopo una serie di scandali e sanzioni, Credit Suisse aveva già avviato il taglio di ben 9 mila posti di lavoro e ora il comunicato che annuncia il merger sottolinea l'obiettivo di un taglio dei costi nella nuova entità di oltre 8 miliardi di dollari entro il 2027. Bloomberg calcola che si tratta di quasi la metà di tutti costi di Credit Suisse dello scorso anno. L'impatto sociale dell'operazione potrebbe essere dunque durissimo.

Molti osservatori internazionali hanno poi aspramente criticato il trattamento inusuale e di vantaggio ottenuto dagli azionisti di Credit Suisse. Le loro azioni sono state fortemente tagliate a circa 0,76 franchi ai corsi di ieri (oggi il conteggio, come detto, va fatto sul rapporto dei prezzi con UBS), ma non sono state azzerate. Sorte che invece è toccata agli obbligazionisti titolari di bond Additional Tier 1 Capital (AT1) di Credit Suisse che hanno subito perso completamente titoli per 16 miliardi di franchi svizzeri.

I titoli AT1 come questi sono stati proprio creati nel 2008 per fornire cuscinetti di capitale in caso di crisi; ma dovrebbero comunque mantenere una seniority maggiore delle azioni, quindi essere azzerati dopo.

Si è parlato di delicati equilibri geopolitici, visto che tra i primi azionisti di Credit Suisse si contano la Banca nazionale saudita (SNB) e il fondo sovrano del Qatar. Ma intanto adesso i titolari di obbligazioni bancarie di questo tipo, che hanno in portafoglio centinaia di miliardi di dollari di titoli, tremano.

Le Autorità europee e italiane hanno inviato segnali di tranquillizzazione sulla solidità delle banche europee. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in questo contesto ha sottolineato che le Autorità UE sono state sorprese dalla modalità e ordine di priorità di garanzia tra azionisti e obbligazionisti.

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